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brig.zero
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Più tivù, meno Internet
di Alessandro Longo

Incredibile, ma ufficiale: la maggioranza ha tolto 30 milioni di euro alla banda larga per devolverli al digitale terrestre televisivo. L'ultima di una serie di decisioni con cui da oltre due anni stanno cercando di disincentivare la Rete
Il Senato ha approvato un emendamento al decreto Milleproroghe che espone in modo esplicito e diretto una tendenza di questa legislatura: molto appoggio alla tv, niente a Internet. L'emendamento infatti destina 30 milioni di euro nel 2011 per incentivare il digitale terrestre. E li prende dai fondi destinati a portare la banda larga nelle zone che ne sono prive. Il provvedimento passa ora alla Camera; ricordiamo che il Governo ha posto la fiducia sul decreto.

«Sono prorogati per l'anno 2011 gli interventi di cui all'articolo 1, commi 927, 928 e 929 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per le finalità di cui al periodo precedente è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2011, da destinare al rifinanziamento del Fondo per il passaggio al digitale di cui all'articolo 1, comma 927, della legge 27 dicembre 2006, n. 296», si legge nel comma 19-bis del decreto. «Ai relativi oneri, pari a 30 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede nell'ambito delle risorse finalizzate ad interventi per la banda larga dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, nell'importo complessivo deliberato dal Cipe in data 11 gennaio 2011».

Il ministro Paolo Romani, allo Sviluppo Economico, ha cercato subito di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, che stanno cominciando a montare in rete. Ha detto che questo travaso di fondi a favore del digitale terrestre non tocca i 100 milioni di euro di fondi Fas appena stanziati contro il digital divide. In realtà è comunque un danno per la banda larga. Bisogna ricordare che il governo lavora da due anni a un progetto, dove i fondi Cipe citati dall'emendamento avrebbero un ruolo fondamentale: portare la copertura banda larga al 100 per cento della popolazione italiana. Entro quando? L'ultima promessa, fatta questo mese, è «entro il 2013», mentre l'anno scorso Romani diceva «entro il 2012».

Il problema: di certo questi ultimi 100 milioni non sono sufficienti per coprire i 5 milioni di italiani che, secondo lo stesso ministero, non sono ancora raggiunti da banda larga. Servono altri fondi, da qui al 2013, promessi da tempo da questo governo: fin dalla finanziaria 2008, quando si parlava di 800 milioni di euro stanziabili dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica presso la Presidenza del Consiglio). A novembre, il Cipe ha poi deliberato per dimezzare quei fondi promessi, a 400 milioni. Adesso, un un'ulteriore perdita di fondi, a vantaggio del digitale terrestre.

Va detto che anche il digitale terrestre ne aveva bisogno. Servono fondi per aiutare gli italiani in un passaggio che in certe zone è difficoltoso, come denunciato su internet da varie fonti. Peccato che il tutto vada a discapito della banda larga. Che secondo studi dell'Unione Europea e di Confindustria (tra gli altri) è in grado di portare sviluppo economico e sociale ben più della tivù.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/piu-tivu-meno-internet/2144907


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