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Richard
Richard
Amministratore del forum

NEW YORK – “La festa è finita”, “dobbiamo fermare la spirale negativa”: è “insostenibile” che l'economia si regga solo sui consumi che, comunque, non sono i responsabili della crisi in atto. Alla radice della situazione attuale vi sono i “rischi esorbitanti” ai quali le banche si sono esposte. Le stesse banche con le quali l'amministrazione americana intende lavorare gomito a gomito per sbloccare il credito. Il presidente Barack Obama, nel corso della sua prima conferenza stampa, fa l'esame della crisi in atto “che è reale e conclamata”, fornendo anche le sue ricette: dal piano di stimolo, a cui il Senato darà quasi sicuramente il via libera definitivo oggi, al salvataggio del sistema finanziario per il quale “non è ancora chiaro” se serviranno o meno ulteriori fondi. Difendendo il pacchetto di stimolo, anche alla luce del fatto che di fronte a una crisi come quella attuale solo “il governo può dare una scossa all'economia”, Obama individua “nell'ampio ricorso al leverage e alle esorbitanti prese di rischio delle banche” le origini delle turbolenze: “Questo ha portato a una contrazione del credito” per imprese e famiglie che, “incerte sul futuro, si sono trovate ad assumere decisioni” in linea con le loro incertezze. “Il tasso di risparmio è sceso e la nostra economia è stata trainata dai consumi per lungo tempo: questo non è sostenibile. Se continuiamo a spendere senza fare qualcosa, alla fine fra un po' di tempo gli altri paesi si stancheranno di prestarci denaro e la festa finirà. Diciamo che la festa ora è finità. Il nostro primo compito è fermare la spirale negativa e questo significa mettere soldi nelle tasche degli americani”. Il pacchetto di stimolo e quello per il rilancio del credito e la stabilizzazione dei mercati vanno proprio in questa direzione. Ma “dobbiamo agire subito, evitare che la crisi peggiori e quindi sia più difficile uscirne fuori”, spiega il presidente americano facendo riferimento a quanto accaduto in Giappone negli anni '90.
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