Rispondi a: CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Richard
Richard
Amministratore del forum

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=45353
I paesi emergenti creeranno la loro Banca per lo Sviluppo e la propria agenzia di rating per fermare la dittatura del FMI e della Banca Mondiale

I report sulla morte prematura dei BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) sono stati grandemente esagerati, i media delle corporazioni occidentali rendono dichiarazioni assurde come questa, perpetrata, in questo caso, dal capo di Morgan Stanley Investment Management.

La realtà è diversa, il vertice BRICS, che ha avuto luogo a Durban (Sudafrica) martedì scorso (26 marzo, ndr), aveva tra gli obiettivi quello della creazione della propria agenzia di rating del credito, anche quello di emarginare la dittatura (o per lo meno le “agende interessate”, nel linguaggio diplomatico di Nuova Delhi) come quella di Moody’s insieme a Standard & Poor’s. Inoltre, concretizzare il progetto della creazione della Banca per lo Sviluppo BRICS, la quale conterà su un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari. Rimangono solo da ultimare i dettagli strutturali, lo scopo principale della suddetta banca è di sostenere progetti di infrastruttura e sviluppo sostenibile.

http://retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/plusvalore/2013/04/10/brics.html
Una banca di sviluppo per i BRICS?
di Pietro Veglio

A Durban i paesi emergenti membri del cosiddetto BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno deciso in linea di principio di creare due nuovi strumenti finanziari: una banca di sviluppo con un capitale iniziale di $ 50 miliardi per finanziare l’infrastruttura; e un fondo comune in valute nazionali equivalente a $ 100 miliardi per far fronte alle turbolenze sui mercati cambiari mondiali.
La creazione di una nuova banca di sviluppo rappresenta una sfida per la Banca mondiale anche se il capitale di quest’ultima è quattro volte piu’ alto e non si vede come la nuova banca potrà competere a livello dei volumi di prestiti erogati annualmente. Il fondo comune in valute nazionali potrebbe fare una certa concorrenza al Fondo monetario internazionale (FMI). Inoltre faciliterà i pagamenti di una parte del commercio intra-BRICS mediante le rispettive valute nazionali invece del dollaro americano.

http://www.europaquotidiano.it/2013/05/08/un-brasiliano-alla-guida-del-wto/

Non a caso la volata finale è stata ristretta ai rappresentanti dei due paesi più importanti dell’America Latina. È un riconoscimento non solo simbolico ad un continente che sta conoscendo uno sviluppo autonomo, costante e svincolato dagli Stati Uniti che per lungo tempo l’ha considerato come una dependance commerciale. In particolare, il Brasile da anni – sicuramente dalle presidenze di Cardoso e di Lula – ha visto ridimensionata la sua tradizionale Atlantic vocation, composta da immigrazione europea e africana e forti legami politici con Washington.