Rispondi a: Buone Notizie

Home Forum L’AGORÀ Buone Notizie Rispondi a: Buone Notizie

#112837
farfalla5
farfalla5
Partecipante

Lorenzo, una storia a lieto fine
[u]Il paese di Asciano si era tassato per aiutare la famiglia del bimbo, colpito da una malattia rarissima[/u]
http://iltirreno.gelocal.it/regione/2012/03/19/news/lorenzo-una-storia-a-lieto-fine-1.3698956
PISA. Lorenzo è guarito e si può fare festa. Una festa da condividere con tutto un paese – Asciano – che per 5 mesi ha fatto il tifo per lui. Così sabato scorso la famiglia Scarpellini ha acquistato uno spazio pubblicitario sul Tirreno proprio per ringraziare le famiglie dei compagni di scuola, le insegnanti, gli amici, i conoscenti e tutto il paese di Asciano. Un paese che si è mobilitato, arrivando a sostenere economicamente la famiglia quando il padre, per stare accanto al figlioletto malato, ha dovuto prendere un’aspettativa dal lavoro.
Lorenzo è tornato a casa, in via San Rocco, abbracciato da babbo Francesco, mamma Eleonora, dalla sorella maggiore Federica, 16 anni, e dal fratellino Simone, di appena un anno. Tutto il paese ha seguito con il cuore sospeso l’evoluzione della malattia, una rara patologia legata a un virus, ancora oggetto di ricerca, che ha costretto il bambino a cure lunghe e difficili. Un calvario che è cominciato nel novembre 2011 ed è terminato solo la scorsa settimana in un’altalena di speranze e disperazione. A cominciare da lui, un bambino molto intelligente, come confermano le maestre della 5ª della scuola “Rosati” che Lorenzo frequenta con profitto. È riuscito ad attirare su di sè l’affetto di tutti. Gli ascianesi si sono mobilitati, lo hanno incoraggiato, aiutato. La famiglia Scarpellini ha ricevuto manifestazioni di concreta solidarietà in varie forme. Mobilitata la Pubblica Assistenza con in testa la presidente Giuseppina Lotti. Si è organizzata la parrocchia guidata da don Francesco Barsotti, e poi la Pro Loco, gli esercizi commerciali, senza distinzione, i singoli cittadini, espressione di ogni ceto sociale e di ogni condizione economica. Giovani e anziani hanno offerto una risposta corale in termini umanitari. Per non parlare dei compagni di scuola a dir poco eccezionali. Quando Lorenzo ha fatto ritorno tra i banchi, due giorni fa, ha avuto un’accoglienza trionfale e l’emozione era palpabile.
In tanti erano andati a fargli visita prima all’ospedale Meyer di Firenze, dove era inizialmente ricoverato, e poi a Bosiso Parini, in provincia di Lecco, nella struttura in cui è stata effettuata la riabilitazione per fargli recuperare la piena efficienza fisica. Ora l’incubo si è dissolto e la storia è a lieto fine. Ma è stata davvero dura. Lorenzo ha superato prove ardue, più grandi di lui. La gente sapeva e ha partecipato sempre. Non è esagerazione affermare che il bimbo ha unito la popolazione divenuta una famiglia allargata. Dovunque non si è parlato altro che di lui. E lui ne era al corrente. Si è impegnato con tutte le forze che via via ha riacquistato per uscire dal tunnel.
Al suo fianco costantemente i genitori i quali, per essergli vicini, hanno interrotto il lavoro (il padre è occupato nel settore edile). Anche per questo il sostegno popolare si è accresciuto, di fronte ai problemi di ordine finanziario. Mamma Eleonora ha parole di apprezzamento: «Non so davvero – dice e ripete – come manifestare la gratitudine. Abbiamo toccato con mano la bontà. Abbiamo capito che in questa nostra società, in mezzo a tante storture e note stonate, esistono sentimenti nobili. Abbiamo conosciuto l’altra faccia della medaglia. Gli ascianesi ne hanno dato la testimonianza migliore. La risposta data per nostro figlio è soprattutto una lezione di civiltà. Il paese intero, fuori retorica, ha adottato Lorenzo e Lorenzo ci ha ripagato tutti restituendoci il sorriso».


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.