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#108454

meskalito
Partecipante

Purtroppo pare sia mediocre…..

Voto: 60
Di alieni sulla terra ne sono sbarcati molti, almeno a dare retta a letteratura e cinema di fantascienza, e spesso con intenzioni tutt'altro che pacifiche.
Ma va detto che la razza umana non ha mai brillato nella qualità dell'accoglienza. Infatti anche in Ultimatum alla terra la prima cosa che l'esercito fa è sparare all'alieno che si sta palesando attraverso una cortina luminosa, confermando così da subito l'idea che l'alieno aveva già, che la razza umana sia la peggior specie animale.
Infatti la creatura è un emissario di altri mondi, inviata sulla Terra per avvisare che quello che chiamiamo il “nostro” pianete ci è stato solo “affittato” provvisoriamente, che il “contratto” è scaduto, perché gli inquilini hanno rovinato troppo il bellissimo “appartamento” loro concesso, sporcandolo, sovraffollandolo, abbattendo o tirando su muri fuori luogo, rendendo instabile il pavimento, irrespirabile l'aria, arredandolo male, insomma meritando a pieni voti di esserene cacciati.
Ciò che sgomenta gli alieni è che l'umanità si rende ben conto del proprio comportamento suicida, ma non riesce a darsi una regolata. Così, per salvare la terra, bisogna ripulirla dagli umani.
L'alieno Klaatu, che ha preso le affascinati e glaciali fattezze del bel Keanu Reeves, che vorrebbe conferire con le più alte cariche dei Governi mondiali, per qualche giorno invece si dibatterà sul nostro pianeta, invischiato nelle beghe famigliari della altrettanto bella Jennifer Connelly, astrobiologa in crisi famigliare per i suoi tesi rapporti con un figliastro rimasto orfano di padre militare (ragazzino del resto insopportabile, che anche lui giustificherebbe da solo l'idea della eliminazione totale).
Che i destini del mondo siano determinati da questo minuscolo campionario di umanità, questo sì è abbastanza ingiusto. Ma l'alieno non ne esce.
Evade dal centro sperimentale dove è stato rinchiuso, fugge con la dottoressa, incontra un altro alieno però inurbato da 70 anni, sfugge a vari agguati dell'Esercito, poi si confronta brevemente con un premio Nobel, e continua molto umanamente a scappare mentre nel resto del mondo comincia il processo di eliminazione della razza umana e dei suoi manufatti.

Ma quando si arriverà a Central Park, dove tutto aveva avuto inizio, lo spettacolo dell'amore materno lo indurrà a rimandare il tutto e a ripartire da solo verso il profondo spazio. Ci si chiede davvero perché. Erano più simpatici gli alieni di Mars Attack! che almeno erano proprio sadici e basta. Mai momento poteva sembrare più adatto per il remake del famoso film del 1951, Ultimatum alla terra, allora diretto da Robert Wise, che sarebbe in seguito diventato ancora più famoso con West Side Story.
Allora conteneva nella sua semplicità ormai datata, spoglia di effetti troppo speciali, un forte messaggio di pace e non violenza, coraggioso per essere il film del '51 in piena guerra fredda e sperimentazione atomica. All'umanità veniva lanciato un avvertimento severo e su questo si chiudeva la storia, mentre qui l'alieno interrompe il processo di “ripulitura”, convinto della fondamentale bontà della razza umana. Beato lui.
Il discorso ecologico sarebbe comunque stato valido ma nel film viene svuotato dalla improbabilità dell'azione e dalla superficialità delle psicologie, con eventi e comportamenti che si succedono in maniera illogica e personaggi tratteggiati troppo convenzionalmente.

Oscar dell'antipatia al bimbetto Jaden Smith (al suo personaggio ovviamente), figlio di Will e di Jada Pinkett, il cui carattere insopportabile si cerca di giustificare come “danno collaterale” dovuto alla morte del padre in guerra. I militari fanno danni anche da trapassati. Reeves è inespressivo come ruolo richiede (ma anche di più), Connelly si accontenta di essere molto bella. Kathy Bates è il Segretario di Stato facente funzioni presidenziali (non si è osato fare un vice-presidente donna?), inizialmente ostile e bellicosa, poi vanamente passata a più miti consigli. Nel cast diversi attori che provengono da note serie tv: Jon Hamm, meritatamente premiato con un Golden Globe per Mad Men, qui è relegato in una parte marginale, uno scienziato ragionevole. Robert Knepper, qui Colonnello guerrafondaio è il perfidissimo T-Bag di Prison Break, mentre il governativo Kyle Chandler è protagonista di Friday Night Lights. Nelle vesti dell'alieno stanziale si riconosce James Hong, che ricordiamo fabbricante di occhi artificiali in Blade Runner, oltre che in un numero infinito di film, a fare “l'orientale”. Quasi cameo di John Cleese, nel ruolo del premio Nobel, al quale Klaatu risolve una impossibile equazione (scena lasciata uguale a quella del film originale).

Il regista Scott Derrickson ha all'attivo L'esorcismo di Emily Rose. Fra i protagonisti ritroviamo il gigantesco robot Gort, abbastanza simile al suo predecessore del '51, invulnerabile alter ego del protagonista, pronto a captare le poco amichevoli intenzioni dei terrestri e a regolarsi velocemente di conseguenza con modi devastanti. Per la distruzione finale si frantumerà in un gigantesco “sciame” di insetti metallici che triturano ogni cosa sul loro cammino, cibandosene e ingrandendosi sempre più, come una calamità biblica, per concedere qualcosa agli effetti speciali, oltre alla luminosa e insieme liquida sfera-astronave. Abbiamo sempre saputo che la razza umana non ha mai avuto rispetto nei confronti del pianeta che la ospita. Ma prima dello sfratto definitivo, almeno un avviso serio si potrebbe mandare. Però basterebbero le notizie di ogni giorno, per capire che è il caso di darsi una regolata…

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