Rispondi a: Oscurità mondiale il 17 sett 2008 dalle 21.50 alle 22.00.

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#107587

deg
Partecipante

[quote1220707881=El Mojo]
Pasg, posso confessarti che avrei preferito da te una tiratina d'orecchie, di quelle che ti fanno sentire “vivo”, piuttosto che questa freddezza?
Approvo in pieno l'iniziativa di spegnere tutto, il mio voleva essere solo un attimo tra parentesi per una risata, anche a denti stretti. Sono tra coloro che già da molti anni punta al risparmio energetico, uso la macchina il meno possibile e adotto tattiche di acquisto che vanno contro gli sprechi e gli interessi commerciali di quelle industrie che ci propinano veleni come fossero caramelline al miele. Se posso dare un consiglio (come radiotecnico) per avere un risparmio costante di energia, vorrei segnalarvi che la maggior parte delle apparecchiature che abbiamo in casa rimangono in uno stato di “standbay” quando non distaccate completamente dalla tensione di rete. Molti hanno il vizio di spegnere il televisore solo attraverso il telecomando e questo puo andar bene se si è certi di volerlo riaccendere dopo poco, ma è sconsigliabile che rimanga così tutta la notte e tutte le notti per 365 giorni all'anno, poichè vi sono dei componenti che rimangono continuamente sotto tensione, alcuni dei quali, come il trasformatore, possono surriscaldare, specialmente in estate col caldo umido e provocare anche incendi, e durante i temporali si beccano tante extratensioni le quali poi sono anche una delle cause principali di guasto. Anche i lettori dvd rimangono sotto tensione, diversi lettori cd, ricevitori per la tv digitale e satellitare. Per essere sicuri di non consumare inutilmente corrente e non correre il rischio di guasti o incendi, l'ideale è tenere tutti questi apparati collegati ad una buona ciabatta multipla con interruttore incorporato. Prima i coricarvi, spegnete gli apparecchi e spegnete la ciabatta di corrente, così sarete sicuri che risparmierete e non solo, eviterete una dose di campi elettromagnetici nell'ambiente.
Detto questo preciso, non per giustificarmi, che il fatto di aver scherzato sull'apprecchio “che mi tiene in vita” non toglie nulla alla drammaticità della mia vita quotidiana, della quale solo Michele ne conosce un piccolo “assaggio” e che tengo fuori della portata altrui perchè preferisco, dato il mio animo forte, dare un sorriso a chi ne ha bisogno piuttosto che una lacrima a chi non ne avrebbe.
Ricordo ora che avevo promesso di raccontare la storiella della tazza da tè. Eccola, mantengo la promessa:
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Venne a trovarmi un caro amico, erano più o meno le quattro del pomeriggio, era triste perchè aveva litigato con la sua donna. Lo invitai a sedersi in cucina e, nel mentre che mi raccontava i fatti, decisi di preparare un buon tè caldo. Misi un litro d'acqua nel solito pentolino di terracotta e accesi il fuoco. Mi raccontò di quanto era triste e nervoso e io non trovavo parole per consolarlo, e in fondo preferivo non parlare. Aveva bisogno di essere ascoltato. Quando l'acqua cominciò a diventare ben calda, ne versai un pò dentro la teiera per scaldarla, poi feci lo stesso con le tazze. Poco dopo, quando l'acqua iniziò a bollire, svuotai la teiera e ci misi tre sacchetti di tè. Poi svuotai le tazze. La tazza del mio amico era una grande tazza bianca con disegnati dei fiori rossi e gialli, ed aveva un curioso manico attaccato più verso la parte alta del bordo che il centro.
Passati quattro minuti, versai il tè dentro le tazze, ci misi lo zucchero, la fetta di limone e il succo, afferrai la tazza con la mano sinistra, dalla parte opposta al manico, per offrirla al mio triste amico. Come mi avvicinai a lui, la tazza si svuotò improvvisamente, bagnando sia il tavolo che l'amico. Lo guardai con rammarico, attendendomi una sua reazione di sdegno e invece…invece si mise a ridere come un matto indicandomi la tazza. La girai verso di me e vidi che… non si era spaccata come ci si può immaginare, ma le si era praticata un'apertura esattamente sotto il manico, a mezzaluna, come una bocca sorniona che rideva.
La tazza si era trasformata in una faccia ridente, i fiori ai lati del manico facevano da occhi, il manico da naso, e quell'apertura era maledettamente perfetta, sembrava fatta con un raggio laser. Rimanemmo a ridere ed ammirare quel messaggio di allegria per ore. Peccato che nel tempo ho perso quella tazza ed il suo pezzo. E anche l'amico, andato a vivere in Inghilterra.
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Il mio viaggio continua per altre strade, peccato aver lasciato delle parentesi aperte, delle domande senza risposte. Ho lanciato alcune piccole perle che non sono state accolte, ma questo è normale e me lo aspettavo, dato anche il mio modo indiretto di arrivare alle cose, il puntare un dito verso una fragola per voler far notare che tutt'intorno vi è un campo e tutt'intorno a questo un mondo. E d'altronde non mi potevo aspettare che tutti fossero capaci di “immaginare” e “visualizzare” il proprio corpo durante un giro della morte in giostra, e il senso di “torsione” che si prova già a un quarto del giro. L'interesse stava nello spiegare come forare quella sottile membrana che impedisce al lobo sinistro di essere totalmente complice di quello destro e aprire la mente a un nuovo senso di realtà. Ma è giusto che ognuno viva la sua percezione personale di realtà.
Tornerò a leggervi di tanto in tanto, grazie e buon viaggio!
Pasg se lo ritieni puoi anche cancellare la mia iscrizione, ciao e un abbraccio a tutti e specialmente ai vostri “cuccioli”.

ingirumimusnocteetconsumimurigni
[/quote1220707881]
Grazie El Mojo per i preziosi consigli! Infatti noi in casa usiamo le ciabatte (il gioco di parole non l'ho fatto apposta!!:hehe: )

Grazie per il tuo magnifico racconto, mi è piaciuto tantissimo! 🙂

……Ma dove cacchio vai!!!!!!!
Non puoi andartene prima di averci spiegato tutto quello che non abbiamo ancora capito!!!!!!
Spero non ti sarai offeso, tante cose non vanno lette come si dovrebbe e capita a tutti noi di “saltare” qualche cosa o di non essere presi in considerazione come lo si vorrebbe.
Vedi io, in questo caso, se ci tengo proprio non esito: insisto!!!!!
Forse, come dici tu, potevi provare ad essere un pochino più “diretto”, la scrittura è un bel modo di comunicare ma si perdono anche tante sfumature……

Spero di leggerti di nuovo. 😉