Rispondi a: Pirati del terzo millennio

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#125361

Pyriel
Bloccato

[quote1240404890=eroinelvento]
Anarchia e “sicurezza”
Il vivere insieme ad altri comporta non solo l'accordo, ma anche il disaccordo.
La variabilità dei comportamenti umani significa libertà ma può anche essere percepita come insicurezza.
Il Potere, il Dominio ha sfruttato l'insicurezza, e con il pretesto di ridurla toglie la libertà.
Da una parte alimentando proprio tale sentimento di insicurezza, andando a creare direttamente situazioni
di ingiustizia e degrado sociale, e dall'altra parte ergendosi poi a paladino e difensore della
incolumità dei propri governati
.
La paura generale ed i modi repressivi per poterla apparentemente “gestire” (tribunali, guardie, carceri,
manicomi…) è una delle principali motivazioni con cui il Potere, lo Stato, giustifica la sua esistenza.
La società anarchica futura, ovviamente, non si doterà di tali strumenti repressivi, né alimenterà le
situazioni economiche di disuguaglianza che sono oggi le cause principali della cosiddetta “criminalità”
,
né negherà ad alcuno condizioni di sufficiente benessere, di modo da ridurre in maniera naturale
la medesima conflittualità sociale.
Ma anche in questo caso la rivoluzione, sia pure apportatrice di notevoli vantaggi per tutti, presumibilmente
non eliminerà qualsiasi tipo di contrasto, anche violento, nei gruppi umani. La novità sarà
però data dall'inesistenza di Istituzioni dedite ad un loro controllo.
La sicurezza di tutti, così come accade per gli altri elementi necessari alla vita collettiva, sarà data
da tutti.
Senza deleghe o mediazioni.
L'anarchismo sociale
I conflitti residui, con ogni probabilità, saranno ridotti a conflitti passionali, interni a microsocietà
(gruppi di lavoro, famigliari, etc.): sarà quest'ultima che, se vorrà, provvederà a cercare nel proprio
ambito le forme più adatte al risolverli (allontanamento, esclusione, isolamento dalla comunità, ripristino
di una data situazione, consiglio di esperti, transazione, etc.)
Così facendo non si elimineranno forse del tutto le momentanee sopraffazioni o altro, ma si eviterà di
ricreare situazioni ben peggiori ed avvilenti per la dignità umana.
Sarà in ogni caso esclusa quella che già oggi gli anarchici considerano come la più inumana delle
torture: il carcere, la reclusione coatta.
Perché a volte la “cura” finisce con il diventare ben peggiore e mortale della “malattia” stessa.

(estratto da “A come Anarchia”, Gruppo Errico Malatesta
[u]http://acrataz.oziosi.org/malatesta[/u]
Via Bixio 62, 00185 Roma
Pubblicato Estate 2008-Un testo sull'anarchia nato da quattro serate sull'anarchia al Gruppo Errico Malatesta – Roma)
!amazed
http://acrataz.oziosi.org/article.php3?id_article=3205

[/quote1240404890]

Ciao.