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Berlusconi all'Aquila per i lavori del G8
Carta
[2 Luglio 2009]

Visita numero 16 del presidente del consiglio nel cratere: arriva per inaugurare l'aeroporto di Preturo, allestito per il vertice. La città, intanto, viene blindata: 15 mila soldati e agenti per garantire la protezione dei capi di stato. Circolazione vietata attorno a Coppito.

La parte che al presidente del consiglio Silvio Berlusconi piace di più dei vertici internazionali è iniziata oggi. Alle 11 di stamattina Berlusconi per la sedicesima volta è arrivato all’Aquila. Stavolta però solo per controllare i lavori nella caserma di Coppito, la sede della scuola sottufficiali della Guardia di finanza che sarà il cuore del G8 che si apre l’8 luglio, e per inaugurare l’aeroporto di Preturo, allestito nelle ultime settimane per consentire l’atterraggio dei Falcon e degli altri aerei che serviranno a paracadutare nella città appenninica le delegazioni presidenziali.
L’aeroporto, con una strada che lo collega alla caserma di Coppito, è stato attrezzato per consentirne l’uso da parte dei jet passeggeri che le varie comitive diplomatiche useranno nei giorni del vertice. Potranno atterrarci anche aerei militari da trasporto, per i reparti delle forze speciali che serviranno a proteggere gli otto presunti grandi e le altre delegazioni internazionali. La pista sarà sorvegliata anche da una batteria di missili antiaerei, prassi ormai normale fin dal G8 di Genova del luglio 2001. Attorno all’Aquila, intanto si chiude il cerchio di sorveglianza e militarizzazione. Nei giorni del vertice saranno 15 mila i soldati e i poliziotti incaricati di garantire la sicurezza. Oltre a loro, ci sarà un numero imprecisato di agenti dei servizi di sicurezza dei vari paesi, per un totale che potrebbe superare le 18 mila unità. A fare le spese della stretta sono soprattutto gli aquilani che oltre ai disagi «normali» della vita in tendopoli devono anche sopportare adesso una lunga serie di limitazioni alla libertà di circolazione. La zona nord osvest del capoluogo abruzzese è a tutti gli effetti una grande zona rossa, dove si passa solo esponendo appositi badges e passi rilasciati dall’organizzazione del G8. Le limitazioni alla circolazione non risparmiano nemmeno le greggi di pecore: i pascoli attorno alla caserma di Coppito sono stati interdetti e i pastori sono stati costretti a spostarsi più a valle.
«Finora il G8 ha significato solo disagi per la città», dicono i comitati aquilani che si stanno preparando al doppio appuntamento di protesta e proposta. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, a tre mesi dalla scossa distruttiva, ci sarà una fiaccolata per la ricostruzione sociale. Culminerà proprio alle 3 e 32, ora del sisma del 6 aprile, e servirà a rendere visibile, ancora una volta la delusione e la rabbia degli aquilani per il decreto Abruzzo e per i piani del governo. Il 7, poi, dalle 10 del mattino fino alle 18, ci sarà il forum organizzato dai vari comitati sul tema della ricostruzione, dell’economia della catastrofe e della democrazia. L’idea è quella di connettere la protesta contro il G8 con la discussione sul futuro della città, che cerca di sottrarsi alla morsa della propaganda governativa e non accetta di diventare, ancora una volta, un set televisivo per la passerella internazionale di Berlusconi.
La partecipazione dei cittadini alle iniziative dei comitati, però, rischia di essere ostacolata proprio dalle misure decise dal governo per proteggere il summi ufficiale. I divieti alla circolazione e l’obbligo dei badges scattano infatti dalle 7 del 5 luglio e dureranno fino alle 12 dell’11 luglio. Riguardano soprattutto la zona nord ovest della città, ma coinvolgono anche le principali arterie di collegamento con Rieti e Roma, ad esclusione dell’autostrada. Ci potranno essere inoltre chiusure e deviazioni improvvise secondo i movimenti delle delegazioni stesse. Nei giorni del summit, poi, ci saranno misure straordinarie quando e se qualcuno dei capi di stato o delle rispettive first ladies deciderà di andare a visitare le tendopoli o il centro storico dell’Aquila per rendersi conto di persona dei danni causati dal terremoto. Una prospettiva che non entusiasma il grande organizzatore Guido Bertolaso, che teme contestazioni e proteste.

http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/17951

E' PROPRIO IL CASO DI CANTARLA, O NO?

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hahaha #sich