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Anonimo

150° dell’Unità d’Italia: a L’Aquila Cialente “occuperà” il Comune
Inserito da Corrado Mastropietro – 16 marzo 2011 – 0 Commenti

ShareIl sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, in una nota ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani, ha declinato l’invito a partecipare alla cerimonia celebrativa per il 150esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia che si terra’ domani a Montecitorio, alla presenza del Capo dello Stato.

“Ringrazio le eccellenze vostre – scrive Cialente – per l’invito alle celebrazioni. E’ con profondo rammarico, tuttavia, che devo declinarlo. In quanto sindaco di una citta’ distrutta dal terremoto, commissariata con totale mortificazione dell’autonomia comunale, priva di bilancio di previsione e bloccata completamente rispetto all’avvio della ricostruzione pesante, peraltro fortemente contrastata, per l’intera giornata occupero’ infatti simbolicamente il devastato palazzo Margherita, nel centro storico della citta’, sede del Comune dell’Aquila fino alla data del sisma, rientrando cosi’, dopo mesi, in quelle stanze, con la morte nel cuore, tra la selva dei puntellamenti, per tentare di ricordare all’Italia intera e alle istituzioni, in una giornata cosi’ importante, che c’e’ un pezzo del Paese ormai completamente abbandonato a se stesso e senza prospettive”.

http://www.6aprile.it/news/2011/03/16/150%c2%b0-dellunita-ditalia-a-laquila-cialente-occupera-il-comune.html

L’Aquila è alla deriva. Parola di sindaco dimissionario
Inserito da Corrado Mastropietro – 16 marzo 2011 – 0 Commenti

Share“Ho le mani completamente legate, si è creata di fatto una struttura commissariale a mio parere non pronta, ma che soprattutto non mi consente di agire in alcun modo”. Così il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, poco meno di una settimana fa aveva giustificato la sua scelta di dimettersi da primo cittadino.

“Auspico l’intervento della Commissione d’inchiesta e l’interessamento della Corte dei conti – aveva aggiunto – perché all’Aquila da un anno tutto è bloccato, la ricostruzione pesante è completamente ferma, è ferma la ricostruzione degli edifici pubblici e non si sta facendo assolutamente nulla per la ripresa economica e produttiva”.

E’ con questi motivi che Cialente aveva perciò motivato la sua decisione, aggiungendo inoltre che “persino per la ristrutturazione di alcuni edifici scolastici di periferia, o per mettere il territorio al riparo da frane incombenti, ho dovuto aspettare mesi”.

Ieri lo stesso Cialente è tornato in argomento, a margine di un’audizione alla Commissione Lavori pubblici della Camera: “Nel momento in cui sparisce il parafulmine rappresentato dalla mia persona – ha dichiarato all’agenzia Asca – ci sarà qualcuno che dovrà assumersi le sue responsabilità. Vado via – ha proseguito – e non sarò più il parafulmine di una ricostruzione che è bloccata da un anno, sperando che il Parlamento costituisca una Commissione d’indagine per verificare le responsabilità di questi ritardi”.

La ricostruzione pesante, ha aggiunto Cialente, “è completamente bloccata e non soltanto nei centri storici, come qualcuno vuole far credere. Sullo smaltimento delle macerie c’è stata una frenata preoccupante e nulla è stato fatto per la ricostruzione economica e sociale”.

Cialente ha infine reso noto di aver ricevuto “la solidarietà di tanti cittadini ma nessuna telefonata da Palazzo Chigi” dopo l’annuncio delle dimissioni. “Il problema dell’Aquila non sarà quello di avere il Commissario per un anno – ha concluso – la mia attività è di fatto bloccata da tempo anche per colpa di una ‘governance’ che è stata strutturata male. In queste condizioni non riesco davvero ad andare avanti”.

http://www.6aprile.it/news/2011/03/16/l%e2%80%99aquila-e-alla-deriva-parola-di-sindaco-dimissionario.html