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Casa Bianca, “medioevo tecnologico”
E Obama potrà usare il Blackberry

L'intelligence ha trovato una soluzione per “proteggere” il palmare del presidente
sarà il primo a poter ricevere email senza passare attraverso i collaboratori

Lo staff si è scontrato con l'arretratezza dei sistemi della residenza presidenziale
Windows in versioni vecchie di sei anni, linee staccate e sito in tilt

WASHINGTON – Barack Obama non dovrà disfarsi del suo Blackberry. E anche questo è un “change” rispetto al passato: sarà il primo presidente Usa ad avere la possibilità di stare in contatto con l'esterno via posta elettronica personale, senza dover passare attraverso collaboratori. Una necessità per il neopresidente, legatissimo al suo palmare, ma anche una fonte di preoccupazione, nei giorni scorsi, per l'intelligence, impegnata a cercare un sistema per “proteggere” il dispositivo. Ma Obama, che si è distinto anche per aver lanciato la campagna presidenziale tecnologicamente più avanzata della storia, appena giunto alla Casa Bianca si è imbattuto in quello che il Washington Post ha descritto come una specie di “medioevo tecnologico”: linee telefoniche staccate, computer con software superati. Insomma, la generazione di Facebook e dell'iPhone è entrata ha trovato ad attenderla la generazione dell'Atari e del Commodore 64.

Il Blackberry di Obama. Il presidente dunque continuerà a usare il proprio palmare, opportunamente protetto, per tenersi in contatto con “alti esponenti del governo e un ristretto gruppo di amici”. La circostanza non ha solo un interesse legato alla passione di Obama per le tecnologie e la connettività. Ogni documento presidenziale, comprese le email, deve restare agli atti, e la legge prevede che tutta la documentazione venga poi trasferita negli Archivi Nazionali alla fine della presidenza. Il palmare permetterà al presidente di rompere la “bolla” in cui si trovano gli inquilini della Casa Bianca, ma per farlo sono stari individuati dispositivi speciali per la sicurezza e per mantenere traccia delle sue comunicazioni. “L'uso sarà limitato dalle esigenze previste dalla legge”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, nel primo briefing con i giornalisti.

Casa Bianca e barriere informatiche. Fin da martedì, al momento di prendere possesso degli uffici lasciati liberi dall'amministrazione Bush, gli uomini del nuovo presidente si sono trovati a fare i conti con scarsità di computer portatili e con programmi Windows in versioni vecchie di sei anni (un trauma per i protagonisti di una campagna elettorale quasi completamente costruita su sistemi operativi Mac). Anche i telefoni, cellulari e fissi, hanno avuto problemi a venir riattivati e i nuovi padroni di casa hanno dovuto attendere a lungo prima di poter disporre di caselle di posta elettronica.

Il sito in tilt. Un segnale del soffertopassaggio dei poteri a livello tecnologico, visibile al pubblico, è stata l'attività, nei primi tre giorni, del sito ufficiale della Casa Bianca. Pochi minuti dopo il giuramento di Obama, il vecchio look del sito è sparito ed è comparso quello nuovo, con il design e l'atmosfera da social network che hanno caratterizzato l'immagine online della campagna elettorale e poi la fase della transizione. Il nuovo sito promette così di fare ampio ricorso ai video in formato YouTube, alla condivisione di foto attraverso Flickr, all'interazione con gli utenti e all'aggiornamento continuo dell'attività presidenziale anche con un blog.

Il blog al palo. Ma da martedì pomeriggio fino a buona parte di giovedì, il sito ha mostrato grande lentezza negli aggiornamenti, il blog è rimasto al palo, i “pool report” dei giornalisti al seguito di Obama non sono stati pubblicati. I primi ordini esecutivi firmati dal presidente a metà giornata di mercoledì, sono apparsi sul sito solo a notte fonda.

(23 gennaio 2009) http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-presidenza/obama-blackberry/obama-blackberry.html