Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Anonimo

http://www.lettera43.it/economia/macro/39421/grecia-sul-precipizio.htm

Atene sull'orlo del precipizio
Sciopero e guerra in piazza. Merkel: «Default incontrollabile». Ok del governo al piano.
di Matteo Forlì

Il neo premier greco Lucas Papdemos.

Il baratro del default, le falle nell'accordo politico sulle misure imposte dalla Troika, l'esondazione della guerriglia in piazza Syntagma e la frattura nella coalizione di governo. Scene del terremoto che sta agitando la Grecia, in ginocchio nel primo dei due giorni di annunciato sciopero generale proclamato dai sindacati, furenti contro la nuova austerità. Sul futuro di Atene perfino l'incrollabile fiducia di Angela Merkel è arrivata al capolinea: il fallimento è un rischio «che non si vuole affrontare, e che non si potrebbe controllare».
Anche le borse europee hanno sofferto di depressione: a Parigi il Cac40 ha ceduto l'1,51%, a Francoforte il Dax l'1,41%, a Londra il Ftse100 lo 0,73%. E Piazza Affari ha chiuso con un -1,76%.
OK AL PIANO, VOTO IL 12 FEBBRAIO. Nella tarda serata del 10 febbraio, il governo greco ha approvato il piano chiesto dalla Troika per evitare il default. Il voto del programma di austerity è previsto domenica 12 febbraio al parlamento di Atene. Un passaggio che, se non vi saranno colpi di scena, avvicinerà la Grecia alla concessione del piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, legato anche (è l'altra richiesta dell'Ue) ad altri 325 milioni di tagli alla spesa e all'impegno ad attuare le riforme.
DIMISSIONI A RAFFICA NEL GOVERNO. Lo scontro sul piano di tagli – oltretutto non sufficiente per soddisfare Bce, Fmi, Ue – ha provocato una raffica di dimissioni nel governo di Lucas Papademos, ora col fiato corto e probabilmente destinato al rimpasto: dopo che il leader del partito di destra Laos, Georgios Karatzaferis, ha rifiutato di firmare a favore delle misure, quattro rappresentanti dell'estrema destra, un ministro e tre sottosegretari (dello stesso Laos), hanno abbandonato le cariche. E ha gettato la spugna anche il vice ministro degli Esteri Marilisa Xenogiannakopoulou, vicina al socialista ed ex premier George Papandreou.
PAPADEMOS: «NON POSSIAMO PERMETTERE LA BANCAROTTA». «Non possiamo consentire» il default ed è «ovvio che chi non è d'accordo» e non ha intenzione di «votare per il nuovo programma non può restare nel governo», ha tagliato corto Papademos, ribadendo che i membri del gabinetto che sono in disaccordo non hanno posto nel governo.
Guerriglia in piazza Syntagma

(© Getty) Decine di giovani hanno lanciato bombe incendiarie e pietre contro gli agenti.

Avvolta dalle fiamme piazza Syntagma, antistante alla sede del parlamento, si è trasformata in uno scenario da guerra civile (guarda la fotogallery degli scontri). Decine di migliaia di voci si sono alzate in un coro di lamentela all'inevitabile, ma probabilmente insufficiente, nuova ondata di austerità. Molotov e mattoni sono piovuti sugli scudi della polizia impegnata nell'improbo compito di contenere il malcontento: agenti in assetto anti-sommossa da una parte, dimostranti coi volti coperti nell'angolo opposto. Lacrimogeni, ripetute cariche, arresti e ferimenti.
Lo sciopero generale ha paralizzato intanto il Paese, con treni e metro fermi, navi attraccate nei porti, scuole, ospedali, banche e tribunale chiusi.
Merkel: «Rischio incontrollabile»

(© Getty Images) La cancelliera tedesca Angela Merkel.

Il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, ha tentato nel frattempo di contenere il nervosismo: «Sono fiducioso sul raggiungimento di una soluzione la prossima settimana. Questa è estremamente importante prima per la Grecia e i suoi cittadini e poi per l'intera area euro».
Che le speranze di riesumare l'economia greca siano ormai illusioni è realtà tuttavia certificata dalle parole del cancelliere tedesco e e del suo ministro delle Finanze, che hanno incontrato a Berlino i vertici dei capogruppo parlamentari. «Un fallimento della Grecia è un rischio che non si vuole affrontare, e che non si potrebbe controllare» avrebbe affermato la Merkel, ritraendo di fatto la mano tesa ad Atene e sposando l'opinione pubblica tedesca, ormai convinta che il tracollo della Grecia sia inevitabile.
SCHAEUBLE: «MANCANO ANCORA 325 MILIONI». Wolfgang Schaeuble ha specificato: «La Grecia potrà ottenere il secondo pacchetto di aiuti soltanto se adempirà agli impegni sulle misure di risparmio, e al momento mancano ancora 325 milioni di euro». Un'enormità, specie se alle difficoltà si sommano le coscienze dei greci, ormai lacerate.
Un episodio, per ribadire il concetto. Il sindacato di polizia ha minacciato venerdì 10 febbraio di arrestare i tecnici della Ue e dell'Fmi, ad Atene per imporre altri tagli al bilancio come condizione di nuovi aiuti. La provocazione è arrivata in una lettera aperta nella quale il sindacato ha lamentato di non poterne più di reprimere le proteste dei propri «fratelli» greci esasperati dalle imposizioni estere.
Venerdì, 10 Febbraio 2012