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LA SVOLTA
Usa, l'Arizona privatizza
anche il braccio della morte

Lo Stato affiderà a un'impresa la gestione dei condannati. Si prevede un risparmio di 100 milioni di dollari l'anno

WASHINGTON – L’Arizona sarà il primo stato americano a privatizzare completamente non solo le sue prigioni, ma anche il loro braccio della morte. In Arizona, i detenuti in attesa della esecuzione sono 127 su un totale di oltre 40 mila, tutti rinchiusi in un penitenziario di massima sicurezza. Lo Stato li affiderà a una delle imprese private che da tempo gestiscono varie carceri in America, dalla Alaska alle Hawai. Il motivo della decisione: l'Arizona, che ha un deficit di bilancio di 2 miliardi di dollari, pensa di risparmiare 100 milioni di dollari all'anno. Lo Stato ha già dato in appalto a privati quasi un terzo delle sue prigioni.

POLEMICA – Sulla imminente privatizzazione dei bracci della morte in Arizona è polemica. Todd Thomas, della Correction corp of America, una impresa privata che amministra una delle carceri dello stato, ha precisato che le esecuzioni verrebbero compiute sempre da funzionari statali. Ma ha ammesso che ditte come la sua non sono addestrate al controllo dei condannati a morte, i detenuti più difficili: «Sinora non abbiamo avuto a che fare con penitenziari di massima sicurezza». Un ex ricercatore del Ministero della giustizia, James Austin, che nel 2001 pubblicò un rapporto sulla privatizzazione delle carceri, ha ammonito che «se accadesse qualcosa nei bracci della morte in mano a privati, scoppierebbe uno scandalo». Il deputato repubblicano John Kavanagh, che ha promosso la riforma appena approvata dal Parlamento dell’Arizona, ha confutato i critici, sostenendo che «i risultati saranno buoni e comunque non esiste una alternativa più economica».

SOTTO ACCUSA – Ma in America le carceri private, nate negli Anni Ottanta, sono sotto accusa per i motivi più diversi, dal pessimo vitto e la mancanza di cure dei detenuti agli scoppi di violenza e la scarsa riduzione dei costi. Esse sono usate non solo dai singoli Stati, che vi detengono oltre 100 mila persone, ma anche dal governo federale, che ve ne detiene circa 35 mila. I “liberal” le vogliono abolire protestando che la giustizia è compito esclusivo dello Stato, non può essere privatizzata. Paradossalmente, in America la riduzione dei costi, non la questione morale, è una delle argomentazioni addotte contro la sentenza capitale: mantenere i condannati nei bracci della morte, oltre 3.500 in tutto, è costosissimo, a causa della sorveglianza, le rivolte e le malattie. Ma di recente lo stato dell’Ohio ne ha trovata un'altra: in due casi, i boia non sono riusciti a fare l’iniezione letale ai condannati, che sono stati perciò riportati nelle loro celle. L’Ohio ha sospeso l'esecuzione per accertare se una seconda non violerebbe il divieto costituzionale di «pena eccessiva e crudele».

Ennio Caretto
24 ottobre 2009 19:02
http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_24/carceri_braccio_morte_arizona_ennio_caretto_f0e71344-c0bb-11de-9fa6-00144f02aabc.shtml

:grrr: