Rispondi a: Georges Ivanovič Gurdjieff

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skorpion75
Partecipante

questo è un pezzo tratto dal libro di Osho “il libro dei segreti”

Secondo Gudjieff vi sono sette tipi di uomini. Il primo tipo è quello somatocentrico, che vive nel corpo e tutta la sua vita è centrata nel corpo: non mangia per vivere,vive per mangiare; Il secondo tipo di uomo è emozionale, il tipo sentimentale,dalle forti emozioni; il numero tre invece è l’intellettuale. Questi sono i tre tipi più comuni e sono praticamente sullo stesso livello. Se non riesci ad andare al di là di questi tre non riuscirai mai a vedere, perché sono tutti ciechi. Uno è attaccato al corpo, un altro è accecato dalle emozioni,dai sentimenti,un altro ancora dall’intelletto, dai pensieri….ma sono tutti ciechi.
Il numero quattro viene definito da Gudjieff uno che è diventato consapevole. Fino al numero tre sono tutti inconsapevoli, incoscienti,addormentati. Il numero quattro è colui che è diventato un poco vigile,uno che può vedere. Soltanto con il quarto è possibile una condivisione…solo con uno che è un po’ all’erta o che è sul punto di essere all’erta. E’ addormentato ma si rigira nel sonno e tu sai che sta per svegliarsi da un momento all’altro. E’ soltanto in questo momento che un maestro può condividere la sua visione: quando vede che sei proprio sul punto di svegliarti, oppure che sei già sveglio e stai semplicemente sdraiato con gli occhi chiusi. Quando avrai gustato la consapevolezza, ne avrai un’immensa nostalgia: diventerà il tuo scopo,il tuo unico fine e non potrai essere appagato da questo mondo ordinario e da tutto ciò che offre. Sorgerà allora una strana scontentezza che non potrà trovare appagamento in questo mondo. E’ la stessa insoddisfazione a indicare un altro modo di essere…nulla qui può essere più appagante. Una sete che non può essere saziata è un’indicazione che deve esistere un altro tipo di acqua, un altro agente in grado di saziare, un altro mondo.
Poi c’è il numero cinque la cui consapevolezza si è stabilizzata, non ha più bisogno di un lampo,in lui arde la propria luce interiore. Poi c’è il numero sei in cui ogni insoddisfazione è sparita, che è assolutamente appagato. Per lui non c’è più nulla da conseguire. Forse ti stupirai perchè dunque esiste in numero sette? Con il numero sette persino l’appagamento scompare. Con il numero sei c’è un senso di profondo acquietamento ,di realizzazione,di essere arrivato. Con il numero sette anche questo scompare: non c’è appagamento,non c’è scontentezza,non c’è senso di vuoto ne senso di pienezza. Il numero sette è diventato Dio in persona; noi li abbiamo chiamati avatar: un Buddha, un Mahavira, un Krishna, un Cristo….essi sono numeri sette.