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Anonimo

SARA' MICA CHE PORTO SFIGA ?
Postato il Domenica, 03 giugno @ 21:20:00 CDT di davide

Sfiga e Rivoluzione. Crisi dell’euro e crisi di sovrapproduzione: la forma e la sostanza

DI MAURO VANETTI
wumingfoundation.com

Sarà mica che porto sfiga?

Nell’estate del 2007 mi trovavo in California; quello fu l’anno della crisi dei mutui subprime. Il nome è improprio, come tutti i nomi che vengono dati ai vari crack del capitalismo; i giornalisti amano etichettare le catastrofi economiche a seconda del casus belli, camuffandone in questo modo le cause profonde. Con questa nomenclatura, la Prima Guerra Mondiale dovrebbe chiamarsi la Guerra dell’Attentato di Sarajevo, mentre la Seconda potrebbe essere registrata nei libri di storia come la Guerra della Radiostazione di Gleiwitz.

Ad ogni modo, l’esplosione della bolla immobiliare mise in luce la fragilità della crescita statunitense; si erano accumulate montagne di dollari vendendo case a prezzi sempre crescenti a famiglie senza soldi e ad imprese senza liquidità, e costruendo castelli di carta speculativi su previsioni irrealistiche di crescita eterna di questi prezzi. L’era Bush entrava in declino in un clima crepuscolare ben descritto da quelle scene di Capitalism, a Love Story di Michael Moore in cui si mostra come le banche abbiano imposto allo stesso Congresso il Grande Salvataggio (bail out) nell’autunno 2008, inducendo dozzine di parlamentari smidollati ad approvarlo dopo che il 29 settembre la Borsa era crollata perché i deputati avevano “votato sbagliato” in uno strano sussulto di democrazia. Il Bail Out era di 700 miliardi di dollari tondi; a chi chiese perché la cifra fosse proprio quella, si rispose con compiacimento che non c’erano motivi tecnici, doveva solo sembrare «bella grossa».
Sarà mica che porto sfiga?

Nel 2008 mi ero trasferito a Londra; quello fu l’anno della crisi bancaria britannica. Dopo che per qualche mese si erano combattuti su riviste e giornali gli “ottimisti” e i “pessimisti” rispetto alla possibilità che la crisi “immobiliare” statunitense potesse esondare oltre il settore immobiliare e al di là dell’Atlantico, i fatti hanno dato ragione a chi riteneva che la bolla immobiliare USA aveva coperto per anni, come le ghette da ricco di Zio Paperone, non solo i piedi d’argilla dell’economia degli Stati Uniti, ma quelli dell’intero capitalismo mondiale e in particolare europeo. La locomotiva nordamericana stava frenando e il primo vagone a sbatterle contro era quello con la Union-Jack. Sui giornaletti gratuiti della metropolitana si leggeva una parola che sembrava bandita da decenni: nazionalizzazione di una banca che stava crollando, Northern Rock; era dagli anni Settanta che non si nazionalizzava più niente nel Regno Unito. Northern Rock diventa statale, viene spezzata in due parti, una good bank e una bad bank. La parte buona viene rivenduta a Virgin Money nel 2012 per 747 milioni di sterline, metà di quello che lo Stato ci aveva buttato dentro l’anno precedente. La parte cattiva resta nazionalizzata, lasciando ai bilanci pubblici la minaccia di perdite potenziali fino a 21 miliardi di sterline. Di rado si è visto un esempio più clamoroso di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti.

Sarà mica che porto sfiga?

continua…..
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