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marì
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E’ iniziata la vera emergenza
di
RedO

Vivo sulla costa adriatica abruzzese, a 15 km. dalle prime case dichiarate inagibili, a meno di 100 km. di strada dall’epicentro del sisma che il 6 aprile ha devastato L’Aquila ed altri centri della regione.

E’ passato più di un mese e al TG5 o su Rai-Tre Regione Abruzzo parlano di fase 2, quella che segue l’emergenza ormai terminata. In TV ora parlano di villaggi temporanei, e di carotaggi per progettare le fondazioni e l’isolamento sismico. Per progettare al meglio… 20 insediamenti abitativi ben disegnati, ammiccano dallo schermo. Evitare baraccopoli provvisorie, questo è l’obiettivo immediato, e se proprio dovessero esserci è solo in posti come Onna ad esempio, perchè lì la gente vuole restare vicino alle sue case. Poi passano le immagini della delegazione francese che studia il sito del G8, seguite da quelle di un assessore campano, venuto a firmare un protocollo di intesa con l’omologo abruzzese per fornire aiuto.

Riavvolgo il nastro: “Terminata l’emergenza… Terminata l’emergenza…”. Poi arrivano i soliti servizi dei giornalisti d’assalto, che dedicano il doppio del tempo speso a parlare delle speranze dei senzatetto, a parlare della gara fra risotti alla milanese e della mostra dei cioccolatai belgi. Purtroppo non è una battuta.

“Terminata l’emergenza”, ci dicono, con migliaia di persone in tenda, con migliaia di persone temporaneamente dislocate sulla costa. Tra qualche giorno faranno vedere com’è divertente stare in tenda d’estate, …

… ci spareranno due chitarre e un fuocherello fuori dalle tende, seguiti rigorosamente dai primi bagni a Mondello, e tutti saremo più tranquilli. Anzi, sotto il solleone qualcuno invidierà anche i fortunatissimi sfollati sulla costa che, a spese dello stato, si godono quella meravigliosa sabbia fine e bianca. Del resto, la amavano così tanto da utilizzarla nelle colonne portanti di casa.

E così ad emergenza finita ognuno sarà libero di esprimere quello che ha dentro, senza vergogna e senza manti pietosi, dato che in TV dei morti non si parla più. Addirittura Obama andrà a L’Aquila: cosa aspettano i “vacanzieri” terremotati a tornare a casa? Anzi, già che ci siamo, perchè aiutarli noi a ricostruire quello che loro hanno malcostruito? E quelle storielle di terremotati, che circolano già da queste parti, che parlano sempre di maleducati senzatetto arraffoni o cinici mercanti approfittatori di questa favorevole situazione, saranno sempre più sulla bocca di tutti.

Nessuno ripenserà a quelle donne arrivate ancora in pigiama due giorni dopo il terremoto, nessuno ricorderà i tanti deboli travolti da questa tragedia, nessuno saprà di quelli che ancora oggi girano con le scarpe piegate dietro, tipo pantofola, perchè non hanno trovato quelle della loro misura.

Basterebbe fare un giretto sul posto e guardare in faccia questi delinquenti che vivevano nelle case dei padri, basterebbe ascoltare con attenzione le domande idiote fatte dai camerieri col microfono – i nostri giornalisti – a incravattati generali e incipriate generalesse di questo o quel corpo protettore di civili. Vi rendereste conto di quanto l’emergenza non sia finita, e che la vera emergenza stia nell’interesse a farci voltare dall’altra parte, per ricominciare a fare i propri comodi.

Finiti gli spot in TV i nostri concittadini, degradati a nullatenenti dalla natura, finiranno allegramente sullo stesso gradino sul quale releghiamo i più poveri. Quale gradino? Quello che gli pare, purchè non sia il nostro, e purchè stia lontano dal nostro.

Distratti dai barconi, ma abituati a respingere chi navighi bisognoso verso il nostro portafoglio, dimentichiamo facilmente che a pochi chilometri da casa nostra c’è chi fa pipì in un bagno chimico e già in questi giorni vive a 40° di temperatura nelle spianate attrezzate di tende.

Per loro moltissimi di noi hanno dato anche più di quello che potevano, in termini di tempo e di denaro, altri hanno devoluto l’sms di prassi e magari oggi si chiedono perchè uno viva addirittura in una casa non antisismica ed abbia bisogno dell’aiuto incondizionato di altri per ricostruirla.

La percezione sterilizzata delle tragedie a cui ci ha abituato la TV, l’inconsapevolezza di quel che succede a pochi passi da casa nostra se i media non ce la raccontano, ci porta, erroneamente, a credere di poter esprimere opinioni completamente slegate dalla realtà che vivono i protagonisti di queste tragedie. Tanto chi soffre sta al di là dello schermo, male che vada cambiamo canale.

E’ la solidarietà, la pietà per chi soffre, ad essere in vera emergenza, bisognosa di decreti, soglie e leggi per essere esercitata.

Un sisma che ha disastrato le coscenze, con i sussulti della miseria che avanza e le onde sismiche dei servizi che vengono sempre più tagliati. Ognuno di noi vive sempre più arroccato a difesa dei suoi pochi privilegi, pronto a cannoneggiare chiunque tenda la mano bisognoso.

E meno male che L’Aquila non è troppo a nord ne troppo a sud, che gli abitanti non sono abbastanza scuri o gialli da suscitare i soliti discorsi, che a pezzi siano cadute cupole e campanili e non minareti o templi d’altra foggia.

Altrimenti si rischiava che in autunno qualcuno proponesse di imbarcare quei poveretti verso sud, con la scusa di non fargli soffrire il rigido inverno abruzzese.

RedO (un nostro iscritto)

fonte
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3199

[color=#0000ff]Il governo dice:[/color]

TERREMOTO ABRUZZO/ Berlusconi: buone possibilità per zona franca

lunedì 25 maggio 2009

«Zona Franca? Non ci sono state resistenze da parte del presidente della Commissione Barroso: ora dipende dall'Ue, ma abbiamo buone prospettive per ottenerla». Così il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in una intervista realizzata a Roma da dall'emittente tv abruzzese Rete 8 ha risposto sull'ipotesi di realizzare in Abruzzo, una zona esentasse nel cratere del sisma del 6 aprile scorso.

Berlusconi ha spiegato inoltre che il Decreto «conferma gli impegni del Governo: ricostruzione del 100% delle case distrutte; L'Aquila non vedrà la delocalizzazione dei servizi e dell'università; e stiamo studiando un sistema, con il sindaco Cialente, per l'effettiva erogazione dei soldi alla presentazione delle fatture per la ricostruzione».

fonte
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=22201

[color=#0000ff]intanto:[/color]

25-05-2009
TERREMOTO: DA REGIONE ABRUZZO FONDI AD UNIVERSITA' DELL'AQUILA

(ASCA) – L'Aquila, 25 mag – La giunta regionale abruzzese su proposta dell'assessore all'Ambiente, ha approvato la concessione di un contributo di 36mila euro all'Universita' degli studi dell'Aquila per il completamento del corso di Studi in Scienze Ambientali. L'intervento regionale sara' utilizzato per la copertura dei costi di soggiorno di studenti e docenti per i giorni necessari sino alla chiusura della sessione. ''La Regione Abruzzo – dice l'assessore all'Ambiente, Daniela Stati – ha ritenuto opportuno soddisfare prontamente la richiesta presentata dal corso in Scienze Ambientali dell'Universita' dell'Aquila, appartenente alla rete regionale dei centri di educazione ambientale.

Questo sostegno economico, quindi, permette di completare la sessione presso il Centro di educazione ambientale 'Bellini' di Penne, in possesso di una struttura in grado di garantire l'ospitalita' e l'attrezzatura idonea al proseguimento dell'attivita'''. L'evento sismico, infatti, ha causato gravissimi danni strutturali a molti degli edifici pubblici dell'Aquila, e fra questi, anche l'Universita', che si e' trovata impossibilitata a garantire la regolare conclusione, nelle sedi istituzionali, delle attivita' didattiche dell'anno accademico 2008/2009. ''Con questa iniziativa – ha proseguito – si e' cercato di limitare per quanto possibile il disagio degli iscritti al Corso di laurea in Scienze ambientali e, nello stesso tempo, di continuare la strada del rafforzamento dei legami e delle collaborazioni fra i Centri di educazione ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo''.

res-rus/sam/bra

(Asca)

http://www.asca.it/regioni-TERREMOTO__DA_REGIONE_ABRUZZO_FONDI_AD_UNIVERSITA__DELL_AQUILA-399956–.html

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