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Anonimo

http://www.6aprile.it/ricostruzione_economia/2013/05/06/niente-fondi-per-la-ricostruzione-a-laquila-il-sindaco-toglie-il-tricolore.html

NIENTE FONDI PER LA RICOSTRUZIONE: A L’AQUILA IL SINDACO TOGLIE IL TRICOLORE

In segno di protesta contro il mancato arrivo dei fondi necessari agli interventi di ricostruzione, il sindaco Massimo Cialente annuncia in conferenza stampa che restituirà al Presidente della Repubblica Napolitano la fascia tricolore del primo cittadino. Il sindaco ha anche annunciato che farà rimuovere la bandiera tricolore dagli uffici comunali e che “non lo rimetteremo finché lo Stato non la smetterà di abbandonarci”. Cialente ha già dato incarico agli operai del Comune di rimuovere il tricolore. Ecco le parole del sindaco:
“Riconsegno oggi nelle Sue mani, Signor Presidente della Repubblica, la fascia tricolore. Le comunico che lo abbiamo deciso come Giunta. Che venga lo Stato a spiegare ai cittadini le sue logiche e le sue scelte. Noi qui stiamo letteralmente crepando. Non mi rassegno”, scrive il sindaco. “Non mi rassegno e non sopporto piu’ l’idea che gli incartamenti relativi ai nostri finanziamenti possano stare per mesi fermi su una scrivania, ricevendo lo stesso trattamento che viene riservato a qualsiasi altra pratica alla quale tocca subire l’inefficiente burocrazia del Paese. Scrivo questa lettera per esprimere la mia profonda preoccupazione, il mio rammarico e la mia mortificazione come Sindaco e come Italiano per quanto sta accadendo a L’Aquila. Sono quattro anni che la ricostruzione non parte, quattro anni che la Citta’, uno dei centri storici piu’ importanti d’Italia, e’ deserta, distrutta. Muta testimonianza dell’inefficienza del sistema Paese.”

“Dopo la vergognosa parentesi del commissariamento, finalmente, con la legge cosidetta Barca, gli strumenti per la ricostruzione sono passati ai Comuni; ci siamo dati da fare, abbiamo cercato, nonostante le mille difficolta’, di avviare a definizione migliaia di progetti, perche’ l’imperativo fosse ridare una casa ad oltre quarantamila sfollati e restituire il centro storico alla sua vita. Alla sua dignita’. Dal mese di ottobre sono finiti i soldi. Dal mese di ottobre i cantieri che erano aperti hanno dovuto sospendere i lavori ed oltre duemila progetti, pari ad oltre 300 grandi condomini e 60 aggregati, aspettano solo il finanziamento per poter riprendere l’attivita’ di ricostruzione. Dietro a questi numeri vi sono migliaia di famiglie che attendono.”

Un ufficio del Comune senza tricolore
“Ci e’ sempre stato detto che avremmo potuto contare, come comune dell’Aquila, sui 985 milioni di euro della delibera Cipe n.135 del dicembre 2012. Questi soldi di cui solo una parte di cassa, ad oggi, 6 maggio 2013, ancora non arrivano. Lo Stato, inteso come un sistema che dovrebbe essere capace di farsi carico realmente in scienza e coscienza, delle necessita’ reali, sta affrontando la vicenda aquilana con un atteggiamento burocratico di esasperata lentezza che nasconde l’assoluta mancanza di solidarieta’ e di rispetto istituzionale, l’assoluto disinteresse al destino delle Istituzioni locali, ma soprattutto dei cittadini aquilani, riparandosi nella giustificazione di fredde ed insensibili procedure burocratiche.”
“Come Sindaco, mi sento umiliato; umiliato nel dover telefonare a funzionari vari, dovendo ogni volta spiegare l’emergenza aquilana, la necessita’ di ricevere i finanziamenti. Mi sento umiliato di ricevere la risposta: ‘Abbiamo bisogno dei nostri tempi’. Umiliato nel dover spiegare che affinche’ L’Aquila non muoia c’e’ immediatamente bisogno di un decreto che con un meccanismo di cassa depositi e prestiti, finanzi un altro miliardo per rispettare il nostro cronoprogramma. Io, Noi, non ce la facciamo piu’. Non so piu’ come spiegare che in questi mesi, gli unici nei quali a L’Aquila si puo’ lavorare nell’edilizia prima che torni il gelo del nostro inverno, migliaia di cantieri non possono partire.”
“Stiamo perdendo un altro anno. La rabbia e’ tanta. Nuovamente ieri ho subito un aggressione, dapprima verbale e poi fisica, da parte di un gruppo di giovani disoccupati e senza casa. Fortunatamente sono stato difeso da altri cittadini. Lo Stato ci costringe a riconoscerci solo nella bandiera della Citta’ nero verde, colori che nel 1703 sostituirono il bianco ed il rosso. Dopo il terremoto del 1703 gli aquilani scelsero il nero del lutto ed il verde della speranza. Oggi, se dovesse continuare cosi’, ci si costringera’ a togliere anche il verde. Da oggi non indossero’ piu’ la fascia tricolore ed ammainero’ il tricolore da tutti gli edifici pubblici comunali”.
La lettera del sindaco e’ stata inviata anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia, al Ministro per la Coesione Territoriale, al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro per Beni Culturali, al Ministro dell’Interno, al Presidente della Corte dei Conti, al Direttore Generale del Mise e al Direttore Generale del Mef.