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Il decreto Abruzzo resta immutato: la protesta cresce

Enzo Mangini
[12 Giugno 2009]

La commissione ambiente della Camera ha bocciato tutti gli emendamenti che avrebbero dovuto «migliorare» il testo. Il 15 l'aula discuterà lo stesso decreto già contestato da sindaci e cittadini. Il 16 manifestazione a Roma.

La delusione è palpabile, concreta. Tutte le promesse della vigilia, soprattutto quelle del governo e della sua maggioranza, sono state disattese. La Commissione ambiente della Camera ha bocciato, mercoledì, tutti gli emendamenti che erano stati presentati dalle opposizioni e non solo per migliorare il lacunoso testo del decreto Abruzzo già approvato dal Senato il 31 maggio. E’ il testo contro cui hanno protestato i cittadini aquilani il 30 maggio, quando alcune centinaia di persone hanno simbolicamente violato la zona rossa del centro storico. E’ il testo contro cui hanno protestato i sindaci del cratere il 3 giugno, quando hanno manifestato nella villa comunale dell’Aquila per chiedere più fondi, modi di erogazione certi e più potere delle amministrazioni locali. E’ il testo, infine, contro cui sono mobilitati i comitati aquilani, a partire dalla rete 3e32 e dal Collettivo 99, che temono che l’arrivo dei moduli C.a.s.e. e il sistema di erogazione dei fondi previsto dal governo, possano essere i colpi di grazia sulla vita e sul futuro dell’Aquila.
Nella zona del capoluogo abruzzese continuano gli scavi per la costruzione delle piattaforme di cemento, con relativi ammortizzatori, sopra le quali saranno posti i C.a.s.e., progettati dalla Protezione civile, attraverso l’Eucentre di Pavia. Parallelamente, per i comuni «minori» colpiti dal sisma, il sottosegretario Guido Bertolaso ha previso l’impiego di casette di legno e prefabbricati rimovibili, dove piazzare gli sfollati fino a quando le case meno danneggiate saranno riparate. Nella zona, però, cresce soprattutto la rabbia contro il governo che aveva promesso di tenere conto delle lamentele dei cittadini e dei sindaci e invece ha mantenuto fermo il testo approvato dal senato. «False promesse per accaparrare voti – scrive sul suo sito web la rete 3e32 – Promesse non mantenute pochi giorni dopo, all’indomani del voto». I comitati abruzzesi, impegnati nella campagna «100 per cento ricostruzione, 100 per cento trasparenza, 100 partecipazione» hanno convocato una manifestazione nazionale di protesta per martedì 16, dalle ore 12, in piazza Montecitorio. La manifestazione avverrà proprio mentre la Camera dovrebbe essere impegnata a votare il decreto Abruzzo. Il calendario dei lavori infatti prevede che l’esame in aula del testo inizi il 15 giugno, con la possibilità che i lavori parlamentari proseguano fino a tarda notte. La beffa del decreto intoccabile è più amara perché la commissione ambiente della camera si era impegnata in una lunga serie di audizioni, comprese quelle del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e della presidente della Provincia Stefania Pezzopane che avevano illustrato, a nome dei sindaci del cratere, quali erano i punti «irrinunciabili» da inserire nel testo definitivo del decreto. Invece, tutto bocciato, tutto fermo, tutto uguale. Il governo alimenta in questo modo la frustrazione degli aquilani, che vedono con crescente preoccupazione la prospettiva di rimanere nelle tende ancora per molti mesi. I tempi di costruzione dei moduli C.a.s.e., infatti, indicano che, se tutto va bene, ci vorrà l’inizio di novembre per alloggiare tutti i circa 16 mila sfollati che la Protezione civile prevede di sistemare nei moduli. E’ una data vicinissima e anche tremendamente lontana. Vicinissima perché il rischio che qualche ritardo inceppi la macchina messa in piedi dalla Protezione civile è molto concreto; tremendamente lontana perché la prospettiva di altri 5 mesi nelle tende è a dir poco angosciante per moltissimi sfollati.
L’esito prevedibile dell’azione del governo, che molti all’Aquila non esitano a definire «sciacallaggio», dopo l’uso che il premier ha fatto del set del terremoto, è che tra meno di un mese, quando nel capoluogo abruzzese precipiterà il circo del G8, Berlusconi dovrà preoccuparsi molto più delle proteste dei cittadini che delle manifestazioni dei movimenti sociali contrari al summit.

http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/17750

COMUNICATO STAMPA – Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili

L'UNGDCEC al fianco dei colleghi abruzzesi

Roma, 12 giugno 2009. L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili esprime sostegno alla protesta attuata dall'Associazione Dottori Commercialisti del Centro Abruzzo in merito alla richiesta di un provvedimento di urgenza che revochi l'ordinanza 3.780 con la quale il Governo accantona la solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo.

Ricordiamo infatti che con il D.M. 9 aprile 2009 il Ministro dell'Economia e delle Finanze sospendeva per tutti i contribuenti residenti nella Provincia dell'Aquila i versamenti e gli adempimenti tributari scadenti tra il 6 ed il 30 aprile 2009. Il provvedimento si dimostrava dunque solidale anche nei confronti dei contribuenti non aventi domicilio fiscale nei comuni cosiddetti del cratere, in quanto comunque terremotati.

In data 6 giugno 2009, a soli due mesi dal tragico evento, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato un'ordinanza attuativa del D.L. 39/2009 con la quale la sospensione dei termini per gli adempimenti ed i versamenti tributari per i residenti di suddetti comuni, non solo è stata accorciata al 30 giugno ma viene disposto che coloro che ne hanno beneficiato nei mesi precedenti debbano versare il dovuto entro il 16 luglio 2009 e senza alcuna forma di rateizzazione.

L'Unione Nazionale sarà al fianco dell'Associazione del Centro Abruzzo nella sua battaglia contro questo immorale oltre che anticostituzionale provvedimento poiché rappresenta in termini di legge anche una grave violazione dello Statuto del Contribuente (Legge 212/2000).

http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/NEWS_HP/COMUNICATI/UNGDC_12_06.shtml

… governo cialtrone :grrr: