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Anonimo

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LA BUNDESBANK RIGETTA LO STRATAGEMMA DEL FMI PER FINANZIARE L’EUROPA
Postato il Martedì, 13 dicembre @ 14:35:00 CST di supervice

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph.co.uk
La Bundesbank tedesca ha posto serie obiezioni ai progetti della riunione dell’UE per tirare in salvo Italia e Spagna veicolando fino a 200 miliardi di euro dalle riserve della banca centrale attraverso il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

A Bruxelles i dirigenti europei hanno acconsentito a mobilitare le riserve di 17 banche nazionali del sistema dell’eurozona per finanziare il FMI, sperando che ciò possa poi portare denaro fresco da Cina, Giappone e da altre potenze globali.

A seguito, “IL TRATTATO DELL’UE: GLI UOMINI D’AFFARI MINIMIZZANO I TIMORI PER IL VETO” (Ambrose Evans-Pritchard,Telegraph.co.uk);

Andreas Dombret, un membro del consiglio di amministrazione di Bundesbank, ha riferito che la banca centrale tedesca non può prendere parte a una qualsiasi forma di finanziamento coperto per gli stati problematici dell’UEM con lo stratagemma del FMI, asserendo che ulteriori somme di denaro potranno essere utilizzate solo per sostenere le normali operazioni del Fondo.

“I soldi non possono migrare in una sorta di contenitore speciale da usare esclusivamente per l’Europa. sarebbe una palese violazione del divieto di finanziamento monetario degli stati. La Bundesbank tedesca lo ha esplicitamente escluso”, ha riferito al quotidiano Handelsblatt.

Dombret ha detto che la quota di Bundesbank per qualsiasi pacchetto del FMI sarebbe di 45 miliardi di euro e che sarebbe “per sua natura rischioso”. Richiederebbe una qualche sanatoria da parte del parlamento tedesco. E questo sfonderebbe a sua volta il tetto di 211 miliardi di euro già prefissato dal Bundestag per i salvataggi dell’UE.

Mario Draghi, direttore della Banca Centrale Europea (BCE), ha sollevato preoccupazioni analoghe la scorsa settimana, avvisando che la BCE non ha intenzione di usare il FMI come un veicolo per i salvataggi coperti del debito pubblico in Europa.

“Non si possono incanalare i fondi in modo da eludere le disposizioni del trattato. Se il FMI dovesse usare questi soldi per comprare esclusivamente obbligazioni europee, riteniamo che ciò non sia compatibile con il trattato”, ha detto Draghi.

Per aggiungere complessità a quelle già presenti in Germania, il presidente del Bundestag Norbert Lammert ha richiesto che il pacchetto debba essere sottoposto a uno scrutinio della corte costituzionale tedesca, avvertendo che i nuovi poteri attribuiti ai commissari europei per intervenire nei bilanci nazionali possono entrare in conflitto con la sovranità fiscale della Germania.

L’argomento della riunione sul ruolo del FMI sembra aver portato a queste conclusioni senza una piena preparazione e ciò sta provocando critiche feroci dagli esperti del FMI, così come l’ostilità di Washington.

Il presidente statunitense Barack Obama ha affermato: “L’Europa è sufficientemente ricca, per cui non ci sono ragioni per non risolvere questo problema. Non è come se si stesse parlando di un qualche paese impoverito che non ha alcuna risorsa.”

Gli Stati Uniti hanno detto che non contribuiranno al pacchetto per l’UE. Un gruppo di Repubblicani al Campidoglio vorrebbe andare oltre e tagliare i fondi in essere degli USA presso il FMI.

Mario Bleijer, ex direttore della banca centrale argentina ed esperto del FMI, ha affermato che l’Europa non dovrebbe cercare di passare i debiti al resto del mondo.

“La proposta di utilizzo del FMI come condotta per le risorse della BCE – volendo così aggirare le restrizioni imposte dai trattati dell’UE– mentre fornirebbe alla BCE lo status di creditore privilegiato, aggraverebbe l’esposizione del Fondo con i prestatori rischiosi. Questo accordo potrebbe essere considerato come un abuso ingiustificato della seniority del Fondo che libera scorrettamente la BCE dal bisogno di imporre le sue condizioni a uno dei suoi membri”, ha detto Bleijer.

Olivier Blanchard, il capo economista del FMI, ha detto che il piano dell’Europa per impegnare 200 miliardi di euro potrebbe fare una “grande differenza”, aiutando a convincere il resto del mondo a fare un passo in avanti.

“È importante ciò che è successo la scorsa settimana: fa parte della soluzione, ma non è la soluzione”, ha detto.

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Fonte: Bundesbank rejects Europe's IMF funding ruse

11.12.2011

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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IL TRATTATO DELL’UE: GLI UOMINI D’AFFARI MINIMIZZANO I TIMORI PER IL VETO

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph.co.uk
I maggiori uomini d’affari britannici sono sempre più preoccupati della crisi del debito dell’eurozona rispetto a qualsiasi ricaduta dai battibecchi diplomatici del Regno Unito con Bruxelles, minimizzando i timori che il veto posto per la prima volta da David Cameron al trattato possa provocare una perdita di posti di lavoro o una rappresaglia commerciale.

“Dobbiamo essere estremamente attenti sia come nazione, che come centro dei servizi finanziari a come affrontare la prossima fase”, ha detto Angela Knight, direttrice della British Bankers Association.

“Ma la gente sta subito saltando alle conclusioni e ci vorranno tre mesi prima che tutto venga ben sviscerato. La nostra più grande preoccupazione è che l’Europa non ha fatto quanto necessario per la crisi del debito sovrano. Non si può aspettare fino a marzo. Dobbiamo sapere se ci sarà un salvataggio, sì o no, e abbiamo bisogno di una risposta molto rapidamente”, ha detto.

La Knight ha respinto l’ipotesi che le banche asiatiche, statunitensi ed europee stiano ritirandosi dalla City per i timori che la Gran Bretagna possa perdere la sua presenza nel più grande mercato mondiale.

“Le banche straniere e i trader usano Londra come propria base per il mondo intero, non per l’Europa”, ha detto.

David Kern, capo economista per la Camera di Commercio britannica, ha detto che le relazioni internazionali non vanno avanti seguendo i risentimenti.

“Non ce li vedo gli altri 26 a scatenare un’ostilità economica contro il Regno Unito. Abbiamo sentito gli stessi allarmi quando la Gran Bretagna decise di rimanere fuori dall’euro. Ci fu detto che sarebbe stata una minaccia per la City e per il mercato delle obbligazioni, ma ciò non ha corrisposto a realtà”, ha detto.

“Ci sono rischi che l’UE possa prendere misure dannose contro il Regno Unito, ma questi rischi era già presenti a causa del voto con maggioranza qualificata. Il rischio più grande che abbiamo in questo momento è che l’accordo dell’UE cada a pezzi e che ci sia una disintegrazione disordinata dell’euro.”

Nick Clegg, vice Primo Ministro, ha manifestato la sua frustrazione nel corso del fine settimana, avvertendo che il veto avrebbe lasciato la Gran Bretagna “sospesa in qualche luogo nel mezzo dell’Atlantico”, senza peso in Europa o nei riguardi di Washington. “Non credo sia positivo per il lavoro, nella City o in qualunque altro posto”, ha detto.

Se questo si può tradurre nell’attuale perdita di posti di lavoro, non è assolutamente chiaro. La Toyota giapponese ha detto che “finora non abbiamo cambiato la nostra opinione” sugli investimenti nel Regno Unito, aggiungendo che c’è una maggiore preoccupazione per le rimostranze dell’eurozona per i suoi progetti di espansione da 100 miliardi di sterline nel Derbyshire.

Simon Walker, direttore dell’Institute of Directors, ha detto che è l’avanzata stessa dell’UE ad essere la più grande minaccia per il lavoro.

“Il veto è motivo di grande rammarico, ma il Primo Ministro non ha avuto scelta. Se avesse rinegoziato i termini e consentito un attacco frontale alla City, la conseguenza sui posti di lavoro sarebbe stata peggiore”, ha detto Walker.