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#110960

Anonimo

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/dite-la-verita-su-tumori-da-cellulari–stagliano-le-lobby-coprono-gli-studi/523987-283/

INTERVISTA ALL'AUTORE DEL LIBRO SUI RISCHI DA ONDE ELETTROMAGNETICHE
''DITE LA VERITA' SU TUMORI DA CELLULARI''
STAGLIANO', ''LE LOBBY COPRONO GLI STUDI''

Ci avevano preso in pieno i Cccp, 'dei' del punk made in Italia guidata da Giovanni Lindo Ferretti, nel pieno degli anni '80, nel periodo dell'esplosione definitiva del concetto più estremo di pubblicità.

Il resto lo viviamo oggi. In fondo, chi di noi non è uno spot in carne e ossa? E perché, se siamo spot in carne e ossa, dovremmo mettere in discussione un totem della tecnologia come il telefono cellulare (e tutti i figli suoi)? Con il cellulare (e con tutti i figli suoi) vivono e lavorano forse miliardi di persone. Tocca usarlo. Tocca stare in mezzo alle onde elettromagnetiche. Sempre, ovunque e comunque. Essere collegati con il mondo. E chi se ne fotte del rovescio della medaglia.

Ma non diciamo che Riccardo Staglianò non ci aveva avvisati. Toglietevelo dalla testa. Cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono (Chiarelettere, 2012), è il testo con il quale lo scrittore e giornalista, firma del quotidiano La Repubblica, ha voluto metterci a parte di qualcosa che tuti noi sappiamo ma che non osiamo digerire per poter prendere le giuste e dovute precauzioni, 'fregati' da chi produce quella tecnologia ormai padrona delle nostre vite. AbruzzoWeb lo ha intervistato.

Staglianò, perché le è venuto in mente di scrivere un libro-inchiesta del genere? Non lo sa che ormai i cellulari e le onde elettromagnetiche hanno vinto?

Ho pensato che fosse importante parlarne. Esiste una forte cospirazione del silenzio su questo argomento, chi ha interessi enormi nel settore della telefonia mobile crea confusione volontariamente per non far comprendere la portata dei danni causati dall'utilizzo senza regole dei cellulari e del wireless. Il tema è complesso, ma al di là di questo manca una vera informazione e non è, purtroppo, un problema che riguarda soltanto il mondo della telefonia. Qualcuno non vuole che si sappia che cosa possono combinare i cellulari e il wireless al nostro cervello.

Qualche studio però esiste.

Ma ogni volta che viene pubblicato e diffuso, esce immediatamente un altro studio che vuole dimostrare il contrario. Un tempismo perfetto. La popolarità dei cellulari permette introiti enormi a chi li produce e li vende, credo sia verosimile l'esistenza di 'contraeree' organizzate dalle stesse aziende produttrici e dai gestori. Prendiamo uno dei casi che riguarda la Ctia – The Wireless Association, lobby di produttori e operatori. A San Francisco erano stati predisposti dal dipartimento per l’Ambiente cartelloni informativi nei punti vendita dei cellulari, per illustrare alla popolazione gli eventuali rischi, ma un giudice, accogliendo la richiesta della Ctia, li ha ritenuti troppo espliciti. Essi, secondo il giudice, violavano il primo emendamento, in tal caso la libertà di espressione dei commercianti che sarebbero stati obbligati a esporli nei locali contro la loto volontà.

Il rischio tumore al cervello dovrebbe far preoccupare tutti, ma non è così.

L'aspetto che più mi terrorizza. Penso ai bimbi, agli studi che mostrano quanto siano dannose le onde elettromagnetiche per un cervello che si sta formando. Attenzione, non sto dicendo che è sicuro al 100% che i cellulari causano i tumori al cervello, ma che è stata dimostrata la grande pericolosità delle onde elettromagnetiche e che c'è urgenza di continuare a studiare un settore che ormai riempie la vita di tutti noi. Senza cellulari e wireless non lavoriamo, lo stesso discorso vale per centinaia di milioni di persone. Come la mettiamo? Aspettiamo di ammalarci per scoprire chi è il responsabile? Credo sia legittimo conoscere a fondo gli effetti nocivi di ciò che usiamo per lavorare, idem per il cibo, le bevande, gli abiti che indossiamo, l'aria che respiriamo. Le lobby che hanno enormi interessi economici non possono continuare a censurare gli studi o a foraggiare chi dovrebbe occuparsi della nostra salute e invece fa semplicemente business, truccando esami, risultati e dati di ogni genere.

Rompere il muro del silenzio vuol dire soprattutto fare chiarezza sui rischi reali per la salute.

Non esistono campagne di sensibilizzazione tali da permettere una corretta informazione su questo argomento. Esistono le pubblicità per i cellulari e per il wireless in ogni angolo della Terra. Qualcosa però si è mosso, nonostante tutto. La sezione lavoro della Corte di Cassazione nel 2012 ha dato ragione a Innocente Marcolini, 60 anni di Carpenedolo, provincia di Brescia, un ex dirigente d'azienda. Per la Cassazione è stato l'uso continuo del cellulare e del cordless per motivi di lavoro a causargli un tumore benigno al trigemino. Trattasi, per capirci, di malattia professionale. I giudici hanno respinto il ricorso dell'Inail, a Marcolini è stata riconosciuta una pensione di invalidità all'80 per cento. Un episodio credo epocale che deve far riflettere tutti. C'è molto da fare, inutile nascondersi, manca una vera presa di coscienza su questo tema, dalla famiglia, alle scuole, alle istituzioni che regolano la vita e la salute di un Paese. I cellulari godono di un'immunità quasi a 360 gradi. E con l'estrema diffusione del wireless, poi, la 'guerra' è diventata ancora più dura.

In base alle conoscenze apprese lavorando al suo libro-inchiesta, crede che siano sufficienti alcune contromisure, pur minime, per scongiurare il rischio tumore? Insomma, parliamo del suo celebre decalogo.

Intanto cominciamo a prenderle, queste contromisure. Auricolare fisso con il filo ogni volta che chiamiamo, vivavoce se la privacy lo permette, o messaggini al posto delle chiamate, evitare di usare il cellulare in viaggio.

Anche per i più piccoli esistono delle regole.

Una sola regola: usare il cellulare solo in casi di assoluta necessità. I bambini non dovrebbero usare per niente i telefoni cellulari, anche se mi rendo conto che il marketing li ha letteralmente rapiti, ormai lo usano tutti. Non dovrebbe essere così, ma questo devono capirlo i genitori, medici, esperti e chi fa le leggi a tutela della salute delle persone, non soltanto di chi è più piccolo. In Francia diverse biblioteche hanno optato per l'eliminazione del wireless e il ritorno al cavo per collegare i computer a Internet. Un passo indietro molto serio, concreto direi.

Sembra comunque che la lotta sia impari. Milioni e milioni di cellulari venduti nel mondo ogni giorno da un lato, poca informazione e pochi studi, senza pubblicità, dall'altra.

Questo non significa che dobbiamo smettere di pretendere chiarezza. Dalle polveri sottili alle onde elettromagnetiche, a ciò che mangiamo, beviamo e respiriamo, tutto può fare molto male al nostro corpo. Una volta dimostrati i danni, possiamo organizzarci e migliorare il mondo in cui viviamo.

IL DECALOGO DI RICCARDO STAGLIANO'
1. I bambini dovrebbero usare i cellulari solo per le emergenze. Meglio gli sms.
2. La distanza è vostra amica: auricolare (con il filo), vivavoce o sms ogni volta che è possibile.
3. Poche barre, molte radiazioni. Non chiamate quando c'è poco segnale.
4. Quando siete in movimento (auto, treno), il cellulare fatica ed emette più radiazioni.
5. Quando il telefono prova a connettersi emette più radiazioni: tenetelo lontano dalla testa sin quando l'altro non risponde.
6. Evitate di tenerlo a contatto con il corpo. Niente tasche dei pantaloni né taschini della camicia.
7. Accorciate le chiamate. Se proprio non potete, alternate orecchio.
8. Ogniqualvolta potete passare alla linea fissa, fatelo.
9. Non addormentatevi con il cellulare acceso sul cuscino o troppo vicino. Tantomeno lasciatelo fare ai vostri figli.
10. I telefoni non emettono tutti lo stesso livello di radiazioni. Anche se è un indicatore imperfetto, scegliete il modello con minore Sar (tasso di assorbimento specifico).