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farfalla5
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ASPETTANDO OBAGREEN
Domenica 23 Novembre 2008 21:59

A venti giorni dalla sua strepitosa vittoria (4 novembre) e a meno di sessanta giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca (20 gennaio 2009), Barack Obama conferma di avere le idee chiare sulle priorità della sua presidenza.

obama-green-buttonLe sue recenti dichiarazioni dal quartier generale di Chicago e l'indicazione di un ambientalista convinto come Robert Kennedy Junior (figlio di Bob Kennedy) come responsabile per l'Ambiente del prossimo governo degli Stati Uniti, ci fanno capire che siamo alla vigilia di una rivoluzione verde americana in grado di dare finalmente una scossa alla politica ambientale in tutto il mondo.
Non è l'economia, è l'ambiente il primo dei problemi. E affrontando i temi ambientali si vanno anche a porre le premesse di una nuova economia.
La pensa così Obama e per questo è stato battezzato “Obagreen” così come la svolta che egli richiede agli Stati Uniti è stata definita “green new deal”. Così, da Paese negazionista di un grave problema ambientale principalmente identificabile nell'effetto serra e nelle sue catastrofiche conseguenze, gli Stati Uniti diventeranno (o dovrebbero diventare) un Paese guida per le politiche per l'ambiente.

Obama intende andare oltre l'accordo di Kyoto. I consulenti scientifici dello staff presidenziale, tutti di alto livello, gli hanno consigliato di porre obiettivi importati agli USA come la riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050 dell'80 per cento rispetto ai livelli del 1990. Questo implica un enorme lavoro nel settore energetico, un lavoro in grado di coinvolgere milioni di persone (la Germania del resto ha creato 250mila posti di lavoro con le energie rinnovabili in pochi anni). Oggi una parte delle aziende che lavorano nell'energia solare nei deserti degli Stati Uniti è di provenienza europea. Quindi gli USA devono e ora vogliono riconquistare posizioni su questo terreno, anche perché è assodato che dall'energia solare possono derivare risultati infinitamente superiori agli attuali.
Un'ora di luce solare che colpisce la Terra corrisponde in teoria al fabbisogno energetico di un anno dell'intera umanità. Lavorare quindi nei deserti per trasfornare almeno una parte di questa potenzialità in benefici concreti è una sfida irrinunciabile a livello scientifico, tecnico ed economico-industriale.
Un'altra sfida, non secondaria, è quella di cogliere nella crisi dell'auto l'opportunità per una rivoluzione tecnologica della locomozione in senso di creare mezzi in grado di muoversi utilizzando energia pulita. Siamo alla vigilia di una svolta.
I precursori del movimento ambientalista avevano visto giusto. Una nuova scienza, nuove tecnologie permetteranno il raggiungimento dei loro ideali, che sembravano sogni o poco più. Culliamoci almeno in questa convinzione, aspettando Obagreen.

Antonio Felice
http://www.greenplanet.net/opinioni/editoriali/22702-aspettando-obagreen.html


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.