Rispondi a: Il Codice delle Piramidi

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Sempre a proposito delle piramidi scoperte grazie al satellite:

Dallo spazio la scoperta archeologica del secolo: i satelliti scoprono un secondo Egitto sepolto da 3000 anni.

Un team diretto dall'egittologa Sarah Parcak, assistente presso la University of Alabama a Birmingham, scopre un tesoro inestimabile da secoli sprofondato nelle aride sabbie egiziane: più di 1000 tombe, 3100 insediamenti, 17 piramidi e intere reti stradali.

Ascoli Piceno, 30 maggio 2011 – Una scoperta incredibile che ha fatto saltare dalla sedia i ricercatori della University of Alabama a Birmingham quando, Sarah Parcak, professoressa e assistente egittologa presso il prestigioso ateneo statunitense, ha mostrato ai loro occhi estasiati e quasi increduli, le immagini satellitari all'infrarosso di immensi tesori nascosti sotto il suolo egiziano.

E invece, quel deserto di sabbia arido e rovente sul quale nessuno avrebbe mai scommesso un centesimo, celava più di 1000 tombe, 3100 antichi insediamenti e, udite, udite, ben 17 piramidi! Nel corso dei secoli, le strutture erano sprofondate tra strati di limo e sabbia, un terreno incapace di sorreggere il peso dei materiali di costruzione con cui tali opere erano state realizzate.

La ricerca, finanziata dalla BBC, la più grande e autorevole società radiotelevisiva del Regno Unito, ha visto al lavoro un'equipe di studiosi guidati dalla Parcak che, per più di un anno, ha scandagliato in lungo e largo la repubblica araba con l'ausilio di satelliti geostazionari termografici, forniti in comodato d'uso dalla NASA e da alcuni partner commerciali. Si tratta di veicoli orbitanti muniti di termo-camere a tecnologia infrarossi, posizionati a 700 chilometri dalla superficie terrestre, in grado di valutare la temperatura di un corpo senza entrarvi in contatto, ma semplicemente sfruttando la sua caratteristica di emettere radiazione infrarossa. Il principio è semplice.

Qualsiasi corpo con una temperatura maggiore dello zero assoluto (-273,14°C), emette energia sotto forma di radiazione elettromagnetica nelle frequenze dell'infrarosso, non visibili dall'occhio umano. Lo strumento in grado di convertire l'energia emessa da questi corpi in un segnale digitale è la termo-camera. La “visione dell'energia” rivelata dall'apparecchiatura viene rappresentata da un'immagine, ottenuta abbinando una scala di temperature a una palette di colori. L'insieme dei punti che rappresentano la temperatura superficiale del soggetto fotografato, da luogo a una mappatura termica. L'elevato grado di precisione della differenza di temperatura tra punto e punto, in genere di 0.05°C, permette, tramite elaborazione software, di ottenere preziose informazioni sul mondo invisibile che ci circonda.
Articolo completo: http://www.2duerighe.com/attualita/787-dallo-spazio-la-scoperta-archeologica-del-secolo-i-satelliti-scoprono-un-secondo-egitto-sepolto-da-3000-anni.html