Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Richard
Richard
Amministratore del forum

Cosa è possibile fare?

Chiunque volesse intraprendere un'effettiva rimessa in ordine dell'economia reale, potrebbe partire da alcuni semplici punti:

chiedere ai governi nazionali ed alla Commissione Europea di rendere pubbliche e controllabili tutte le transazioni finanziarie in essere che riguardino il debito pubblico

chiedere ai governi nazionali di introdurre entro 2 mesi la FTT, indipendentemente dalla sua approvazione generalizzata in Europa, trattandosi di una misura urgente per il risanamento economico

chiedere ai governi nazionali di regolamentare gli strumenti finanziari, ponendo fuori legge entro 12 mesi i prodotti finanziari derivati

chiedere ai governi nazionali di operare a livello comunitario affinché il ruolo delle agenzie di rating sia trasferito entro 12 mesi ad un'agenzia internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite

http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/8087-alle-radici-della-crisi-seguendo-i-derivati.html
..Perché i politici non mettono fine alla speculazione dei “mercati” semplicemente vietando o regolamentando severamente i suoi principali strumenti?

L'agenzia di stampa specializzata americana Bloomberg lo scorso gennaio ha diffuso la notizia secondo cui la banca d'affari Morgan Stanley, uno dei “padroni dell'universo”, ha deciso di ridurre la propria esposizione in derivati basati su titoli di Stato italiani da 4,9 a 1,5 miliardi di dollari: 3,4 miliardi di dollari di nostri titoli non sono stati quindi collocati, con l'assenso del Tesoro italiano, che ha lasciato scadere questo contratto, pagando intorno ai 2,5 miliardi di euro (2)…

Lavorando sulle informazioni di stampa, troviamo anche che, oltre al livello centrale, ben 664 enti pubblici, tra cui 18 regioni, 42 province, 45 capoluoghi e 559 comuni avrebbero in pancia “derivati” per oltre 35 miliardi di euro, circa 1/3 del debito complessivo accumulato dagli enti locali ai dati 2009. Le perdite conseguenti all'adozione di questi strumenti finanziari per i soli enti pubblici appena ricordati potrebbero arrivare a superare i 10 miliardi di euro, su di un totale complessivo che, ad ottobre 2011, era stimato per l'Italia in 52,2 miliardi, una cifra equivalente a oltre il 60% del costo delle pesantissime manovre cui gli Italiani sono stati sottoposti nel 2011 (4)…

Si comprende a questo punto benissimo perché la cosiddetta politica non è in grado di mettere al bando questi strumenti finanziari dall'effetto devastante sull'economia reale: semplicemente perché le classi politiche europee attuali sono “garanti” delle migliaia di contratti di questo tipo che, almeno a partire dagli anni Novanta, sono stati stipulati con i “padroni dell'universo”.

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