Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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brig.zero
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La truffa universitaria: anche in USA le lauree sono carta straccia
“Non fatevi fregare dalle spese esorbitanti per ottenere una laurea che non vale niente, perché tutti gli altri ne hanno una. L’università merita di essere frequentata solo se avete intenzione di imparare qualcosa lì. Se andate all’università solo perché pensate che un pezzo di carta vi aiuti a trovare un lavoro, allora fareste molto meglio a saltare l’università e a entrare nella forza-lavoro con qualsiasi primo impiego non qualificato. La vostra esperienza vi compenserà più di qualsiasi pezzo di carta.”

Questo è il consiglio della National Inflation Association ai giovani americani e che potrebbe valere anche per quelli italiani, con l’unica differenza che da noi una laurea è molto più a buon mercato rispetto agli USA, ma è altrettanto inutile.

La NIA ha ragione di ritenere che il sistema universitario americano sarà la prossima bolla a esplodere, verso la metà del 2011, e avrà effetti ancora più devastanti dello scoppio della bolla immobiliare nel 2006. “Il sistema universitario potrebbe essere la più grande truffa nella storia degli Stati Uniti”.

Secondo la NIA, tra i primi responsabili di questa bolla c’è il governo stesso, che ha concesso prestiti per pagare le spese universitarie a chiunque li richiedesse, laddove in un regime di libera concorrenza le università sarebbero state costretta ad abbassare i prezzi e a offrire servizi sempre più competitivi. Mentre infatti tutti i prezzi di beni e servizi sono crollati negli USA dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008, i costi già altissimi delle Università americane hanno invece continuato a crescere costantemente. La retta annuale per un college quadriennale privato è attualmente di 27.293 dollari, il 29% in più di cinque anni fa. E, osserva la NIA, nel frattempo la disoccupazione negli Stati Uniti è degenerata.

Inoltre, i college hanno attirato a iscriversi masse di studenti utilizzando tattiche di marketing fuorvianti: ad esempio, alcune facoltà di giurisprudenza pubblicizzavano i propri corsi sostenendo che il 90% dei laureati trovavano lavoro entro un anno, omettendo di dire che spesso non lo trovavano presso uno studio legale, ma da McDonald’s.

Proprio le facoltà di giurisprudenza sarebbero le più grandi fabbriche di lauerati destinati a non trovare lavoro: “In tutta l’America, ogni anno migliaia di studenti si laureano in giurisprudenza con 250.000 dollari di debiti, ma con nessun posto di lavoro disponibile presso uno studio legale” prosegue la NIA “15.000 posti di lavoro sono scomparsi dal 2008, mentre 43.000 laureati in legge continuano a essere sfornati ogni anno. Le lauree in legge stanno perdendo valore più velocemente di quanto il dollaro stia perdendo il suo valore d’acquisto.” Ma in un paese in cui il 60% dei senatori e il 37% dei rappresentanti del Congresso sono avvocati, secondo la NIA, tutta la legislazione superflua approvata ogni anno serve a fornire lavoro ai legali e a “distruggere ciò che rimane del libero mercato”.

Sebbene i presupposti e il contesto siano radicalmente differenti, alcune conclusioni potrebbero valere benissimo anche per noi: “La maggioranza degli americani oggi è composta da pecore che ritengono che la chiave del successo e della felicità sia seguire la stessa carriera di chiunque altro. Mentre tutti vanno a scuola per diventare avvocati, nessuno va a scuola per diventare agricoltore perché gli americani non vedono alcun guadagno nell’agricoltura. Con i prezzi dei di quasi tutti i beni agricoli saliti alle stelle nel 2010 e mentre la NIA prevede che questa tendenza continuerà nel 2011, i pochi nuovi agricoltori là fuori stanno diventando ricchi mentre gli avvocati stanno all’angolo della strada a chiedere l’elemosina.”
http://www.fabioghioni.net/blog/2011/01/14/la-truffa-universitaria-anche-in-usa-le-lauree-sono-carta-straccia/


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