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Tarantini: «Che culo il terremoto dell’Aquila!»
Inserito da Corrado Mastropietro – 19 settembre 2011 – 0 Commenti

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[Da La Stampa, del 19 settembre 2011 – di Francesco Grignetti]
Nella sua corsa sfrenata agli appalti, forte del sostegno di un premier che gli vuole bene (e ora sappiamo il perché), Gianpi Tarantini a un certo punto s’imbatte nel terremoto dell’Aquila. Ecco la sua reazione al telefono: «Una fortuna».
La dice talmente grossa che persino il suo interlocutore, Domenico Lunanuova, un dirigente di Finmeccanica che s’è messo a tappetino da quando ha capito quale Grande Protettore il Gianpi ha alle spalle, reagisce: «È una conquista che sono riuscito a fare io senza l’aiuto di nessuno, no? Ma per culo, per culo tra virgolette, perché là è successo il terremoto e hanno bisogno di questa cosa».
Accadeva il 6 maggio 2009. La terra ancora tremava in Abruzzo e l’emergenza stava facendo sbloccare un progetto di Finmeccanica, tra gli altri, a cui il Comitato d’affari pugliese teneva moltissimo: la modernizzazione di Isoradio.
Peccato che le cose fossero un po’ più complicate di quanto pensassero Tarantini e i suoi. Ma poi, di colpo, è arrivato il sisma. E si sono allentati i cordoni della borsa. Per qualche settimana le notizie sugli appalti si accavallano tumultuose come le colonne dei soccorsi. Il gruppo dei pugliesi viene informato da Rino Metrangolo: l’intero progetto Isoradio è sbloccato. A quel punto il gruppo si fa sotto freneticamente. Tarantini si fa aiutare dal Cavaliere perché l’amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, incontri l’imprenditore suo socio Enrico Intini.
Ma è un errore, appunto, perché la Protezione Civile intende dare il suo placet solo per l’Abruzzo. Questo è il colloquio di quel giorno tra Tarantini e l’ingegner Lunanuova.
Tarantini: «Abbiamo fatto una figura di merda».
Lunanuova: «La cosa più importante era che in questo momento non facevano la gara. Quindi noi andavamo ad assegnazione diretta».
Tarantini: «Sì, ma al di là di questo… sulle modalità delle attività, a me non me ne frega niente, riguarda Guarguaglini… Però oggi abbiamo fatto una figura di merda perché siamo andati (riferendosi all’incontro dello stesso giorno tra Intini e Guarguaglini, ndr) convinti a dire: “Vedi che le attività sono pronte”. E quello ha detto: “Ragazzi, se sono pronte, così come io ho detto una cosa… sono a voi”».
Lunanuova: «Io conto domani sera alle cinque… ascolta… di farmi firmare solo Isoradio, perché io sto facendo il diavolo a quattro e forse riesco… non so se ci riesco eh, ma forse sì: solo Isoradio, primo; e secondo, me lo faccio firmare secondo un criterio di non gara europea… vediamoci martedì sera».
Lunanuova è però preoccupatissimo di una lavata di capo da parte di Guarguaglini. «A quel livello… andare a raccontare cose che non sono vere… mo’ che cazzo succede? Io, mo’, a questo (all’amministratore delegato, ndr), se mi chiama, perché mo’ mi ha già chiamato e mi ha fatto mandare una relazione, che cosa gli dico? Mica posso pigliare per il culo…. quello è l’amministratore delegato di Finmeccanica, mica è una persona qualsiasi».
Ma a Tarantini dei patemi di Lunanuova non interessa granché. E nemmeno dei terremotati. Quello che gli preme è capire quali mosse deve fare per accaparrarsi l’affare. Tarantini: «Mannaggia la miseria… Diciamo una cosa… Diciamo che siamo pure fortunati sui tempi perché in linea di massima quello (il coordinatore della Protezione Civile, ndr) domani dovrebbe firmare, no?». E Lunanuova: «Per culo, tra virgolette, perché là è successo il terremoto e hanno bisogno di questa cosa».
Quale sia la «cosa», Tarantini non lo sa nemmeno. L’ingegner Lunanuova glielo deve spiegare per l’ennesima volta: «A ‘sto punto abbiamo la necessità immediata di iniziare i lavori a valle dell’ok di domani, perché a luglio… anzi, a giugno questi impianti devono essere già installati. A giugno, eh!». Tarantini: «Una ventina?». Lunanuova: «Sono una quarantina… Domani, tra l’altro, approfittando della mia attivazione, Leonetti, che è amministratore delegato di Sel Proc (altra società Finmeccanica a cui il gruppo Tarantini faceva la corte, ndr) sta andando lì e dice: “Oh signori, ma volete sbrigarvi a firmare tutto il resto? Vedete qua come sono stati bravi questi di Isoradio?”. Qui ognuno ovviamente si è mosso per cercare di portare a casa il proprio pane».
Per la cronaca, il contratto tra Finmeccanica e la Protezione Civile valeva cento milioni di euro, cinquanta «secretati» e cinquanta no, appunto per Isoradio. Ma l’affare non andò mai in porto.