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L’UNGHERIA DI FRONTE ALLA ROVINA MENTRE L'UE PERDE LA PAZIENZA
Postato il Martedì, 17 gennaio @ 17:15:44 CST di supervice

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph.co.uk
La Commissione Europea ha avviato un’azione legale con il governo ungherese guidato da Fidesz per le violazioni ai trattati dell’Unione Europea e per l’erosione della democrazia, segnando una drammatica escalation nella guerra dialettica con l’enfant terrible dell’UE.

Il premier provocatore dell’Ungheria Viktor Orbán non ha alcuna speranza di assicurarsi i vitali finanziamenti dall’UE e dal Fondo Monetario Internazionale fino a quando la disputa non verrà risolta, dovendo scegliere se inchinarsi alle richieste dell’UE o lasciare che il suo paese vada verso la bancarotta.

Giovedì i rendimenti dei titoli ungheresi a due anni sono saliti al 9,17%, un livello insostenibile per un’economia in recessione con un debito pubblico vicino all’80% del PIL. La scorsa settimana il debito dell’Ungheria è stato declassato a “junk” dalle agenzie di rating.

Capital Economics ha riferito che l’Ungheria deve ripagare 5,9 miliardi di euro di prestiti UE-FMI e reperire quest’anno fondi dall’estero pari al 18% del PIL, il dato più alto dell’Europa dell’Est. Due terzi del debito privato sono in franchi svizzeri, e tutto questo palesa il pessimo abbinamento tra le due monete, mentre la fuga dei capitali indebolisce il fiorino.

“L’Ungheria sta giocando col fuoco”, ha detto Lars Christensen di Danske Bank. “L’UE non sta bluffando. Lascerà che l’Ungheria oltrepassi il limite per chiarire che le nazioni dell’UE devono stare alle regole. La nostra preoccupazione è che il governo ungherese non abbia recepito il messaggio.”

L’UE ha riferito di aver spedito tre lettere di “Avviso Formale” dopo l’assalto dell’Ungheria all’indipendenza del potere giudiziario, della banca centrale e del difensore civico della privacy, il primo passo verso una “procedura di violazione”. La disputa potrebbe far perdere all’Ungheria il diritto di voto sotto l’Articolo 7 del trattato dell’UE.

“Utilizzeremo i nostri poteri per assicurarsi che l’Ungheria rispetti le regole dell’UE”, ha detto il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso.

Orbán ha detto che il suo paese era vittima della “sinistra internazionale” di Bruxelles. Da fervente anti-comunista, ha ripetuto che il passato stalinista dell’Ungheria deve essere tagliato alla radice.

I contrasti attuali vertono su tre leggi nella nuova costituzione dell’Ungheria approvate contro gli avvertimenti dell’UE. I funzionari della Commissione hanno affermato che si tratto solo della “punta dell’iceberg”. Da quanto il Fidesz è salito al potere nel 2010, sono state approvate più di 300 leggi, che hanno affidato al partito un controllo assoluto sul sistema istituzionale del paese. Amnesty International ha riferito la scorsa settimana che la censura sui media ungheresi viola i diritti umani.

La Commissione sta prendendo di mira la legge che obbliga il pensionamento dei giudici all’età di 62 invece che a 70 anni, da molti ritenuto uno stratagemma per riempire i tribunali di persone fidate. Il nuovo capo dell’ufficio giudiziario ha poteri strabordanti per pilotare i tribunali, dare l’incarico ai giudici e assegnare i casi.

La legge sulla banca centrale consente ai ministri di passare al vaglio il programma del Consiglio Monetario e la partecipazione ai meeting. Il governatore deve effettuare un giuramento di lealtà e non gode di garanzie costituzionali.

“I governi si devono trattenere dal cercare di influenzare la propria banca centrale”, ha detto il commissario economico dell’UE Olli Rehn. “Alcuni provvedimenti nella nuova costituzione sono in violazione di questi principi. Dovranno essere modificati prima di partire con le trattative formali nel già approntato sistema finanziario EU/FMI.”

L’avvertimento è chiaro. L’Ungheria sarà lasciata alla mercé dei mercati ostili fino a che non si inchinerà alle pressioni dell’UE.

Oggi il vice premier Tibor Navracsics ha sminuito le preoccupazioni, affermando che potrà essere trovata una soluzione per gli aspetti riguardanti la banca centrale e la protezione dei dati. Non ha lasciato spiraglio alcuno sulle modifiche al sistema giudiziario.