Rispondi a: Michele se mi leggi ATTACCA LA THETA!

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elerko
elerko
Partecipante

Michele se tu sei Cristo
Io sono Supermen hahaha

Introduzione

Quanto segue è il racconto della mia vita in Scientology, un gruppo di cui ho fatto parte dal Dicembre 1970 all'Agosto 1976 – circa 5 anni e 9 mesi. Dal 1973 al 1975 ho vissuto a bordo della nave Apollo (“Flag”), la casa di L. Ron Hubbard, il fondatore di Dianetics e Scientology. A Flag sono stata addestrata come auditor (per Scientology è un assistente). La mia vita a Flag è stata una continua “Montagna Russa” di su e giù. Un giorno ricevevo un elogio personale da Hubbard e venivo portata ad esempio di quello che un auditor di Scientology dovrebbe essere, poi, solo qualche mese più tardi, Hubbard cancellò tutti i miei “diplomi” e mi mandò sull'RPF (il campo di prigionia di Scientology) per un errore di auditing che non avevo neppure commesso.

Come auditor, a Flag eravamo sottoposti a pressione continua per essere perfetti, essendo lo standard di perfezione il capriccio di Hubbard.

In molti, indubbiamente, hanno letto storie dell'orrore su quello che succedeva a Flag e posso personalmente affermare che queste storie sono vere.

Ci si può innanzitutto chiedere perché una persona entra in un gruppo di questo tipo. Come si può sopportare un tale abuso? Nello scrivere questa testimonianza spero di dare modo di approfondire l'argomento. Il fatto è che non sono entrata in Scientology per sottomettermi agli ordini o agli abusi, e non conosco nessuno che lo abbia fatto con questo intento. Il gruppo a cui pensavo di unirmi, da ragazza diciottenne quale ero, non aveva nessuna somiglianza con quello che di fatto era, ed ancora è, Scientology.

Quando ho trovato Scientology pensavo di aver trovato tutte le risposte ai grandi misteri della vita. Avevo trovato la Verità – o così pensavo. Quello che all'epoca non sapevo, comunque, era di essere rimasta coinvolta in un gruppo distruttivo che usava l'inganno, insieme a sottili ma molto efficaci tecniche di controllo della mente mia e di molti altri.

Non ho realizzato il pieno impatto di tutte queste esperienze su di me che anni dopo aver lasciato il gruppo. Adesso mi rendo conto che questo gruppo mi ha tremendamente danneggiata – che sono stata vittima del controllo mentale. Il mio scopo, nello scrivere questo racconto delle esperienze vissute, è di dare consapevolezza su come ci si senta ad essere uno Scientologist, che cosa attrae la gente in Scientology e per mostrare le tecniche che usa Scientology per controllare la mente della gente. Non ne esce un bel quadro, ma esserne consapevoli è essenziale se desiderate aiutare un amico o una persona cara a liberarsi a sua volta dalle maglie di questo culto molto distruttivo.

Dopo le mie dolorose esperienze sono molto contenta di essere finalmente e ancora una volta libera di disporre autonomamente della mia vita, di fare le mie scelte da sola.

Alcune persone però non sono state altrettanto fortunate. Quentin Hubbard, il figlio di L. Ron Hubbard e mio intimo amico, si suicidò all'età di 22 anni perché non riusciva a vedere via d'uscita alla trappola in cui si trovava. Essendo nato dentro Scientology non riusciva a immaginarsi una vita al di fuori del culto, ma non sopportava di viverci dentro. Per Quentin è troppo tardi. Se ne è andato e nessuno potrà rimediare al danno che gli è stato fatto, ma non è troppo tardi per gli altri. Se il mio scritto darà a qualcuno gli strumenti per togliere i suoi cari da Scientology, allora forse i miei anni nel gruppo hanno avuto un senso.

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