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marì
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2009-07-05 18:16
G8: G.LETTA ALL'AQUILA, ULTIMI CONTROLLI ALLA SCUOLA GDF

L'AQUILA – Il G8, per i cittadini dell'Aquila, è cominciato oggi e finirà alla mezzanotte del 10: qualche giorno in più rispetto a quello ufficiale (8-10 luglio) perché da stamattina sono entrate in vigore tutte le misure di sicurezza intorno alla cosiddetta “zona rossa” che comprende la scuola-caserma della Guardia di finanza sede del G8 e un raggio di almeno tre chilometri intorno ad essa. Nessuno può circolarvi, a meno che non sia munito di un pass speciale.

Zona vietata anche ai residenti, i quali, per muoversi, dovranno avere un permesso e circolare a piedi. Il movimento è possibile solo con speciali navette messe a disposizione dalla Protezione civile. Ma gli interventi della sicurezza non si sono limitati alla zona che ha come baricentro la caserma “Vincenzo Giudice”: off limits sono diventati anche alcuni ritrovi – bar o ristoranti – ubicati sulle colline vicine, dai quali è possibile, con potenti teleobiettivi, 'sbirciare' nella struttura militare. Si é cercato di eliminare – per intenderci – l' “effetto Zappadu”, il fotografo che dai colli antistanti villa Certosa é riuscito a 'catturare' immagini di vita quotidiana nella residenza sarda del premier. Nessun problema – solo qualche isolato mugugno per il disagio o perché non si era a conoscenza delle misure – nel giorno delle prove generali, quelle che precedono il collaudo vero e proprio previsto per domani, quando il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, tornerà per la 17/ma volta all'Aquila in questo periodo post-terremoto per verificare che tutto sia a posto, nei minimi dettagli: dagli alloggi, alle golf car per gli spostamenti interni, al piccolo museo.

A dire il vero, un pre-collaudo “istituzionale” lo ha già compiuto oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il quale – assieme al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, al comandante della caserma, generale Fabrizio Lisi, e al prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli – ha visitato tutte le strutture che per tre giorni ospiteranno le 39 delegazioni. Alla fine, promozione piena da parte i Letta: “La scuola è una ottima sede, è la più adatta per il G8”. Domani, quindi, il premier troverà le cose secondo i programmi. Un altro sopralluogo l'ha fatto a Onna l'ambasciatore tedesco Michael Steiner: anche lì tutto è a posto e l'8 mattina, quando la cancelliera Angela Merkel, accompagnata da Berlusconi, andrà a visitare il paese simbolo della tragedia “adottato” dai tedeschi, troverà il segno tangibile che la ricostruzione sta procedendo speditamente. Stando alle prove generali, sembra quindi che l'organizzazione stia funzionando bene. Quanto alle misure su eventuali contestazioni, tutto è top secret, ma si confida anche nel buon senso, data la particolarità della situazione, tanto che Gabrielli ha ripetuto il suo appello: “Sarebbe veramente un delitto sprecare quest'occasione, con episodi di violenza che potrebbero in qualche modo oscurare anche i buoni propositi della ricostruzione”.

PRONTO IL PIANO DI EVACUAZIONE
Una scossa superiore ai 4-4.5 darà il via all'Aquila all'evacuazione degli edifici dove si terrà il G8. In vista di questa eventualità, la scorsa settimana – secondo quanto si apprende – si è svolta un' esercitazione fra i soggetti interessati; fra queste le forze dell'ordine, la protezione civile, la Croce Rossa Italiana, nonché alcune delegazioni. Questo a grandi linee il piano previsto. Se si verifica una scossa di terremoto importante, a partire dai 4-4.5 magnitudo – sempre secondo quanto è stato possibile apprendere – scatterà il piano evacuazione: le delegazioni saranno ospitate, in un primo momento, in tende appositamente predisposte.

A questo punto entreranno in funzione i tecnici dei Vigili del Fuoco che accerteranno l'agibilità della struttura e daranno l'autorizzazione, o meno, a rientrare. Anche in caso di rientro autorizzato, ogni delegazione liberamente – sempre secondo quanto si apprende – potrà decidere o meno se tornare al lavoro. Se dovesse decidere per il no, con una scorta sarà accompagnata all'aeroporto di Preturo per il rientro a casa. Gli esperti ritengono che la caserma che ospiterà i Grandi, costruita con criteri antisismici, è a prova di scosse, è forte e reggerà “sicuramente” anche ad un terremoto molto forte, almeno quanto quello del 6 aprile. Tuttavia, nel caso puramente teorico che i tecnici dei Vigili del fuoco non dovessero dare l'ok, il G8 all'Aquila sarà finito e i lavori dovranno essere spostati altrove. Secondo quanto si apprende da fonte attendibile, infatti, “non esiste nel capoluogo abruzzese una struttura provvisoria ed alternativa da utilizzare in risposta ad un terremoto molto grave”.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1615643895.html

:hehe: piccola reazione umana …