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#118913

Pyriel
Bloccato

[quote1231705903=mesKalito]
[quote1231680283=Pyriel]

La Bestia perde il pelo ma non il vizio… e
fa la guerra tecnologica contro gl'indigeni.
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Forse non hai avuto tempo di leggere

Un anno prima, in un articolo scritto per il britannico Telegraph e apparso il 28 aprile 2002 (3), lo stesso Van Creveld s'era lanciato a descrivere nei dettagli questo piano: «dovesse sorgere questa necessità, allora Israele mobiliterebbe con la rapidità del lampo – anche oggi la maggior parte della sua popolazione maschile è in attesa di chiamata…»

Poi continuava: «anzitutto, i nostri tre sottomarini ultramoderni prenderebbero posizione di fuoco al largo (4). Le frontiere sarebbero chiuse, un oscuramento delle notizie verrebbe imposto, e tutti i giornalisti stranieri sarebbero presi con una retata e confinati in un albergo come ospiti dello Stato…Sarebbe dispiegata la forza di 12 divisioni, undici delle quali corazzate, più diverse unità territoriali adatte ai compiti dell'occupazione: cinque contro l' Egitto, tre contro la Siria, una a ridosso del Libano. In questo modo se ne lasceranno tre per fronteggiare l'Est e forze sufficienti per mettere un carro armato in ogni villaggio arabo, nel caso alla popolazione vengano strane idee. L'espulsione dei palestinesi richiederà solo poche brigate. Non trascineranno la gente fuori dalle case, ma useranno artiglieria pesante per cacciarli via. Gli esperti militari israeliani pensano che l'operazione possa concludersi in soli otto giorni».

Di fronte alla domanda dell'intervistatore: se Israele era dunque pronta ad atti di atrocità genocida, tanto da poter essere dichiarata uno Stato criminale, ecco che Van Creveld risponde con la velata minaccia atomica all'Europa. E conclude: «le nostre forze armate non sono la trentesima forza mondiale, sono la seconda o la terza. Abbiamo la capacità di trascinare giù il mondo con noi. E posso assicurarvi che questo accadrà, nel caso si crolli nell'abisso».
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Israele prevede il proprio annichilamento. Ma si è preparata anche a questo. Van Creveld ha rivelato l'estremo scenario. Israele colpita da un'atomica, la Terra santa diventa inabitabile per secoli.

Ma i suoi tre sottomarini sopravvivono; e cominciano la navigazione subacquea e il posizionamento per i lanci nucleari. Non più per difendere ciò che ormai è morto, ma per trascinare con sé il mondo nell'abisso.
A cominciare dalle capitali europee. A cominciare da Roma.
1) «Israeli professor says 'we could destroy all european capitals», IAP News, 1 febbraio 2003. La notizia è stata poi ripresa dai britannici Observer e Guardian con molto ritardo, il 21 settembre 2003.

2) Si capisca bene il significato di questa frase: nella seconda intifada, per il terrore degli attentati suicidi, ben 700 mila israeliani (oltre un decimo della popolazione, su un totale di meno di 6 milioni) hanno abbandonato Israele. Questo perché la maggior parte degli israeliani restano cittadini di altri Paesi, con doppio passaporto, e anche case, interessi e beni a Parigi, New York, Roma. Nulla più di questa fuga di massa ha rivelato la natura artificiale dello Stato ebraico. Non è possibile immaginare che, anche nel più grave pericolo, il 10 % degli italiani, o dei francesi, possa emigrare. Semplicemente, siamo nati qui.

3) J. Steinberg, «Sharon threatens global nuclear war», Executive Intelligence Review, 28 giugno 2002.

4) Tenete presente questo particolare. I sottomarini cui accenna Van Creveld, di fabbricazione tedesca, hanno capacità nucleare. A che scopo metterli in mare per deportare due milioni di palestinesi quasi disarmati? Non servono a minacciare i palestinesi, ma «altri».

5) Non si dimentichi che l'ambivalenza fra la pulsione della morte e del piacere è il centro dell'ideologia chiamata «psicanalisi», e che fu inventata da un ebreo per ebrei. La psicanalisi come terapia è da tempo largamente abbandonata, per la sua inefficacia: ma i concetti di libido, sub-conscio (la zona dell' anima in cui si fa ciò che non si deve), di istinto di morte e di super-Ego, hanno «funzionato» egregiamente, con i pazienti ebrei di Freud.

6) L'odio ebraico per Roma, e per il Papato erede di Roma, è apparentemente inestinguibile. Lo ha espresso così Elias Canetti: «che disgrazia che la città di Roma abbia continuato a vivere mentre il suo impero si è infranto! Che il Papa l'abbia fatta proseguire! Che boriosi imperatori abbiano potuto impadronirsi delle sue vuote rovine e con esse del nome di Roma…Ora sta lì perfetta ed equipaggiata con tutte le forze dell' anima. Chi la distruggerà? E' indistruttibile?». E' il rantolo schiumante dell'A-nomos contro la custode del Nomos, delle leggi amiche della vita umana. Per A-nomos s'intenda colui che non riconosce alcuna legge su di sé. Secondo il detto di Lucifero: «non serviam!».

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No, e che non capisco le cose difficili… ma so di poter contare sul tuo aiuto.