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Anonimo

Arriva il satellite che predice i terremoti
di Francesco Tortora, da ilCorriere.it, 20/02/2011
Progetto anglo-russo costituito da due moduli orbitanti che saranno lanciati nel 2015.

MILANO – Potrebbe salvare la vita di migliaia di persone e rendere alcune zone della Terra meno pericolose. Nei giorni scorsi è stato presentato a Mosca «TwinSat», un progetto scientifico anglo-russo, che dovrebbe permettere un giorno agli studiosi di predire dove e quando si verificheranno i futuri terremoti. Gli scienziati inglesi e russi dalla prossima settimana lavoreranno assieme per sviluppare due satelliti che nel 2015 saranno lanciati nello spazio e e avranno il compito di captare quei segnali elettromagnetici che annunciano i sismi.

SEGNALI ELETTROMAGNETICI – Le dimensioni dei due satelliti saranno davvero esigue: il primo avrà le misure di una vecchia televisione, mentre il secondo sarà grande quanto una scatola di scarpe: entrambi orbiteranno intorno al nostro pianeta, distanti poche centinaia di km dalla Terra. I segnali elettromagnetici captati dai satelliti saranno raccolti assieme ai dati che provengono dal sottosuolo terreno e gli scienziati dovrebbero riuscire a capire quali sono gli avvisi naturali che annunciano i terremoti. I primi due satelliti monitoreranno zone caratterizzate da un’alta attività sismica e vulcanica come l'Islanda e la penisola di Kamchatka, territorio di 472 mila metri quadrati che si trova nella periferia orientale della Russia, poco distante dal Giappone: «Prima di un terremoto all'interno della Terra si accumula una forte tensione – dichiara all'Independent di Londra il professor Alan Smith direttore del Mullard Space Science Laboratory all'University College di Londra (UCL) -. Sottili segnali elettromagnetici sono rilasciati e questi possono essere colti nell'alta atmosfera».

COLLABORAZIONE SPAZIALE – Il progetto, definito dal professor Smith come «una nuova pietra miliare nella collaborazione spaziale tra Russia e Regno Unito», potrebbe cambiare radicalmente il nostro metodo di percepire i terremoti. Sarà anche a buon mercato perché il costo di questi piccoli satelliti non è eccessivo: «Sono davvero incredibili perché si possono tenere nel palmo di una mano – dichiara Peter Sammonds, professore di Geofisica all'Ucl -. Se il progetto va a buon fine come speriamo, spediremo nello spazio altri satelliti e aumenteremo la copertura delle zone a rischio». Vitaly Chmyrev, professore all'Istituto di fisica della Terra di Mosca, afferma che l'anno scorso, pochi giorni prima del devastante terremoto di Haiti, i satelliti riuscirono a cogliere segnali elettromagnetici da questa zona, ma questi ultimi furono analizzati solo all'indomani della tragedia: «Immaginate se fossimo stati in grado di predire questo terremoto solo poche settimane prima – dichiara il professore Chmyrev -. Oppure se avessimo previsto l'eruzione del vulcano islandese che ha paralizzato le vie aeree per settimane. I potenziali benefici, umani ed economici, sono enormi».