Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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marì
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Il premier sull'intesa tra i 27 per la nomina della Ashton a ministro degli Esteri “Persone di valore e che faranno bene”. Frattini: “Scaricato dal Pse, governo leale”
Ue, Berlusconi sulla bocciatura di D'Alema

“Nomi scelti unico accordo possibile”
Il titolare della Farnesina: “Sarebbe stato un ottimo Mister Pesc”

MILANO – “C'è stata una scelta dell'Europa, l'unica possibile per mettere d'accordo 27 Paesi. Un accordo premiante con persone di valore che sapranno certamente fare molto bene”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rispondendo ad una domanda sull'accordo tra i Paesi della Ue che ha portato alla nomina di [color=#ff0000]Herman Van Rompuy[/color] come presidente e della britannica Catherine Ashton http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/ue-unione-europea/nomine-19nov/nomine-19nov.html come ministro degli Esteri europeo al posto del [color=#ff0000]candidato italiano Massimo D'Alema.[/color] Il premier non ha voluto rispondere ad una domanda su un suo rammarico per la mancata nomina dell'esponente del Pd. “Sono sicuro che sono persone di valore e che faranno bene”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Il ministro degli Esteri Frattini, invece, non ha nascosto il suo disappunto: “Noi italiani siamo delusi perché il governo aveva sostenuto D'Alema fino all'ultimo giorno”, ha detto Frattini da Milano, dove prende parte alla giornata conclusiva del World Regions Forum. “Siamo sempre stati leali alla sua candidatura, fino all'ultimo. Sarebbe stato un ottimo Mister Pesc”.

Alle accusa di chi sostiene che il governo italiano non abbia fatto abbastanza per sostenere D'Alema, il titolare della Farnesina ha ribattuto: “Siamo sempre stati leali alla sua candidatura, fino all'ultimo. Sarebbe stato un ottimo Mister Pesc”. Frattini ha attribuito la colpa della bocciatura del candidato italiano all'ala socialista: “Sicuramente – ha commentato – ha vinto il presidente Barroso, che è ormai il vero uomo forte della Commissione ma anche delle istituzioni europee. Ha perso, invece, il gruppo socialista di Schulz che ha presentato D'Alema, lo ha indicato, sostenuto e poi lo ha abbandonato a un miglio dal traguardo. Alla fine i socialisti hanno ceduto alla richiesta britannica per aiutare un governo amico in difficoltà a pochi mesi dal voto, e lo hanno abbandonato”.

Quanto alle critiche http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/ue-unione-europea/dalema-dayafter/dalema-dayafter.html secondo le quali le nuove scelte europee sarebbero di basso profilo, il ministro ha preso le distanze: “Conosco la Ashton molto bene ed è un giudizio ingeneroso. Sarà una rappresentante competente e preparata e il fatto che non sia conosciuta non vuol dire che non sia capace”.

[color=#ff0000](21 novembre 2009)[/color]
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/ue-unione-europea/frattini-deluso-da-bocciatura/frattini-deluso-da-bocciatura.html

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20/11/2009[/color]
Il Bilderberg Club dietro la nomina di Van Rompuy a presidente Ue

Designato a una cena segreta del gruppo tenutasi il 12 novembre nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles

La decisione di nominare presidente permanete della nuova Unione europea disegnata dal Trattato di Lisbona il premier belga Herman Van Rompuy – membro del partito dei Cristiani Democratici Fiamminghi e appassionato di poesia giapponese – è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles.
A organizzare la cena, cui ha parteciapto lo stesso Van Rompuy, il famoso Bilderberg Club: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi occidentali.
Secondo la indiscrezioni apparse sulla stampa belga, in particolare sul quotidiano De Tijd (poi riprese anche dal Times di Londra), durante la cena il futuro presidente europeo ha dichiarato che una volta in carica si sarebbe fatto promotore di una tassa europea.
Proprio nel Castello di Hertoginnedal, di proprietà della famiglia reale belga e in passato sede di un antico priorato religioso femminile, nel 1956 si tennero i primi negoziati per la creazione della Cee e dell'Euratom, embrioni dell'odierna Unione europea.
Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale, altro potente organismo sovranazionale fondato e presieduto da David Rockefeller.

Enrico Piovesana
http://it.peacereporter.net/articolo/19039/Il+Bilderberg+Club+dietro+la+nomina+di+Van+Rompuy+a+presidente+Ue

:hehe: … poteva mai competere un Massimino italiano? hahaha