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#128025

Omega
Partecipante

[quote1246450814=darwindeus]

mastro pyriello, meglio conosciuto come il Cristo di Treviso, è ancora un po' scosso per la chiusura del suo forum. Attesi i canonici tre giorni senza una sua apparente resurrezione (o, come lui era solito scrivere sulle sue pagine, ressurrezzione) stiamo ancora attendendo un suo sfolgorante ritorno nel magico mondo del misticismo-occultismo-teologia-filosofia. Orfani del forum di pyrel, alcuni suoi accoliti si aggirano adesso su AG con fare assai lugubre. In attesa del momento più propizio per mostrare al mondo ignaro, ingrato e oscurantista le prodezze della propria potenza divina (oltre che della propria grammatica) pyrel sta contribuendo a combattere la fame nel mondo, moltiplicando pani e pesci all'Esselunga di Treviso.
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Soltanto i Troll e Criminali falsificano la Realtà sperimentabile e dimostrabile, parlando tra l'altro degli assenti e poi adoperando la menzogna e/o superficialità come metodo di indagine.
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Calunnia, Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

[color=#0066cc][color=#0077dd]La calunnia[/color] è il reato previsto dall'articolo 368 del codice penale italiano, ai sensi del quale:

“chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità giudiziaria o ad un`altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni.”

La pena è aumentata se s'incolpa taluno di un reato pel quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un`altra pena più grave.

La reclusione è da quattro a dodici anni se dal fatto deriva una condanna alla reclusione superiore a cinque anni, è da sei a venti anni, se dal fatto deriva una condanna all'ergastolo.[/color]

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Diffamazione, Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

[color=#0066cc][color=#0077dd]La diffamazione[/color], in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui:

Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.

Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.

Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.

Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

Fatto

La norma, con un parziale rinvio al delitto di ingiuria previsto dall'articolo 594 del codice penale, punisce chi, comunicando con più persone, offende l'onore o il decoro di una persona non presente. Tre sono, dunque, gli elementi necessari perché si possa configurare il delitto in esame: l'offesa all'onore o al decoro di taluno, la comunicazione con più persone e, infine, l'assenza della persona offesa.

L'assenza del soggetto passivo si deduce dall'inciso fuori dei casi indicati nell'articolo precedente.

Per aversi comunicazione con più persone è necessario e sufficiente che la comunicazione avvenga con almeno due persone, tra le quali non vanno tuttavia compresi gli eventuali concorrenti nel reato. È opinione prevalente in dottrina che la comunicazione diffamatoria possa avvenire a soggetti diversi anche in tempi differenti, consumandosi in tal caso il reato nel momento della comunicazione alla seconda persona.[/color]
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Ingiuria, Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

[color=#0066cc][color=#0077dd]L'ingiuria[/color], in diritto penale, è il delitto previsto e disciplinato dall'art. 594 del codice penale ai sensi del quale: Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino ad euro 516.

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.

La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa fino ad euro 1.032, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.

Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di più persone.

Fatto

La condotta tipica del delitto di ingiuria, descritta dal primo comma della norma in esame, consiste nell'offesa all'onore o al decoro di una persona presente. Due sono dunque i requisiti per la configurazione del delitto di Ingiuria: l'offesa all'onore o al decoro e la presenza della persona offesa. Quest'ultimo elemento è anche il discrimine con il successivo delitto di diffamazione.

Il secondo comma dell'articolo 594 c.p. estende la punibilità anche alle offese trasmesse con comunicazioni a distanza.[/color]
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E' sempre bene dire la verità, la falsa Testimonianza non mi è mai piaciuta, questione di principio.

Rilassati, Darwindeus. Il puntare il dito è caratteristica degli inConsapevoli. Ama. Rispetta. :cor: