Rispondi a: Aung San Suun Kyi

Home Forum L’AGORÀ Aung San Suun Kyi Rispondi a: Aung San Suun Kyi

#126435

marì
Bloccato


BIRMANIA: SUU KYI; UE VARA NUOVE SANZIONI

2009-08-13 20:53

NEW YORK – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato un documento – frutto di un compromesso tra i Paesi occidentali e la Cina – che esprime “grave preoccupazione” per la sentenza nei confronti della leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi. Il documento, una dichiarazione non vincolante approvata dai Quindici all'unanimità, non contiene la richiesta esplicita di liberare il premio Nobel per la pace, che era invece presente in una bozza proposta dagli Stati Uniti.

Il testo, letto dal presidente di turno del Consiglio, l'ambasciatore britannico John Sawers, semplicemente “ribadisce l'importanza della liberazione di tutti i prigionieri politici”. La dichiarazione sottolinea inoltre “che il futuro della Birmania è nelle mani della sua popolazione”. Questo concetto – peraltro già presente nella bozza statunitense – è stato difeso in Consiglio, oltre che dalla Cina, anche da Russia, Vietnam e Libia. In passato Pechino e Mosca fermarono i Quindici anche sulle contestate elezioni in Zimbabwe, ribadendo il principio di “non-ingerenza”. Nel documento si “prende atto della decisione del governo della Birmania di ridurre la sentenza ad Aung San Suu Kyi”. Alla giunta dei generali viene chiesto di “prendere ulteriori misure per creare le necessarie condizioni per un dialogo genuino”. Sawers, sollecitato dai giornalisti sui cambiamenti rispetto alla versione originale voluta dagli occidentali, ha risposto laconicamente: “In Consiglio, Paesi diversi hanno punti di vista diversi”. L'ambasciatore britannico aveva convocato d'urgenza una prima riunione dei Quindici martedì pomeriggio, a poche ore dalla sentenza, senza ottenere un accordo. Ieri sono continuati i contatti tra le delegazioni. Lo stesso Sawers, in particolare, ieri ha incontrato il numero due della delegazione cinese al Palazzo di Vetro, Liu Zhenmin. Le consultazioni sono proseguite per tutta la mattinata di oggi, sfociando in un accordo di compromesso. Il testo approvato oggi “ribadisce che il Consiglio appoggia i buoni uffici del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon”. In luglio Ban aveva visitato la Birmania, incontrando i leader della giunta, ma non gli era stato permesso di vedere la Suu Kyi. Dopo la missione di Ban, il governo birmano ha annunciato una generica “amnistia per i prigionieri politici”, senza offrire altri dettagli.

UE VARA SANZIONI BENI CONGELATI A GIUDICI
BRUXELLES – La Ue ha varato nuove sanzioni contro la giunta militare birmana: lo annuncia la presidenza in un comunicato. Le nuove sanzioni prevedono che i quattro responsabili del verdetto contro Aung San Suu Kyi siano aggiunti alla lista delle persone indesiderate nella Ue, i cui beni saranno congelati. ''In reazione al verdetto contro Aung San Suu Kyi e data la gravita' della violazione dei suoi diritti fondamentali, il Consiglio ha adottato oggi nuove sanzioni contro la Birmania'', si legge nel comunicato della Ue. I 27 hanno anche esteso la lista delle persone e delle societa' birmane, o la cui proprieta' e' collegata al regime, soggette a misure restrittive.

Da parte dell'Onu invece non ci sono ancora decisioni dopo due giorni di discussione. I Paesi occidentali, con in testa gli Stati Uniti, chiedono al Consiglio di Sicurezza una dichiarazione di condanna. La Cina, invece, ha una posizione più morbida perché considera il processo a Suu Kyi un affare interno al Paese asiatico.
La bozza di documento preparata dagli Stati Uniti chiede al governo della Birmania “la liberazione di Aung San Suu Kyi e di tutti gli altri prigionieri politici”. La Cina, che in passato ha bloccato iniziative di condanna della Birmania, di cui è alleata, viene appoggiata in Consiglio anche da Libia e Vietnam, che invocano il principio di non-ingerenza negli affari interni birmani.

Il Vietnam ha definito un “affare interno”, la condanna della leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi, pur incoraggiando “il proseguimento dell'attuazione del processo democratico” nel paese. “Riteniamo che il processo ad Aung San Suu Kyi sia un affare interno della Birmania”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri vietnamita Le Dung indicando comunque che Hanoi “segue da vicino i recenti sviluppi nel paese”. “Con gli altri paesi dell'Asean il Vietnam appoggia e si augura che prosegua l'attuazione del processo democratico e adotta misure per promuovere la riconciliazione nazionale e il dialogo tra le parti”, ha proseguito il portavoce. La non ingerenza negli affari interni dei paesi membri dell'Asean (l'Associazione dei paesi dell'Asia del sudest che riunisce Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Singapore, Thailandia e Vietnam) è un concetto caro all'associazione e spesso portato avanti dal Vietnam. Il Laos, che è su posizioni simili, non ha fino a ora voluto commentare la notizia della condanna ad altri 18 mesi di domiciliari della leader birmana. Ieri la Thailandia, che ha la presidenza di turno dell'Asean fino alla fine dell'anno, aveva espresso “profonda delusione” per il verdetto.

“Finalmente dalle parole ai fatti. La comunità internazionale si sta accorgendo che ciò che accade in Birmania non è una cosa normale”. Così il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna commenta ed accoglie positivamente le misure restrittive decise dal Consiglio dell'Ue a carico dei quattro responsabili del verdetto contro Aung San Suu Kyi. Già ieri il ministro Carfagna aveva ribadito la necessità di un inasprimento di sanzioni da parte della comunità internazionale nei confronti della Birmania.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1644368334.html