Rispondi a: Misteriosa luce blu a spirale in Norvegia.

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sev7n
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Nella notte tra l'8 e il 9 scorso dicembre in norvegia quando e' comparso il famoso fenomeno della spirale misteriosa nei cieli della Norvegia, da qualche parte, in Svizzera…..

Il punto sul LHC – Si apre un mondo mai esplorato dall'uomo.

Avremo parecchie sorprese, nelle prossime settimane e mesi, dal Large Hadron Collider di Ginevra. La certezza si conferma ogni giorno, con le nuove messe a punto della macchina che ancora non si sta esprimendo al massimo delle sue potenzialità. Faremo bene tutti a non perderla di vista, anche perchè conseguenze importantissime potrebbero derivarne, per l'intera conoscenza scientifica.

Ma qual'è il punto esatto della situazione ? Nella notte tra l'8 e il 9 scorso dicembre, nel superacceleratore del Cern di Ginevra sono nuovamente avvenute collisioni di particelle alle energie piu' alte mai raggiunte al mondo, pari a 2.360 miliardi di elettronvolt, o 2,3 TeV.

E' un'energia da record, anche se e' ancora molto lontana da quello che sara' il traguardo finale, con 14 TeV. I fisici sono tutti d'accordo nel riconoscere che le nuove collisioni ottenute sono una 'paginetta di esercizi' per una macchina che sta imparando l'Abc della fisica, ma sono comunque una prima assoluta. Possono essere considerate la prima occhiata a un mondo completamente sconosciuto.

– UNA RAPIDISSIMA OCCHIATA: e' stata un'occhiata rapidissima, durata appena tre minuti. “Il grande risultato e' di avere tenuto sotto controllo entrambi i fasci di protoni, ognuno all'energia di 1,18 TeV”, ha detto all'ANSA dal Cern Guido Tonelli, responsabile dell'esperimento Cms (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro in corso all'Lhc. Prima d'ora i due fasci erano stati portati alla stessa energia solo singolarmente, prima l'uno e poi l'altro. “Siamo veramente all'inizio”, ha osservato, ma quanto e' accaduto e' “un'ottima indicazione sulla direzione verso la quale stiamo andando”.

– RODAGGIO SORPRENDENTE: per il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio, “e' importante che apparati sperimentali siano gia' in grado di riconoscere gli eventi: e' una capacita' cruciale per capire anche i segnali piu' remoti”. La vera sorpresa e' pero' “il record di efficienza che sta dimostrando anche la grande squadra che segue l'Lhc: l'allenamento dei mesi passati – ha aggiunto Petronzio riferendosi alla lunga pausa dopo il guasto del 19 settembre 2008 – sta producendo effetti incomparabili. Ci aspettavamo che quel lavoro avrebbe portato a capacita' di analisi elevate, ma non immaginavamo questi livelli da record”.

– PRIME COLLISIONI: sono avvenute in modo abbastanza casuale perche' l'obiettivo principale dei fisici era governare i fasci di protoni. “In alcuni punti – ha spiegato Tonelli – i due fasci si sono comunque avvicinati al punto da provocare alcune collisioni, che sono state osservati dall'esperimento Atlas”. Solo in una seconda fase le collisioni non saranno piu' casuali e questo accadra' quando i fasci verranno guidati. Anche secondo Petronzio, “l'energia di queste prime collisioni non e' ancora il futuro: c'e' anche un problema di intensita', o di luminosita', intesa come capacita' di poter vedere dettagli”.

– I NUOVI PASSI: nelle prossime notti i fasci torneranno a girare nel superacceleratore a un'energia piu' bassa, pari a 900 miliardi di elettronvolt per fascio, ma lo faranno con un numero doppio di particelle: ognuno portera' quattro “pacchetti” da oltre dieci miliardi di protoni (contro gli attuali 5-6 miliardi): “da qualche collisione al secondo, potremmo osservarne un numero variabile da 10 a 100 al secondo”, ha detto ancora Tonelli. Le prime collisioni all'energia di 2,36 TeV sono invece attese prima di Natale.

fonte ANSA – http://mysterium.blogosfere.it/