Rispondi a: Il libro perduto di Nostradamus

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Richard
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Amministratore del forum

Anima (religione dell'antico Egitto)
http://it.wikipedia.org/wiki/Anima_%28religione_dell%27antico_Egitto%29

Akh o Khu o Sahu

L'Akh, spesso raffigurato come un ibis piumato, vola dopo la morte di un essere.
G25

Lo stesso geroglifico costituisce la radice del verbo “brillare” ed “essere utile”.

È l'elemento luminoso che alla morte si ricongiunge al creatore salendo a brillare come stella. Opposto al corpo, che appartiene alla terra, l'Akh appartiene al cielo, soprattutto all'Oriente (Akhet). Nei testi delle Piramidi infatti si legge “Voi sorgete dall'Orizzonte (Akhet) dove siete puri Spiriti (Akhu)”. Questo elemento lega il defunto al mondo divino.
Ba (Spirito/Personalità) [modifica]

Il Ba è la parte divina, totalmente spirituale, riconducibile alla personalità dell'anima di una persona.
È l'essenza soggetta alla reincarnazione o alla permanenza nei mondi spirituali. Esso poteva moltiplicarsi in relazione alla potenza del suo detentore.Il Ba usciva dal corpo del defunto e vi ritornava a mummificazione avvenuta.
Nel mondo fisico ed è in grado di conservare i ricordi e i sentimenti della vita terrena. Cresce con l'uomo (oppure con il dio) e non lo abbandona mai, per questo, dopo la morte, va quindi pregata e ricordata dai cari del defunto. Il Ka conduce nella vita terrena un'esistenza indipendente, è impalpabile e può superare ogni ostacolo del mondo sensibile.
Il termine Ka, indicava la forza vitale di ciascun individuo. Con caratteristiche individuali molto marcate, costituisce il temperamento e l'insieme delle qualità degli esseri viventi.

Ab o Ib

Il cuore. Gli antichi egizi ritenevano che esso fosse la sede di tutte le emozioni, superiore quindi in funzionalità al cervello.

Senza questo organo, la vita oltre la morte è impensabile, perciò esso era l'unico che durante l'imbalsamazione veniva lasciato al proprio posto, mentre tutti gli altri organi venivano asportati e posizionati, in corrispondenza dei punti cardinali, nei vasi canopi dei figli di Horo.
…..

Per gli Indù Dio è presente nell'interiorità della coscienza umana e nell'intero universo.
Nel passato gli Indù veneravano centinaia di divinità; in seguito si giunse ad un sostanziale monoteismo: Dio è uno, anche se può essere chiamato con moltissimi nomi che sottolineano diversi aspetti del suo rapporto con gli uomini.
Dio è il principio dell'universo e la sua anima (atman); è un Dio visto in modo impersonale, come sostanza reale di ogni essere e dell'intero cosmo (quasi un panteismo).
http://www.claudiopenna.it/terze/induismo.html

L'Induismo

Nell'Induismo, il Sé, l'anima che sopravvive alla morte, è definito “Atman”. L'Atman imperituro è parte del divino, al quale può tornare dopo la morte, se si realizzano determinate condizioni.

In caso contrario si verifica la trasmigrazione.
http://www.cmseritti.altervista.org/index_file/Page1276.htm

Buddhismo
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=18744

Al contrario, molti buddhisti, specialmente del ramo Theravada, non credono nella persistenza di un'entità od anima permanente. Secondo loro vi è un flusso costante di azioni, di desideri, di effetti e reazioni, ma non un'anima persistente. Quando uno muore, gli effetti accumulati delle sue azioni pongono in movimento un'ulteriore corrente di eventi che portano a nuove conseguenze, una delle quali può essere la nascita terrena di un'altra personalità. Se la prima personalità ha conquistato il distacco dai desideri sensuali, può avvenire la nascita in un altro 'piano', invece di una nuova nascita terrena. Ma questa personalità rinata si riallaccia alla precedente solo come la fiamma di una candela (prima che essa si estingua definitivamente) può accendere la fiamma di un'altra candela. I buddhisti spesso preferiscono il termine 'rinascita' a quello di 'reincarnazione' per mettere in rilievo questa distinzione. Differenti scuole di buddhismo accettano concetti in qualche modo differenti di ciò che può persistere dopo la morte fisica. Ma concordano (d'accordo con gli indù) nel credere che la condotta di una personalità può avere effetti sul comportamento, sull'organismo fisico e sugli eventi della vita di una successiva personalità.

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Le parole cambiano e le interpretazioni, ma la verità è sparsa in tutta l'umanità