Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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farfalla5
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Partecipante

[quote1364374492=Tru]
è ora di finirla
con questo fatto di aiutare i poveri i poveri e la crisi un cazzo basta crisi noi umani siamo immortali muorimo solo nei nostri desideri smetti di desiderare e sei libero. Devi cambiare ambiente perchè l'ambiente crea la vita quindi anzi ora cambia le cose ambiantali basta poco rivolta il letto la tua camera sposta i mobili cambia ambiente l'ambiente determina tutta la tua vita il nord non è come il sud a causa dell'ambiente est e ovest uguale muovi le cose che ti circondano e il mondo cambia.
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Tru questo periodo davvero difficile è la fine di quel casino che abbiamo alimentato. Come dice Igor Sibaldi e altri ricercatori i cambiamenti avvengono ogni 72 anni…2012-72=1940. Non ti ricorda nulla questa data :ummmmm: E se andiamo indietro ancora troveremo delle connessioni con questo numero.
Ecco come lo spiega Sibaldi:
http://civiltascomparse.wordpress.com/tag/72-anni/

Il contributo di Igor Sibaldi alla teoria della civiltà è il seguente: così come un organismo vivente ha le sue stagioni, ognuno diverso dall’altro, per esempio il gatto vive circa vent’anni, ma non è che vive meno di noi, vent’anni per il gatto sono centoquindici anni per noi […] E siamo noi ad avere il ritmo delle quattro stagioni, non il gatto.

La civiltà ha il suo anno e le sue stagioni. A Sibaldi risulta che l’anno della civiltà, rispetto al nostro, sia di 72 anni, e c’ha lavorato tanto per scoprirlo. Cosa vuol dire l’anno della civiltà? Per esempio, oggi è il 30 dicembre, se noi pensiamo al 30 dicembre di un anno fa vediamo che il clima più o meno era lo stesso. Non era identico, magari pioveva, però simile, ed era simile anche all’anno precedente, e a quello ancora prima. Ecco, la civiltà, che non è metereologica ma storica, ogni 72 anni ripropone una situazione simile.

Se tu sei solo una cellula della civiltà, non te ne accorgi. Fai la tua parte, hai il tuo compito, sei un suo strumento obbediente. Se, invece, tu cominci ad accorgerti di essere un individuo dentro la civiltà, allora smetti di essere solamente una sua cellula, e cominci a pensare: “ma io cosa ci guadagno a stare qui dentro?” Io posso essere una goccia d’acqua portata da un fiume oppure una persona che guarda il fiume dalla riva, questa è la differenza. Studiare le civiltà ha come scopo riuscire a essere sulla riva. E, invece di fluire con tutti gli altri, accorgersi di quello che succede, e fare previsioni. Non profezie da palla di cristallo, ma previsioni economiche, politiche, personali, regolandosi in base alla situazione, come si fa con le previsioni del tempo.

Dunque, un anno della civiltà è 72 anni dei nostri, ogni 72 anni si ripete la situazione di 72 anni prima. Le stagioni della civiltà durano 6 anni e sono 12. Sembra complicato ma è semplice. In ogni stagione c’è un clima diverso, per esempio in estate fa caldo, in inverno fa freddo, in autunno fa freschino. [Dentro l'anno della civiltà] ce ne sono dodici varianti. Noi siamo appena usciti, nel 2012, che veramente è un anno di cerniera, tra due stagioni diverse, siamo appena usciti da un periodo che si può chiamare solamente “periodo di ribellione.” Perchè, dal 2006 al 2012, se facciamo i calcoli, togliendo (tre volte) 72 anni, si arriva al 1790 – 1796, epoca dopo la Rivoluzione Francese. Questa rivoluzione qualcuno l’ha fatta, la Francia, qualcun’altro no. Chi l’ha fatta gli è andata bene, perchè era proprio quello che la civiltà in quel momento chiedeva: ribellati!

Poi [72 anni dopo], 1862-1868, [in quest'arco di tempo] due stati han cominciato a darsi da fare in Europa, nella civiltà occidentale, e uno nelle Americhe, gli Stati Uniti. Che cosa han fatto? Hanno rivoluzionato tutto quanto. Gli stati del nord, 1864 in America, han detto “cambiamo tutto”, gli stati del sud han detto “no, restiamo come prima.” Chi ha vinto? Era inevitabile, in quel periodo di ribellione, hanno stravinto gli stati del nord, hanno schiacciato gli stati della confederazione [del sud] e s’è cambiata la storia di un paese.

In Europa quali stati stavano pigliando la stessa iniziativa? La Prussia e il Piemonte. Il piccolo stato del Piemonte, in quel periodo, stava dicendo: “ma se io metto su, non una ribellione, [bensì] un “Risorgimento”, comincio a far fuori tutti.” Tutti gli stati un po’ arretrati, che non si ribellano […] Per cui lo stato delle Due Sicilie dice: “no, noi siamo fedeli al passato”: distrutto, lo Stato Della Chiesa: distrutto, tutte le varie repubbliche, tutte quante fatte fuori, l’Austria, legata al passato: distrutta, sconfitta in quel periodo. Perchè? Perchè era il periodo delle ribellioni.

1934-1940 [72 anni dopo], chi si è ribellato questa volta? Uno stato solo, purtroppo: l’America, che proprio in quel periodo ha fatto il New Deal; cosa vuol dire il New Deal? “Cambiamo tutto quanto, non funzionava il modello economico precedente, lo cambiamo del tutto.” E’ stato l’unico (stato) a trovarsi nel momento giusto nella condizione giusta. Gli altri stati europei, purtroppo, hanno perso completamente quel treno lì, l’Italia era ferma, la Germania era ferma: venivano dal periodo precedente, quello dei sei anni precedenti, che si chiama “il periodo delle dominazioni”, il periodo in cui cominciano sempre le dittature, cominciano sempre i capi, in America Roosevelt, in Europa Hitler, in Russia Stalin. Nel periodo appena concluso, si richiedeva alle cellule della civiltà occidentale di ribellarsi, cambiare, scuotere di dosso il vecchio, per affrontare il periodo che comincia quest’anno [72 anni prima, l'inizio della Seconda Guerra Mondiale], 2012-2018, il periodo del “non si può più aiutare nessuno.” Quando la civiltà comincia a “sudare” e a espellere le scorie, è sempre stato così, dal 1750 in avanti, questo periodo qui, se si va indietro, è il periodo in cui la civiltà a incominciato a eliminare, senza pietà, tutto ciò che era attardato, vecchio, e che non aveva fatto in tempo a ribellarsi nel periodo precedente. Nel 1796, tre volte 72 anni prima, chi è che stava arrivando in tutta Italia? Napoleone, un ragazzino di 28 anni, con intorno dei colleghi generali più o meno di quell’età. Pensate a un generale di 28 anni, con truppe equipaggiate male, con i pantaloni [rattoppati?], pensate, in confronto, gli austriaci, elegantissimi; la diplomazia vaticana e quella inglese, potentissime, l’esercito vaticano, i russi, c’erano in questo 1796. Erano tutti convintissimi di poter battere Napoleone. C’era un problema, Napoleone, nel periodo precedente, era appena uscito da uno stato che si era giustamente ribellato nel momento giusto, aveva una propulsione straordinaria, per cui, in un modo che gli storici fanno fatica a spiegare, questo esercito guidato da ragazzini sconfigge tutti i più grandi eserciti europei per sei anni di fila.

72 anni fa cos’è successo? UNO stato ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, uno solo, gli altri l’han persa tutti. Dalla Germania alla Russia (che ha avuto 27 milioni di morti.) Chi ha stravinto tutto, in questi sei anni, 72 anni fa? Gli Stati Uniti, quelli che si erano ribellati al momento giusto. E chi ha stravinto tutto 72 anni prima? Piemonte e Prussia. Il Piemonte, nel 1870, spazzati via gli ultimi residui [del vecchio mondo], è diventata una potenza europea, col nome di Regno D’Italia, e la Prussia è diventata la Germania nel 1870. Si vede che c’è una ricorrenza precisa.

Vedendo i vari periodi, si vede che la regolarità c’è senza forzarla. A Igor Sibaldi, quando studiava queste cose, gli sembrava di essere, tutt’ad un tratto, fuori dalla storia e di aver capito, come un bambino capisce le regole del gioco degli scacchi, finalmente capiva come si gioca la storia. Per lui era magnifico, e pensava: “nessuno mi crederà.” Però lo stesso pensiero l’hanno avuto tutti quanti i filosofi della civiltà che han fatto teorie simili sulle epoche.

A cosa serve questa teoria? Vale, questa teoria della “ribellione” e del “non si può più aiutare nessuno”, sia sul piano dei grandi numeri sia sul piano individuale. Se nei sei anni scorsi, fate un esamino di coscienza, vi siete ribellati e avete cambiato tutto, e avete preso decisioni mai prese prima, e avete fatto delle grosse svolte, anche andando contro l’opinione della maggioranza, adesso siete nella posizione giusta per entrare in un periodo CATTIVO, un periodo in cui si tratta di fare i Napoleoni, di non guardare in faccia nessuno, perchè, se una persona adesso cercasse di aiutare persone in difficoltà, nel senso, non “l’amico in difficoltà”, ma situazioni che non vogliono cambiare, e che tu aiuti frenandoti, fai del male a loro e a te stesso. E’ un periodo così, in cui, chi si è ribellato negli anni precedenti, ha davanti a se una quantità di possibilità meravigliose, chi non si è ribellato nei sei anni precedenti ha ancora, diciamo un due mesi di tempo [da ottobre a dicembre 2012], quindi si può mettere in pari – sapete che c’è quella bella parabola dell’ “Undicesima ora”, in cui, anche quello che ha lavorato per un’ora viene pagato uguale, che nessuno mai capisce cosa vuol dire quella parabola lì, ma [può essere anche interpretata come]: “se la storia comincia a cambiare, non importa che tu sia in orario fin dall’inizio, basta che tu sia in orario per tempo, basta che sali per tempo sulla nave, poi la nave parte. L’importante è che non arrivi al porto quando la nave è già partita.”

Tradizionalmente, è l’inverno il momento in cui decolla l’anno dopo. Per esempio, nel 1940, ma questo è un discorso su cui ci si dilungherebbe troppo. Quindi, se non vi siete ancora ribellati, ribellatevi, e preparatevi a questo periodo di conquista. Secondo me qualcuno di voi, da dopo l’estate, un’aria nuova l’ha già sentita. Qualcosina ha già sentito che stava cambiando. Io l’ho sentito benissimo. Interiore, esteriore, si sente un periodo diverso che incomincia, ed è sempre bellissimo essere dentro un periodo nuovo.


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.