Rispondi a: Il primo "Energy building".

Home Forum L’AGORÀ Il primo "Energy building". Rispondi a: Il primo "Energy building".

#111497

deg
Partecipante

Vero tentativo di evoluzione o ennesimo modo di “fare soldi”?


Una casa a consumo energetico zero, la cui autosufficienza è garantita grazie all’integrazione di sofisticati sistemi geotermici, mini eolici, a pannelli solari e fotovoltaici. Zero Energy, realizzato in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università di Trento, sotto la guida del professor Antonio Frattari, applica le più avanzate tecnologie in materia di bio-climatica, bio-architettura e domotica, coordinandole per la prima volta in un unico edificio. Una casa intelligente e autonoma dal punto di vista energetico, con un avanzato sistema integrato di gestione domotica, rispettosa dell’ambiente e ad altissimo comfort. Un sogno proibito fino a pochi anni or sono ma che adesso si appresta a diventare realtà grazie all’impegno del gruppo friulano Polo-Le Ville Plus e dell’ateneo trentino. Spiega il presidente del gruppo, Loris Clocchiatti: “Tutti i dettagli di Casa Zero Energy sono valutati sotto l’aspetto della sostenibilità, del basso impatto ambientale, del contenimento dei consumi e dell’azzeramento dei costi energetici, e non ultimo del benessere; quindi ricerca attenta dei materiali utilizzati, che sono principalmente naturali, approfondito studio climatico per la giusta esposizione della casa, controllo continuo durante la fase di cantiere per valutare tutte le aperture della casa anche dal punto di vista scenografico”. Il prototipo, visitabile a Cassacco (Udine), è disposto su due piani, per una superficie complessiva di 400 mq. E’ dotato di un ampio giardino a bassa manutenzione, laghetto balneabile, orto biologico, una serra sul lato sud, importante non solo per l’estetica ma anche per la climatizzazione, ed il tetto verde, realizzato con terra e vegetazione per garantire il naturale isolamento termico ed acustico. Casa Zero Energy è anche un “edificio solare passivo”, utilizza cioè gli apporti solari per garantire sia il riscaldamento sia il raffreddamento dello spazio, basandosi semplicemente sui meccanismi naturali di trasferimento del calore. Parte integrante è il monitoraggio delle prestazioni energetiche in ogni fase di vita dell’edificio grazie ad una raffinata rete di sensori. Il progetto sviluppatosi fra Trento e il Friuli ha superato il rigoroso vaglio del comitato scientifico organizzatore della World Sustainable Building Conference, tra i principali eventi internazionali dedicati all’edilizia sostenibile, e verrà presentato al simposio in programma a Melbourne nel prossimo settembre. (2008). http://www.matteocolaninno.it/adon.pl?act=doc&doc=232