Rispondi a: Facciamo un punto?

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#109565
giusparsifal
giusparsifal
Partecipante

[quote1223027494=iniziato]
ti ricordo la storiella della coca cola

Diciamo che ci sono due persone. Tutte e due hanno sete una prende acqua e beve e l'altra prende coca cola e beve.

tu chiedi : “che mezzi ho io per scremare la mole di informazione?”

tu e solo tu, si, ma occhio al tuo mezzo “io” , molti “io” sono fallati.
[/quote1223027494]

Ok, sono d'accordo, e se l'unico che può farlo sono io, ed io sono fallato, allora non ho speranze?
Il punto è, almeno questo è quello che volevo significare, che quello “che è”, è in realtà solo quello che credo.
Dato che la “verità” dal mondo inflazionato di informazioni che c'è fuori non la posso sapere, Io rimango l'unica discriminante.
A questo punto che sia fallato o no è irrilevante, perchè la verità di fuori è fallata alla stessa maniera.
Non so se mi spiego.
Da ciò ne deriva, almeno io ne derivo, che quello che “credo” è reale, e che questo “credo” sia la derivazione del mio “io fallato” o della “verità fuori dell'io” diventa privo di importanza.
Dal mio punto di vista, e non potrebbe essere altrimenti visto quel che ho scritto :), il segreto sta solo nella capacità di credere. Questo fa girare il mondo, almeno il “mio” mondo.

@mihavisto
sono d'accordo con te, ma stare attento è fallace alla stessa maniera.
Come posso stare attento? Quali sono i confini per cui una cosa è degna di attenzione ed un'altra no? Se questi confini sono stabiliti da altri, questi altri sono “io fallaci”?
Alla fin dei conti, credo che quello stare attento a cui ti riferisci si “riduca” (per così dire) a quello che “sei”, a quello che “credi”, non trovi?