Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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brig.zero
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Partecipante

Corso di Economia con Huerta De Soto (II, 3a lezione)

Come andremo a vedere, in tre momenti storici differenti si verifica un processo simile che possiamo sintetizzare come di seguito … #fisc

I banchieri, coscienti della funzione di salvaguardia e custodia, cominciano a svolgere la propria attività in maniera corretta con coefficiente di cassa del 100%. Presto o tardi, tuttavia, cadono nella tentazione di appropriarsi di una parte significativa di quanto depositato per svolgere i propri affari personali. Inizialmente l’appropriazione indebita avviene in maniera occulta. Di seguito, invece, il potere pubblico concede loro il privilegio di poter operare in regime di riserva frazionaria. In altre parole si instaura una connivenza tra potere pubblico e banchieri che tende a diventare sistematica e tradizionale. Operando in regime di riserva frazionaria il banchiere agisce al di sopra del diritto. Tale operatività dà origine al fenomeno di espansione artificiale dell'economia. Il credito in eccesso prodotto dalla riserva frazionaria, tuttavia, presto o tardi si converte in crisi finanziaria e recessione economica.

La tentazione per il banchiere è sempre molto forte. La riserva frazionaria permette infatti la creazione dal nulla di mezzi fiduciari, cioè l'emissione ex nihilo di nuovo denaro. E’ la stessa tentazione in cui cade il cassiere disonesto che nel fine settimana si appropria del denaro ozioso dei depositanti. Benché egli lo utilizzi con lo scopo di restituirlo il lunedì, il fatto di sottrarre il denaro dalla cassa per fini personali rappresenta di per sé un'atto criminale. A differenza dell'azione del cassiere, quella del banchiere non consiste solo nell'appropriazione indebita di denaro, ma produce qualcosa di più profondo: in maniera aggregata il sistema bancario crea infatti denaro dal nulla.
Si è sempre trovata qualche motivazione per razionalizzare l’utilizzo della riserva frazionaria e per giustificare la condotta disonesta del banchiere, contraria ai principi tradizionali del diritto. Vedremo che l'utilizzo disonesto del denaro ozioso dei depositanti verrà giustificato di volta in volta come uno strumento necessario per finanziare investimenti, per svolgere funzioni sociali, per stimolare la crescita economica, per ridurre la disoccupazione (in altre parole tutto quello che diceva Keynes).

Inizialmente, quindi, il banchiere si appropria del tantundem in maniera segreta. C'è la coscienza ben chiara di operare contro i principi tradizionali del diritto. Quando infatti il banchiere viene colto ad operare in regime di riserva frazionaria la perdita di fiducia da parte dei propri depositanti è immediata e tale da portarlo rapidamente al fallimento.

Lo stato dovrebbe avere la funzione di salvaguardare e difendere il diritto di proprietà, di definirlo correttamente. Ciò dovrebbe verificarsi soprattutto nell'ambito del denaro e del risparmio, dove il potere pubblico dovrebbe vigilare attentamente facendo mantenere al banchiere un coefficiente di cassa sui depositi a vista SEMPRE pari al 100%. Invece, vedremo come lungo i secoli è proprio il governante, il funzionario pubblico, lo stato, ad agire non in difesa del diritto di proprietà, ma contro di esso, incentivando, piuttosto che sanzionando, il cattivo operato del banchiere.

Il potere di moltiplicare il denaro, si può ben capire, è un potere enorme. Il governante ha sempre l’esigenza di finanziare qualche spesa, sia essa per capricci, progetti bellici, residenze lussuose, clientelismi, etc etc. Tuttavia egli trova un limite alle imposte che può spremere al cittadino in maniera coercitiva. Nel momento in cui trova il modo appropriarsi del denaro dei sudditi (depositanti) attraverso la connivenza con il banchiere privato, risolve automaticamente gran parte dei propri problemi di spesa e finanziamento della stessa.

Il beneficio è quindi reciproco: la concessione di un privilegio al di sopra del diritto in cambio del finanziamento per le spese personali e di governo. Nell'alleanza entrambi trovano finalmente la pietra filosofale.

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