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La rivolta di Bergamo contro le slot machines

C’e’ chi forma comitati, chi si rivolge all’avvocato, chi coinvolge il Comune, chi prepara manifestazioni: a Bergamo e provincia sta crescendo la protesta dei cittadini contro le sale slot. Il Comune di Bergamo aveva tentato di arginarle approvando un regolamento che le vietava a meno di 400 metri da chiese, oratori e scuole (quindi ovunque, visto com’e’ fatta la citta’), scoprendo che pero’ il regolamento e’ annullato dalle leggi statali, in base alle quali e’ la questura a rilasciare le necessarie autorizzazioni.

LA RIVOLTA CONTRO LE SLOT MACHINES – Gli abitanti di un condominio nella centrale via Calvi, saputo che al pianterreno sta per aprire una sala attiva dalle 10 alle 2 per 365 giorni l’anno, hanno organizzato un’assemblea e una raccolta di firme per scrivere una lettera aperta al questore, e hanno annunciato una manifestazione. Con loro si sono schierati gli abitanti del quartiere dello stadio, dove sta per aprire un punto Snai. Il Comune ha assicurato che portera’ il problema a livello nazionale, appoggiandosi all’Associazione comuni. Altra protesta nel quartiere Villaggio degli sposi, dove 400 abitanti si sono rivolti a un avvocato per verificare la possibilita’ di bloccare l’apertura di una sala slot in via Tiepolo. Nel paese di Zanica, dove sta per essere aperta una sala proprio di fronte all’asilo parrocchiale, alcuni genitori hanno costituito il gruppo “No slot Zanica” e hanno lanciato una petizione gia’ arrivata a cento firme, che sara’ inoltrata ai Monopoli di stato e alla questura per esprimere “dissenso verso l’incremento delle slot machine e delle sale slot, e di sensibilizzazione in merito ai gravi rischi del gioco compulsivo”. (AGI)
http://www.giornalettismo.com/archives/914267/la-rivolta-di-bergamo-contro-le-slot-machines/


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.