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farfalla5
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[quote1243719876=Richard]

quale articolo sul suono? cosa vuoi sapere?
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se lo leggi, è fortissimo…

IL POTERE DELLA FORMA E DEL SUONO
di Daniela Bortoluzzi
per Edicolaweb

Alcune forme e certi suoni hanno dei poteri arcani che percepiamo a livello sottile senza tuttavia comprenderne l'essenza.

Le persone che visitano i luoghi dove sono appena apparsi i “Crop Circles”, per esempio, subiscono tutte un tale cambiamento a livello emotivo, da trasformarsi irreversibilmente in creature molto sensibili verso ogni aspetto che possa implicare la Natura e la Madre Terra.
Chi ascolta i Mantra o certi brani di musica da meditazione, invece, avverte un senso di pace assoluta che gli permette di distaccarsi da ogni pensiero.
Entrambi i casi appena descritti rappresentano alcuni aspetti in cui l'effetto di guarigione spirituale si manifesta attraverso una particolare forma o suono.
Le antiche culture usavano spesso i suoni e le forme geometriche per guarire e allungare la vita. Alcune di queste pratiche sono sopravvivono ancora presso gli sciamani.

Se per i suoni il concetto di guarigione è più semplice, per le forme bisogna pensare ad alcuni oggetti misteriosi disegnati ricorrentemente negli affreschi e nei papiri egiziani, come l'Ankh, lo Djed, l'Udjat e altri ancora, in grado, almeno apparentemente, di dare – o ridare – la vita, o di garantire una protezione contro il Male e le malattie.

Per non parlare della Piramide, la cui forma di per se stessa è sempre stata legata ad un inimmaginabile potere esoterico.
Oggi alcuni scienziati “di frontiera” stanno facendo passi in avanti nel tentativo di scoprire le forze liberate dai suoni e dalle forme, nel tentativo di ritrovare la perduta saggezza degli antichi.
Due ricercatori americani stanno studiando da qualche anno le “chiavi” segrete delle frequenze e delle forme che – se fossero decodificate – potrebbero cambiare le energie sottili in forze tangibili da sfruttare nel nostro mondo fisico; si tratta di Dan A. Davidson e Joe Parr.
Il primo è un fisico che disegna sistemi supercomputerizzati per processare segnali e onde di frequenza. Il secondo è un ingegnere nell'industria acustica con una malattia genetica debilitante.
Verso la metà degli anni '80, mentre stava ritornando negli USA dopo un viaggio d'affari in Medioriente, Parr si fermò al Cairo e passò una giornata in cima alla Grande Piramide e un'altra all'interno della Camera del Re. Dopo essere tornato a casa, la sua malattia iniziò incredibilmente una regressione che durò per diversi anni, durante i quali Parr prese a interessarsi sempre più alle energie della piramide, responsabili del suo inspiegabile miglioramento.

Nel libro “Shape Power”, frutto di 35 anni di ricerche (1), Davidson ha analizzato le misteriose energie della piramide, la forza eterica di John Worrel Keely, il DOR (2), l'energia diamagnetica di Schauberger, il Zokwendle (3) di Viktor Schaubergers e molte altre ancora, dimostrando come forme e materiali interagiscano con l'etere universale in modo da trasformarlo in energie di altro tipo: elettromagnetico, gravitazionale e di guarigione. Ha espresso la speranza che la conoscenza di quanto le forme possano manipolare l'energia, possa aiutare “tutti, da inventori, artisti e architetti fino ad ognuno di noi a diventare esseri creativi”, così da poter creare un mondo pieno di forme e di disegni elevanti e nobilitanti.
Secondo le sue scoperte, perfino le linee bidimensionali disegnate su un pezzo di carta possono influire sull'ambiente locale!
“Quando i processi saranno capiti completamente, il potere delle forme potrà avere usi pratici”, ha osservato Jerry Decker nella prefazione di “Shape Power”, suggerendo anche una serie di applicazioni pratiche tra cui:

disegni “accordati” (come amuleti o talismani) da usarsi sul corpo per reindirizzare l'energia ambientale come protezione dal male o per attrarre energie benefiche;
allunga-vita per macchinari, per mezzo di un disegno in grado di filtrare e cancellare campi nocivi provenienti da quelle persone che inconsapevolmente causano il malfunzionamento di un'apparecchiatura;
disegni progettati sia bi-dimensionalmente che tri-dimensionalmente da usare nella medicina energetica anti-droga;
geometrie o disegni che aiutino a spostare l'energia in eccesso in un generatore di energia elettrica, per trasformarlo in una macchina in grado di espellere, oltre che ricevere;
cambiare il peso o altre caratteristiche della materia, controllando il flusso dell'etere all'interno della materia stessa.
Il termine “etere” è stato riportato in vita dagli scienziati “di frontiera” i quali sostengono che lo spazio non è vuoto ma, anzi, è spumeggiante “invisibilmente” d'energia. I fisici la chiamano energia “Zero Point” (4), per il motivo che causa movimento submolecolare anche a zero gradi Kelvin.
Prima del libro di Davidson, il Dr. Patrick Flanagan aveva già pubblicato “Pyramid Power” in cui venivano analizzati i possibili poteri derivati sia dall'antico manufatto egiziano, sia dalla forma piramidale per se stessa. E un altro libro che merita senz'altro d'essere menzionato, perché parla del potere delle forme e delle energie sottili – e di come possano essere influenzate e dirette per mezzo della natura (5) “sistemando oggetti di varie forme e colori in diverse configurazioni, per mezzo del suono e per mezzo della mente umana” – è “Science and Human Transformation”, dell'emerito prof. William Tiller, Ph.D. alla Stanford University.
Una serie di altri libri “cambia-paradigma” su questo argomento sono stati pubblicati anche in seguito, come “Zero Balancing” di John Hamwee, “Point Zero” di Michele Cassou e molti altri tra cui vorrei segnalarne in modo particolare due tra i pochi disponibili in italiano: “Il campo del Punto Zero” di L. McTaggart e “Il sepolcro degli ultimi dèi” di Andrew Collins.

LA CENTRIFUGA DI PARR E DAVIDSON
Durante un'intervista a casa sua, in Arizona, Davidson fece vedere ai giornalisti un apparecchio posto sopra una bilancia, sul quale girava una ruota, tra due autoparlanti che emettevano un tono piuttosto basso. L'ago della bilancia digitale restava costantemente verso il segno meno e mentre passavano diversi minuti uno dei giornalisti cominciò a rendersi conto di quanto stava testimoniando: si trattava di “anti-gravità”!
Girandosi a guardare il suo ospite, si rese conto che era eccitatissimo: “Sì. La cosa che si sta sollevando è quella piccola ruota”.
Puntò al disco rotante: “Se avessimo qui delle piramidi tridimensionali come nella 'Joe's centrifuge' (6), ci ridurrebbero quella stanza in pezzi”.
In effetti, stava ottenendo un “momentum” (prodotto della massa per la velocità di un oggetto) centinaia di migliaia di volte maggiore.
Diversamente da quanto pubblicizzato da vari esperimenti di laboratorio che utilizzano materiali speciali e costosi per perdere una percentuale di peso, l'esperimento aveva funzionato con materiali semplici e in grado di dare un risultato molto più drammatico, in quanto potevano aumentare o diminuire il loro normale peso “temporaneamente”.
“In certi casi ho visto oltre l'800% di variazione di peso”, disse calmo Dan.
L'ingrediente attivo, la ruota, pesa solo undici grammi. È contornata da triangoli ognuno dei quali ha la stessa forma e misura in scala di una faccia della Grande Piramide.
Un'altra connessione con “quella” piramide è che le frequenze provenienti dagli autoparlanti sono derivate dalla conoscenza della sua Camera del Re…
Parr ha programmato un software in grado di accordare le frequenze risonanti di una stanza, nel quale è stato ispirato a introdurre i valori della Camera dei re della Grande Piramide. Con questo programma, il computer ha calcolato le frequenze con cui lui e Davidson avrebbero sperimentato.

SCIENZA ALLA STARGATE?
C'è da chiedersi se il film “Stargate” fosse mera fantasia del mondo della celluloide o se in realtà non abbia colpito qualche accordo che ha risuonato nel subconscio di massa.
Nella trama di “Stargate” gli archeologi scavano a Giza un antichissimo anello di pietra, e molto più tardi dei tecnici scoprono che l'anello, attivando determinati simboli, diventa una porta per viaggiare nel Cosmo a velocità superiore a quella della luce. I viaggiatori, nel film, vengono risucchiati in maniera supersonica attraverso un condotto energetico esistente tra la Terra e un pianeta di un'altra galassia.
A quanto pare, anche Davidson e Parr devono essersi chiesti se il film in questione non proponga un'idea realizzabile, dato che i loro risultati sperimentali puntano proprio verso questo tipo di scienza…
Quando Davidson dichiara: “Crediamo di avere l'inventore embrionale per costruire uno Stargate”, non è per pronunciare una frase “a effetto”, ma per mostrare il suo “inventore” a un giornalista. Si tratta di una ruota con 24 denti – triangoli in rame – da entrambi i lati; intorno, dodici coppie di magneti con i poli alternati. Appena un motore fa girare la ruota, un tangibile campo di forza si forma attorno alla ruota… e il “testimone” avverte il formicolio del campo energetico sulle sue mani…
La ruota è sistemata su una bilancia digitale precisa a un decimo di grammo e tutto l'apparato si trova su un piano isolato. Si connette ad un'attrezzatura collegata ad un registratore che segna il numero delle pulsazioni stabili contro quelle instabili. Il segnale s'interrompe in presenza di un impulso il cui scatto è superiore a cinque grammi.
“Certe volte dell'anno questo 'coso' inizia ad andare per i fatti suoi in modo anti-gravitazionale. E questo corrisponde in tutto e per tutto ad esperimenti identici, fatti da Joe Parr in California, ad eccezione dell'ora del giorno, in quanto siamo distanti mille miglia. Astronomicamente, però, succedono alla stessa ora.”
Quando la Terra si è trovata ad un certo punto della sua orbita intorno al Sole, il registratore del grafico ha registrato qualcosa come 20.000 conteggi in dodici ore.
Parr e Davidson formulano una teoria che la Terra, o il nostro Sole, abbiano canali energetici che vadano verso certi sistemi stellari ai quali sembriamo essere connessi “e quando questo esperimento passa attraverso uno di quei condotti, tenta di scendere giù per il condotto”…

Una curiosità: Davidson tenne la sua prima reazione sull'antigravità molti anni fa, verso la metà di Dicembre, proprio nel momento in cui la Terra si trova a fianco del Sole e delle tre stelle della Cintura di Orione. Toro e Orione, situate nella stessa parte del cielo, sono le due principali costellazioni in riferimento all'allineamento della Grande Piramide. I massimi effetti antigravitazionali nell'esperimento di Davidson si sono manifestati in certi giorni: quando l'asse della Ruota Gravitazionale si trovava a fianco del Sole e Iota Orionis, all'alba e al tramonto.
Sembra esserci un enorme condotto di energia – tra il nostro Sole e la Costellazione di Orione – che stimola il campo di forza gravitazionale della Ruota ad avvicinarsi a tutte le forze gravitazionali locali e conosciute (elettromagnetica, inerte e radioattività) e allora l'intero esperimento della Ruota Gravitazionale tenta di “sollevarsi” verso Orione… ecco perché l'esperimento di Davidson perde peso.
Avendo lavorato su molti radar, sonar e sistemi laser, le scoperte di Davidson indicano che i segnali sulla sua attrezzatura – quando passando attraverso un “condotto” – sono del tutto simili alle onde radar.
Con gli esperimenti di Parr-Davidson, un apparato fisico sembra ora aver scoperto tale strada “pubblica” interstellare, a conferma di uno dei primi autori di libri sui dischi volanti, il quale scriveva d'aver intervistato degli esseri venuti sulla Terra a bordo di astronavi, che gli avevano detto di usare le correnti di energia esistenti tra il nostro Sole e gli altri sistemi stellari, per viaggiare su quelle correnti a velocità molto superiore a quella della luce…
Perché mai una forma piramidale coperta di rame, delle frequenze e dei magneti, spingerebbero un apparato in corrispondenza di un condotto “impercettibile”?
La risposta coinvolge quell'energia sottile o “chi” menzionata dal professor Tiller, e benché ci siano innumerevoli nomi per definire l'energia invisibile che riempie lo spazio, Davidson usa il vecchio nome di “etere”. E sarà proprio quest'uso a tenere i risultati dei suoi esperimenti fuori dai giornali della fisica standard, dove la gravità è vista come una forza a sé stante e di certo non relativa all'etere, come Davidson crede invece che sia.
Si dice che il concetto di etere sia stato seppellito nel XX secolo per via dei risultati degli esperimenti di Michelson-Morley, anche se più tardi altri esperimenti meno pubblicizzati fecero apparire gli esperimenti di Michelson-Morley obsoleti.
Alexis Guy Obolensky, di New York, fece un quadro tecnico sul tema, al Simposio Internazionale di Tesla del 1988. “L'esperimento sul quale Einstein ha basato il suo postulato era… difettoso”, dichiarò Obolensky. E assordò il pubblico misurando dei segnali di onde più veloci della velocità della luce con un apparato che aveva appena costruito.
Oggi la comunità della Nuova Scienza sta producendo fiumi di scritti e apparecchiature a proposito dell'etere come fonte di energia.

ANTICA CONOSCENZA
Quale speciale conoscenza possedevano gli antichi sul potere delle frequenze o delle forme?
Alcune leggende raccontano che il dio egizio Thot era custode delle “Parole del Potere”, parole magiche in grado di produrre risultati specifici, come quando Iside salvò la vita di suo figlio Horus (dopo che il piccolo era stato punto da uno scorpione), usando una “Parola del Potere”.
Le “Parole del Potere” producevano dunque un disegno tridimensionale che avrebbe risuonato armonicamente con l'etere producendo l'effetto desiderato: la realtà in questione o “energia”.
Più vicino ai nostri tempi, il ricercatore di Cymatics (7) Ernst Chaldni fece vibrare dei piatti di risonanza e provocò onde sonore tali, da apparire come fossero disegnate sui piatti.
Lo svizzero Hans Jenny espanse immagini bidimensionali in bellissime forme 3-D in grado di mostrare la forma semplice o complessa delle onde sonore.
John Worrel Keely usava quel tipo di piatti di risonanza come una primitiva ma ancor più avanzata forma di oscilloscopio, che gli permetteva non solo di vedere le onde, ma addirittura come esse interagivano l'un l'altra.
Il principio del piatto di risonanza era alla base di uno speciale microscopio a ultravioletti che permise a Keely di veder vibrare gli atomi.
A distanza di un secolo, la scienza non è ancora in grado di replicare le scoperte e le invenzioni di Keely, che preferì morire in miseria e dimenticato dal mondo, piuttosto di rivelare ai suoi contemporanei come riuscisse a liberare e sfruttare la misteriosa e potente energia presente in ogni elemento, visibile e invisibile, del Cosmo…

Certe geometrie vengono usate negli anelli protettivi degli antichi cerimoniali magici e per fare amuleti, talismani o mandala. Specifici suoni-mantra e canti erano spesso usati insieme a queste forme.
L'ingegnere cèco Robert Pavlita costruì dei “generatori psicotronici” che assomigliano a sculture artistiche moderne di metallo, legno e perfino carta. Gli scienziati occidentali che visitarono Pavlita ed esaminarono i suoi generatori, oltre a non aver potuto scoprire alcun tipo di frode (di cui inizialmente erano certi), affermarono che i vari generatori possono creare movimento meccanico, acqua purificata, e attirare particelle magnetiche e non-magnetiche, perfino sott'acqua!
Pavlita aveva sempre studiato e sperimentato ogni genere di energia, ma fu dopo essere stato in Egitto, che iniziò a investigare certe tecnologie misteriose che era certo d'aver intuito da una serie di bassorilievi e affreschi dell'antico Egitto.
Era convinto che la mente fosse in grado di agire sulla materia e lo dimostrò con una serie di esperimenti che strabiliarono i fisici dell'Università di Hradec Kralové, vicino a Praga. Facendosi aiutare dagli scienziati del laboratorio, un giorno costruì con del rame un oggetto a forma di T e lo mise sopra un condotto collegato a un motore elettrico. Appena fu acceso, questo iniziò a girare velocemente col piccolo T metallico sopra che, ovviamente, girava anch'esso. Dopo qualche minuto, Pavlita si allontanò di qualche metri dall'apparecchio e prese a fissarlo intensamente, facendo prima rallentare e poi arrestare, il suo T metallico, anche se la parte su cui era appoggiato… continuava a girare come prima. Davanti agli scienziati che lo stavano filmando, il pezzo di rame ricominciò poi a girare nel verso opposto, contro ogni legge fisica.
E dal momento che le invenzioni di Pavlita, senza l'energia della sua psiche, non funzionavano, si pensò che si trattasse esclusivamente di fenomeni psicocinetici dovuti a qualche suo potere mentale.
Oggi, secondo me, possiamo collegare il potere della mente di Pavlita alla “vibrazione simpatica” individuata da John Worrel Keely e alle onde celebrali che si formano durante la meditazione o altri stati particolari di coscienza alterata… o che si possono “accordare”, conoscendo l'ottava musicale necessaria (la conoscenza di questa “armonia” era la vera “specialità” di Keely).

Lo scienziato Thomas Galen Hieronymous, nel 1949 brevettò negli USA un apparecchio elettrico per trovare i metalli. Non poté esser mai messo in commercio, perché funzionava “quando voleva”, o meglio “secondo chi lo usava”; a volte poteva decidere anche di non funzionare affatto. Lo scrittore americano John W. Campbell Jr. che lo stava studiando perché ne era incuriosito, si accorse per caso che poteva funzionare anche senza elettricità. Hieronimus stabilì così che lo strumento da lui inventato rilevava e sfruttava un'energia sconosciuta, che chiamò “Radiazione Eloptica”.
Nel 1957 l'ingegner Harry Stine costruì a sua volta una versione di questo apparecchio, sperimentando tutta una serie di materiali compresa la plastica. Alcuni elementi – come lo schema del circuito elettrico e le batterie – erano simbolici: si trattava praticamente di forme e disegni realizzati e poi inchiostrati su un foglio bianco. Dopo aver utilizzato la sua invenzione per anni, questa smise di funzionare… sembrava a Stine “come se avesse le batterie scariche”…
Fu questa impressione a spingerlo a fare una prova: reinchiostrò, sul diagramma, le “batterie” consumate, e l'apparecchio riprese a funzionare come prima…

Siamo davanti a molte realtà che ci sfuggono, a misteri che ci intrigano e a speculazioni quantiche. Forme e suoni in grado di produrre effetti portentosi. È dunque Magia?
“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.” (Giov. 1,1) In questa frase si vuol intendere che il Verbo è il suono primordiale che scaturisce generando l'intero Universo manifesto.
Nella dottrina induista esiste un Mantra fondamentale, l'OM, che corrisponde al “Verbo” e che, di conseguenza, è all'origine di tutto. Il Mantra OM è anche la fonte di tutti gli altri Mantra.
Secondo la filosofia Indù tutte le cose, le idee e le entità hanno un nome e una forma di qualche tipo, sia nell'esistenza che nel Cosmo. I Mantra sono dunque dei suoni archetipi.
Il nome-forma del suono-vibrazione primordiale OM corrisponde alla realtà immanifesta, prima manifestazione di Brahman…
È strano: la forma della sacra sillaba OM, in lingua Tamil assomiglia alla testa di Ganesh, una delle principali divinità Indù (dalla testa di elefante con una sola zanna)…
Ganesh viene chiamato anche anche “Omkara”, ovvero “avente la forma della OM”.

Il potere delle forme e dei suoni, dunque, non è solo qualcosa di misterioso legato a Leggi fisiche che non abbiamo ancora ri-scoperto (gli antichi le conoscevano), ma è legato anche alla Magia, al Libro della Vita conservato nel Regno di Akasha e alla Religione Universale (che comprende i semi di ogni rivelazione, compresa la Gnosi e quella che attualmente viene definita “Mitologia”).
Il Cosmo non è mai stato nel Caos, perché è regolato dalle Armonie scoperte (o forse ri-scoperte) da Keely, in grado di “materializzare”, quindi “creare”.
E questa meraviglia quantica, di cui fanno parte le stringhe e le superstringhe, gli Universi paralleli e qualunque cosa visibile e non visibile… è manifestazione di Dio.


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.