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#124014

marì
Bloccato

DROGA – Veniamo ad alcune parti piuttosto controverse della missiva, poste in fondo con una malcelata abilità narrativa: “Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla.” e “Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che ‘quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente‘”. Sinceramente è difficile verificare fatti del genere. Che il governo stia sfruttando i terremotati come spot è indubbio, così come è indubbio che in situazione caotiche possano girare stupefacenti e affini, ma rimane il fatto che si tratta di racconti difficilmente verificabili. Alcuni aquilani con cui ho parlato non mi hanno fatto parola di fatti del genere e, probabilmente, volendo dare la massima fiducia al cronista improvvisato, si tratta di casi avvenuti in alcune delle tende. Dubito fortemente che lì dove ci sono famiglie con nonni e bambini la droga circoli all’aria aperta e dubito fortemente che le tendopoli si siano trasformate in tante Sin City in miniatura. Resta il fatto che mesi di convivenza a stretto contatto nelle tende, con poco da fare e una città distrutta alle spalle, posa portare a fenomeni di nervosismo diffuso con scoppi di ira, soprattutto se si è costretti a guardare l’organizzazione faraonica di un evento che porterà ben pochi benefici alla città e che più passano i giorni e più inquieta per i possibili rischi, resi urgenti dai fatti di Torino e dalle dichiarazioni della autorità locali come quella del Procuratore Rossini: “Oltre all’inchiesta e all’attività ordinaria, c’é da considerare il fatto che con l’arrivo del G8 ci potrebbero essere coloro che vogliono sfruttare questo aspetto per fare sentire le loro ragioni. Se ci saranno disordini dovremo occuparci anche di questo aspetto penale” (fonti 1 e 2) o quella di Cristiano Leggeri, segretario dell’UGL, che commentando gli scontri di Torino ha detto “rappresentano un preoccupante campanello d’allarme in vista del prossimo vertice del G8 che si svolgerà a L’Aquila tra poco più di un mese” (Fonte). http://blog.rl1.it/?p=5301

DULCIS IN FUNDO – Va infine considerato un altro fatto, forse il più importante per capire il disagio della popolazione e quello che andrebbe denunciato con maggiore forza: è ufficiale che il terremoto è stato classificato dalle autorità italiane come di valore 5.8 sulla scala Richter, mentre gli istituti di geofisica internazionali lo hanno classificato di grado 6.3, considerando il picco del sisma invece del valore medio delle scosse. Questo comporterà un rimborso soltanto parziale dei costi sostenuti dalla popolazione per la ricostruzione delle case (il rimborso totale scatta superato il sesto grado), rimborso spalmato dal decreto abracadabra http://www.giornalettismo.com/archives/25076/decreto-terremoto-o-decreto-abracadabra/ lungo un periodo di oltre trent’anni. Ovviamente molti non hanno preso bene la notizia e tra le tende si è formato un comitato spontaneo, ribattezzato “6.3“, che sta girando tenda per tenda per informare la gente dei rischi. Un rimborso spalmato su trent’anni significa che la popolazione dovrà anticipare i soldi per ricostruire le case e non tutti possono permetterselo. Che siano i soliti soldi a risvegliare la coscienza degli aquilani?

fonte
http://www.giornalettismo.com/archives/26934/quello-che-il-sisma-non-dice-2/

~grrr