Rispondi a: I buddisti sono destinati all'inferno?

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#121533

meskalito
Partecipante

Dal sito di Cayce

Esplorare la Vita Ultraterrena Qui ed Ora (Robert Krajenke)

Morire, dormire …forse sognare – sì, ecco l’ostacolo.
n Amleto, III Atto, I scena

Non sapevo di aver paura di morire. Come studente di metafisica per quasi 35 anni accettai anni fa la reincarnazione e la realtà della vita dopo la morte. Nel 1972 ascoltai incantato il dr. George Ritchie descrivere ad un pubblico dell’A.R.E. la sua incredibile esperienza di premorte. Ogni cosa che disse risuonò profondamente come verità, e lo invidiai per la sua esperienza. Anch’io volevo viaggiare attraverso gli anelli del paradiso e raggiungere la città di cristallo. Più tardi venne la grande ricerca innovatrice di Raymond Moody e i racconti di prima mano delle esperienze di premorte di Dannion Brinkley e del modo così forte in cui trasformarono la sua vita. Allora la morte non mi fece affatto paura. Infatti in segreto aspettavo con ansia il giorno in cui “l’altra porta di Dio” si sarebbe aperta e danzando sarei entrato in nuovi e vasti regni di coscienza.
Le mie percezioni dell’esperienza della morte cambiarono drammaticamente quando mia moglie Lynne, psicoterapeuta e specialista in regressione spirituale, mi regredì con l’ipnosi in una vita passata come cucitrice vedova al cambio dell’ultimo secolo, e mi portò nei miei ultimi momenti sulla terra. Il mio corpo era totalmente rilassato dopo una suggestione ipnotica data a sequenza ordinata. La mia mente sembrava mille volte più vigile che nella coscienza normale.
L’oscurità si raccolse sopra la mia testa e lentamente si espanse sul mio corpo. Il freddo che dapprima sentivo nelle dita dei piedi cominciò a salire inesorabilmente su dalle gambe. Sapevo che stavo morendo. Mi aspettavo di morire in pace. Mi sentivo preparata, senza paura. Ma man mano che questa oscurità impenetrabile si muoveva sopra di me, la mia coscienza si contraeva con il suo movimento. Lo spazio che era la mia identità, la mia consapevolezza di me stessa, la mia memoria, stava diventando più piccolo, si stava restringendo. La sensazione che ogni cosa intorno a me venisse consumata, divorata, obliterata, non era quello che mi aspettavo dalla morte. La paura pulsò attraverso me – non sarei più esistita. Istintivamente la mia respirazione accelerò come reazione alla paura. L’oscurità indugiò, tenuta ad inquadratura fissa dal mio respiro rapido, e aspettò che mi stancassi. Diversi minuti passarono, e sapevo che non avrei più potuto prevenire l’inevitabile. Accettai il mio annientamento e mi rilassai. La mia respirazione si fece di nuovo normale, e il piccolo spazio circostante della consapevolezza di me stessa cominciò a riempirsi di ricordi di quella vita, ora alla fine. Ora era tanto più facile ricordare il passato che fare lo sforzo di accelerare il mio respiro. Vidi mio marito, i miei amici, mio figlio – mio unico figlio. Ricordai la trama dei bei tessuti, l’abilità delle mie dita con ago e filo. La sensazione piacevole evocata da questi ricordi sostituì la paura, e l‘ansia intensa svanì. Eccomi, ragazzina innocente in un vestito povero e semplice il mio primo giorno di scuola, l’insegnante gentile … i miei genitori … ora, nella pace totale, mi trovai a star fuori del mio corpo, ancora non rendendomi conto di essere morta.
Quando mi mossi più in profondità nell’esperienza di morte raggiunsi il punto in cui mi resi conto che l’essere fisico che credevo di essere era morto – eppure ero ancora viva. La realizzazione generò rabbia e disgusto. Immagini di demoni divoranti cadaveri e di zombie – i “morti viventi” – mi balenarono nella testa.
Lynne mi incoraggiò di andare avanti, ma mi sentii in trappola, una claustrofobia terribile, come una persona sepolta viva nella bara – solo che il mio era lo spazio di una cabina armadio con muri che contenevano tutta l’energia delle mie stesse credenze legate alla terra. Una consapevolezza cominciò ad affiorare sul margine della mia coscienza. La identificai come resistenza e miscredenza che veniva proiettata come barriera o muro aurico nella vita ultraterrena, che esisteva come un blocco d’energia sublimato, represso nella mia vita corrente.

Lynne continuò a chiedermi di descrivere quello che stava succedendo e quello che stavo sperimentando, incoraggiandomi gentilmente ma con fermezza a guardare se vedevo il mio insegnante spirituale. Passarono forse un minuto o due, quando all’improvviso una figura maschile dominante con un fisico potente si manifestò nel muro aurico. Vestito di una tenuta rossa che accentuò la sua muscolatura e provvisto di ornamenti che indicavano il suo livello di sviluppo nella gerarchia del mondo spirituale, egli sprigionò un senso di padronanza e controllo. La sua aura si estendeva sopra il muro aurico come una gomma per cancellare, dissolvendo la barriera, ed aprì un’enorme vista di spazio illimitato. La mia rabbia e il mio terrore svanirono in presenza del cosmo. Intuii un regno di possibilità illimitate. Nello stesso momento tutti gli effetti che avevo sopportato nel mio corpo – la lotta per sopravvivere, le ferite emotive, le paure e le limitazioni generate dalle mie credenze – scomparvero immediatamente, come una goccia di inchiostro dissolta nella vastità dell’oceano. Un nuovo senso di essere si destò in me – quello di un esploratore dell’universo. Sentii un impeto espansivo di energia inondare il mio spirito. Il figliol prodigo stava tornando a casa ! Il mio spirito era guarito !
Lynne mi aveva regredito perché aveva bisogno di documentare quattro storie di casi per completare la sua certificazione come Terapeuta di Regressione Spirituale nella Vita fra le Vite. Aveva appena finito un workshop con Michael Newton, un psicoterapeuta che fu pioniere usando l’ipnosi per esplorare i ricordi e le esperienze della vita dopo la morte. I suoi due libri bestseller, Il Viaggio delle Anime e Il Destino delle Anime, sono basati sulla sua ricerca estesa e forniscono una mappa vivida dell’esistenza dell’anima fra le vite fisiche sulla terra. Attraverso la sua ricerca Newton ha sviluppato un protocollo ipnoterapeutico chiamato a proposito Terapia di Regressione Spirituale della Vita Fra le Vite (VFV), permettendo ai suoi clienti di accedere alla memoria che l’anima ha della sua esistenza nei regni spirituali e su altri pianeti fra le incarnazioni.
“VFV non è ipnoterapia nel senso tradizionale, dove un cliente cerca aiuto per un problema specifico, come un aiuto per una fobia, una paura irrazionale, il fumo, il troppo cibo o per aumentare le prestazioni o la memoria,” dice Allen Chips, direttore dell’Eastern Institute di Ipnoterapia. Il dr. Chips è uno specialista nell’accedere alle dimensioni superiori di coscienza attraverso l’ipnosi. “Il cliente tipico che arriva per fare il VFV,” così dice, “è principalmente interessato ad accrescere la sua consapevolezza spirituale.”

Come tradizionalista, Newton fu altamente scettico sull’uso dell’ipnosi per la regressione metafisica finché scoprì la fonte del dolore che un cliente aveva avuto da una vita – una ferita da baionetta ricevuta in una vita passata come soldato. Più tardi, durante una regressione con una donna che era disturbata da sensazioni di solitudine, egli si imbatté inavvertitamente nella scoperta che avrebbe cambiato direzione alla sua carriera per le due decadi successive. Quando Newton le suggerì di andare alla fonte della sua perdita, ella sbottò: “Sento la mancanza di alcuni amici nel mio gruppo e per questo mi sento così sola sulla terra.” “Dove sono questi amici ?” egli domandò. “Qui,” ella rispose, “e proprio adesso li sto guardando.”
Newton si rese conto che accedere al mondo degli spiriti attraverso l’ipnosi era un’estensione della regressione nelle vite passate. “Trovai che era possibile guardare nel mondo degli spiriti attraverso l’occhio della mente di un soggetto ipnotizzato che mi poteva fare un rapporto sulla vita fra le vite sulla terra.” Per i successivi venti anni egli raccolse i dati da centinaia di clienti le cui storie erano la base dei suoi libri.
Via via che la sua ricerca progredì egli trovò che le anime più vecchie, più avanzate erano attratte dalle regressioni VFV e le richiedevano. Le anime più giovani sono di gran lunga più interessate alla regressione nelle vite passate e alle sfide di potere, fama e sesso, egli concluse. Le anime vecchie, avendo sperimentato molti cicli di incarnazioni, erano interessate nella crescita spirituale e nel servizio e dimostrarono maggiore pazienza.

“Avere una conoscenza cosciente della vita della loro anima nel mondo degli spiriti ed un’esistenza fisica sui pianeti dà a queste persone un senso più forte di direzione ed energia per la vita,” il dr. Newton trovò.
Nel 1998 Allen Chips, a capo dell’Associazione Nazionale di Ipnoterapeuti Transpersonali, vide un’opportunità di integrare i metodi di addestramento che egli aveva sviluppato per l’ipnoterapia transpersonale con l’ampia parte di ricerca di Newton. Egli suggerì a Newton, ora quasi in pensione, di disegnare insieme un programma di certificazione di livello professionale per ipnoterapeuti. Newton acconsentì. Nel settembre del 2001 il primo programma di certificazione per la Vita fra le Vite venne offerto a Virginia Beach, e mia moglie, assistenze di ospizio, specialista per traumi e perdite, consulente scolastica e terapeuta di regressione, si iscrisse. In quattro e quattr’otto la regressione spirituale diventò una parte importante della sua pratica – ed io ottenni la mia prima esperienza cosciente di un’esistenza oltre il corpo.
Negli ultimi decadi c’è stata un’esplosione di interesse per la sopravvivenza dopo la morte fisica. La ricerca innovatrice del dr. Moody e le esperienze di premorte di altri ci hanno dato dei racconti plausibili di ciò che accade nei primissimi minuti dopo la morte: l’esperienza del tunnel, l’ingresso in un regno di luce e colore vividi, l’incontro con persone care o con delle guide spirituali e l’analisi della vita passata. Coloro che tornano “a casa” prima del tempo a causa di malattia o incidenti raramente desiderano riprendere la loro vita sulla terra. Solo un forte legame con quelli che sono rimasti sulla terra ed un senso di affari non portati a termine prevale su questo desiderio e porta l’anima indietro.
Ma che cosa succede all’anima quando la morte è definitiva? Dove va ? Che cosa fa ? Le sedute spiritiche, i messaggi provenienti da esseri superiori o persone care dipartite trasmessi tramite medium, i messaggi e le comunicazioni psichici provenienti dall’”altra parte” che arrivano attraverso sogni o impressioni intuitive non fanno che rendere più profondo il mistero della vita dopo la morte e mettono in risalto quanto poco sappiamo – o ricordiamo – delle nostre stesse esperienze nel mondo degli spiriti.
In una regressione precedente con Lynne rivissi una vita passata in cui soffrivo per una salute in deterioramento a causa di una malattia venerea e di alcolismo. Quando morii, scivolai fuori dal corpo e mi ritrovai immediatamente nel posto in cui avevo sperimentato il massimo amore nella mia vita – nella fattoria dei miei nonni, dove i miei genitori mi avevano lasciato da bambino. Diventai un “fantasma” che vagava per l’edificio senza alcun contatto e senza aver un altro posto dove andare, finché mio nonno, nello spirito, venne per portarmi nella Luce. Mentre quella non fu una vita di grande progresso spirituale, e nella morte diventai uno spirito legato alla terra, fu affascinante sperimentare un’esistenza oltre il corpo e l’amore di mio nonno come guida degli spiriti. Colsi un soffio di immortalità.
In una seduta di Vita Fra le Vite il cliente viene dolcemente guidato in uno stato profondamente rilassato, altamente cosciente, attraverso suggestioni ipnotiche specializzate per portarlo ad uno stato di onde cerebrali di livello teta, o supercosciente. Al livello supercosciente, si evita la mente critica e si accede alle facoltà intuitive. Il cliente è in grado di sperimentare le dimensioni non fisiche dell’anima. Michael Newton scoprì che i soggetti, quando vengono regrediti a questo livello, non sono particolarmente motivati a dare spontaneamente delle informazioni su tutto il campo d’azione dei soggiorni dell’anima nei regni dello spirito. Sono necessarie parole e frasi specifiche per aprire certi centri di memoria, ed occorre avere la sensibilità di sapere quando chiedere le informazioni al cliente. Ogni seduta, ogni viaggio e tutte le sue condizioni sono unici per ogni individuo.
“Non ci sono ricette di cucina da seguire,” consigli Lynne ai clienti.
Newton descrive un regno degli spiriti che è coerente con i racconti trovati nei rapporti sulla premorte, ma fornisce molti più dettagli. Vengono registrate tutte le fasi che un’anima attraversa passando da una vita a quella successiva. Riunioni di famiglia, spiriti guida, insegnanti, gruppi di
anime, biblioteche ed il Consiglio degli Anziani che guidano l’evoluzione dell’anima fanno tutti parte del passaggio alla rinascita. L’ultima fase prima della rinascita di un’anima ha luogo nella Camera della Scelta della Vita. Qui una varietà di scenari di vite future viene presentata all’anima che è sul punto di incarnarsi, e ne viene scelta una basata su questioni karmiche non risolte e/o lezioni e sfide accettate dall’anima per la crescita e lo sviluppo. Una volta che la vita è stata scelta, essa diventa il “contratto sacro” di quell’anima, per usare il termine di Caroline Myss. Nel suo libro, Contratti Sacri, Myss racconta una storia dalla Repubblica di Platone riguardo all’esperienza della “vita fra le vite” di un soldato di nome Er. Tenendo conto delle differenze culturali di mito e simbolo, la descrizione delle fasi che un’anima attraversa prima di reincarnarsi nuovamente sulla terra è notevolmente simile alle esperienze dei clienti di Newton sotto ipnosi. Nel racconto di Platone, appena prima dell’incarnazione, una grande varietà di “vite esempio” di ogni tipo e condizione viene esposta alle anime che sono pronte a tornare. L’insegnate spirituale elevato che guida il processo dice alle anime che la vita che scelgono sarà il loro destino.
Una volta che la vita futura è stata scelta e che le sfide ed il karma accettati dall’anima sono stati inseriti nel disegno, viene indotta l’amnesia, e l’anima viaggia su un raggio di luce fino nel grembo della madre in attesa. L’amnesia è essenziale per proteggere l’anima dal rimanere cosciente delle conseguenze delle situazioni che aveva preselezionato per le sue lezioni nella sua nuova vita. Per esempio, chi entrerebbe in un rapporto di matrimonio sapendo che sarebbe finito con il divorzio o con la morte inaspettata del coniuge ? O metterebbe il suo futuro finanziario nelle mani di qualcuno che lo tradirà ?
Uno dei clienti di Lynne aveva una reputazione di donnaiolo con l’incapacità di impegnarsi in un rapporto. Durante la sua regressione egli venne a sapere dal sul insegnante spirituale elevato che in una vita precedente aveva tenuto un harem ed era stato crudele ed insensibile con le sue mogli e concubine. Per affrontare questo karma egli scelse una vita caratterizzata dalla sfida di dover terminare un rapporto dopo l’altro in modo positivo, sperimentando il rifiuto e le ferite da parte delle donne che mettevano fine a questi rapporti. Per la sua vita attuale, la decisione della sua anima era di superare questo karma e di concentrarsi sullo sviluppo della sua capacità notevole come guaritore energetico. Tutto questo, così rivelò il suo insegnante spirito, verrebbe assolutamente minato da un impegno in un rapporto monogamo.
Attraverso il lavoro di regressione spirituale impariamo che quando lasciamo il corpo e passiamo dall’altra parte, cominciamo a perdere la personalità e le condizioni della vita e dei tempi che abbiamo appena vissuto. Via via che quell’energia se ne va, la consapevolezza totale dell’anima diventa soltanto la verità. La verità diventa lo sfondo per tutte le valutazioni, i giudizi, le raccomandazioni ed i suggerimenti che l’anima riceve dalle sue guide, dagli insegnanti e dal Consiglio degli Anziani. Ogni anima ha il suo proprio consiglio di anime altamente avanzate che guidano l’evoluzione dell’anima. Non ci sono giudizi bruschi o condanne. Tutte le valutazioni vengono soffuse con amore. Quando un’anima ripassa i suoi errori e i suoi sbagli è più una consapevolezza di “ops, ho sprecato quel rapporto. Dovrò ripeterlo,” come disse un cliente. E questo va bene perché questa è una scuola. Se non si passa un esame, non si rinuncia. E’ semplicemente un appello per maggiore studio, maggiore concentrazione e autodisciplina. In una regressione una cliente di Newton indicò che, dopo essersi tolta la vita in diverse vite, ella restava “a scuola” per oltre 100 anni terreni prima di incarnarsi di nuovo.
“Ricordo una volta,” Lynne dice, “che ho fatte delle domande su una cliente al Consiglio degli Anziani. Stavo cercando il loro consiglio su come ella avrebbe dovuto lavorare con i problemi che aveva. Il suo Consiglio rispose:’ Non si è forse rimessa volta dopo volta ? Non continua forse a tentare ?’ Questo era molto importante per loro. Loro non mettevano il punto sull’avversità che ella incontrava ma sulla sua risposta ad essa. E’ questo che loro tenevano in grande considerazione.”
Ella scoprì che il lavoro con la regressione spirituale dimostra continuamente che l’anima che è assillata da difficoltà può raggiungere le realizzazioni spirituali più grandi, più di quanto noi altri possiamo immaginare. Più avversità riusciamo a superare, più grande è la gioia in cielo.

Sulla terra giudichiamo le apparenze, e chiamiamo le persone fallite o peggio se non raggiungono certi criteri culturali o sociali. Mentre invece il Consiglio di Anziani di quell’anima possono vedere lui o lei come un campione. Nei primi anni dell’A.R.E. qualcuno chiese ad Edgar Cayce in trance perché l’Opera non riusciva. La risposta dall’alto livello spirituale fu enfatica. Non c’era fallimento ! L’Opera stava riuscendo molto meglio di quanto persino gli angeli si fossero aspettati ! Il progresso non era in misura lineare, ma c’era attraverso la profondità, l’amore e la tenacia spirituali di chi era impegnato nell’Opera.

Michael Newton documentò 3500 regressioni per compilare il materiale per il suo libro. I dettagli, da clienti di tutte le età, origini e filosofie, dagli ateisti e agnostici ai mistici e saggi, sono sorprendentemente coerenti. Eppure, per quanto sia altamente dettagliata questa mappa del regno spirituale, vi echeggiano le verità eterne: Dio è amore. Noi non siamo soli. La vita ha un significato ed uno scopo. L’amore non è mai perduto. E nei problemi che ci tormentano e nelle montagne di pene emotive che sperimentiamo sulla terra troveremo un disegno per l’evoluzione della nostra anima. Avere la meglio su quelle sfide è, in verità, la strada verso il cielo e verso la pace oltre ogni comprensione.
“L’universo è un posto amico ?” chiese Einstein. Egli considerava questa come la domanda più importante per noi da risolvere. Attraverso il lavoro di Michael Newton e per coloro che volano sotto le sue ali, la risposta è: “Sì, sì. Eternamente sì.”
Venture Inward, novembre/dicembre 2002

http://www.edgarcayce.it/articoli/40.htm