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elerko
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Il comico Daniele Luttazzi accusa Silvio Berlusconi di censurare i mezzi di informazione
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato sabato 16 maggio 2009 in Gran Bretagna.
[The Times]


Daniele Luttazzi rivendica più forte che mai il suo ruolo di paladino contro la “censura invisibile” voluta da Silvio Berlusconi. Il presentatore televisivo ed attore comico che 8 anni fa osò criticare il Presidente del Consiglio italiano nel suo spettacolo notturno fu citato in giudizio e oscurato mediaticamente.

Nella sua prima intervista ad un giornale britannico, Luttazzi ha accusato il miliardario 72enne di aver orchestrato una campagna di tacitazione per evitare che giornalisti e comici esprimano anche il minimo accenno di dissenso in televisione. “Io lo chiamo fascismo ‘Lite’” ha detto al Times Luttazzi, 48 anni.

Il comico è stato citato in giudizio per 20 milioni di Euro – una causa intentata da Berlusconi e tre da sue società – dopo essere stato accusato di diffamazione durante un’intervista televisiva nel 2001. Dopo aver atteso per quattro anni che il procedimento seguisse il suo lento iter nei tribunali, Luttazzi ha vinto. A Berlusconi sono stati addebitati i costi del processo.

Dice di essere praticamente disoccupato in un paese in cui la maggior parte dei mezzi di informazione è nelle mani dal potente protagonista della sua satira. “Ho vinto” ha detto Luttazzi. “Ma il danno è stato fatto.”

In un paese con molti talkshow politici in onda in prima serata, Luttazzi era insolito per il suo stile deliberatamente provocatorio. Si è guadagnato una solida reputazione per le sue battute di cattivo gusto e la sua propensione a sfidare tabù religiosi, sessuali e politici che i suoi rivali tradizionali non avrebbero osato toccare.

Luttazzi afferma che la continua elusione da parte di Berlusconi delle domande riguardanti la sua relazione con Noemi Letizia rappresenti il culmine di anni di restrizioni striscianti della libertà di stampa.

“Berlusconi ora è come Superman, ma non c’è la kryptonite” ha affermato. “Il danno è stato fatto e la democrazia è stata corrotta. Non viviamo più in un paese pienamente libero.” Sostiene, inoltre, che il terribile periodo seguente la sua fatale intervista del 2001 ad un giornalista di cronaca giudiziaria, Marco Travaglio, sia stato un segno premonitore di ciò che sarebbe accaduto sotto il regime di Berlusconi.

Il presentatore aveva invitato Travaglio al suo talkshow in onda sul canale di stato RaiDue, durante la campagna elettorale, per discutere del suo nuovo libro, che esaminava la nascita dell’impero mediatico di Berlusconi. Durante la trasmissione discussero delle presunte connessioni mafiose di Marcello Dell’Utri, il politico siciliano che era stato il braccio destro di Berlusconi e il fondatore del suo partito politico, Forza Italia.

Lo show fu cancellato, ma i produttori affermarono che la decisione venne presa in totale autonomia. Berlusconi citò in giudizio Luttazzi a titolo personale. Vi furono inoltre altre tre cause intentate: una da 2.5 milioni di euro dalla Fininvest, l’attività finanziaria di Berlusconi, una da 2.5 milioni di euro da Mediaset, il canale televisivo commerciale fondato da Berlusconi, che rimane il suo maggior azionista e un’altra causa da oltre 5 milioni di euro da parte di Forza Italia.

Tre mesi più tardi Berlusconi trionfò alle elezioni, ricevendo il suo secondo incarico non consecutivo come Presidente del Consiglio. “Si immagini Gordon Brown che cita in giudizio Paul Merton perchè non gli piaceva quello che aveva detto in Have I Got News for You! [Celebre programma televisivo britannico, N.d.R.]. Il problema è il sistema politico. Infrange due diritti: la mia libertà di espressione personale e la libertà del pubblico di ascoltarmi”. “Questa è censura ed è inaccettabile.”

Il presentatore fa notare che Dell’Utri dopo di allora è stato condannato per evasione fiscale, falso in bilancio e, in primo grado, per collusione con la mafia siciliana. È stato condannato ad oltre dieci anni di carcere, ma non ha mai messo piede in prigione.

Luttazzi non può celare la sua rabbia. “Per me l’editto bulgaro è ancora in vigore.” Si riferisce alla scellerata frase del Presidente del Consiglio pronunciata durante la visita in Bulgaria nel 2002. Alludendo a Luttazzi e ad altri due giornalisti televisivi italiani, Enzo Biagi e Michele Santoro, Berlusconi disse: “L’uso che hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è criminale. Credo sia dovere della nuova direzione [della televisione di stato, RAI] evitare che ciò accada di nuovo.”

Tutti e tre videro i propri programmi cancellati, sebbene le comunicazioni ufficiali dell’azienda negarono qualsiasi collegamento con le dichiarazioni di Berlusconi. Ma non furono i soli. Nel 2003 la comica Sabina Guzzanti si vide cancellare il proprio show satirico, RaiOt, dopo la prima puntata, in seguito alla citazione in giudizio per diffamazione da parte di Mediaset.

All’incirca nello stesso periodo in cui Luttazzi realizzò la sua intervista televisiva, Berlusconi fece causa al giornale The Economist per il suo articolo di copertina dell’aprile 2001, il cui titolo recitava “Perché Silvio Berlusconi è inadatto a governare l’Italia”. Perse la causa. Lo scorso anno un tribunale di Milano ha respinto la citazione.

Luttazzi, che ora lavora in teatri d’avanguardia, dice: “E’ stato difficile per me.” Non esiste più alcun programma satirico nella televisione Italiana. Equipara il livello della libertà di stampa in Italia con quella del periodo fascista. Ha dichiarato: “Oggigiorno ti non uccidono più, ma ti costringono all’esilio mediatico.”

Un collaboratore di Berlusconi si è rifiutato di commentare le accuse di censura. Ha dichiarato al Times: “Basta leggere i giornali, per accorgersi che ognuno è libero di criticare chi vuole.”

Articolo originale http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6297041.ece

Fonte: http://www.fc20.org/index.php?option=com_content&view=article&id=357:il-comico-daniele-luttazzi-accusa-silvio-berlusconi-di-censurare-i-mezzi-di-informazione-&catid=137:satira