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20/8/2009 – ULTIME BATTUTE SULLA RIFORMA PRIMA DEL VOTO IN AULA

Sanità, Obama chiede l'aiuto
dei leader religiosi

Appello a preti, imam, pastori e rabbini: “E' un dovere morale curari i poveri”

CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Due audioconferenze con mille leader religiosi per trovare appoggi a una riforma sanitaria che stenta a decollare: è questa la mossa del presidente americano Barack Obama, che dallo Studio Ovale ha partecipato all’iniziativa «40 minuti per cambiare la sanità». La selezione di preti, reverendi, rabbini, imam e autorità religiose di ogni confessione presente negli Stati Uniti è stata affidata a un team di stretti collaboratori che ha incluso Josh DuBois, direttore degli Affari religiosi alla Casa Bianca, e il capo di gabinetto Rahm Emanuel, al fine di raggiungere il pubblico più ampio possibile.

«Il presidente è convinto che la copertura sanitaria debba essere garantita a tutti coloro che non ce l’hanno» ha spiegato il portavoce Robert Gibbs, dando una lettura della riforma che sconfina nell’amore per il prossimo. E’ questo l’approccio anche di Jim Wallis, leader del gruppo evangelico «Soujourners» e sostenitore politico di Obama, per il quale «cristianesimo significa aiutare chi ha bisogno, anche di cure mediche». D’altra parte in più occasioni Obama ha detto di credere in un’idea di fede dove «ognuno è responsabile del proprio fratello, della propria sorella». Per avere un’idea dell’impegno profuso dall’Amministrazione per mobilitare i gruppi religiosi, basti pensare che l’associazione di Washington «Faith in Public Life» (Fede nella vita pubblica) ha convinto «almeno 600 leader religiosi di 41 Stati e 39 diverse denominazioni a predicare nelle rispettive comunità a favore della riforma sanitaria, considerandola un’importante causa morale collettiva».

La scelta di Obama di far leva sui credenti si spiega con la necessità di fare breccia nelle resistenze del Congresso, dove i leader democratici hanno ormai poche carte per convincere l’opposizione repubblicana e i recalcitranti «Blue dogs» – i liberal moderati – e il voto in aula sembra destinato alla sconfitta. D’altra parte, secondo un sondaggio della tv Nbc, il 47 per cento degli americani è contrario alla riforma proposta e Obama sta pagando un prezzo crescente in popolarità, scesa per Gallup al 52 per cento. Neppure il passo indietro compiuto dalla Casa Bianca, facendo capire di poter rinunciare all’opzione del piano assicurativo statale, è servito a cambiare un orientamento popolare contrario ad aumentare le imposte per fornire al governo fondi sufficienti a garantire le cure a 47 milioni di non assicurati.

A complicare ulteriormente la situazione in cui si è venuto a trovare Obama sono arrivate le rivelazioni di alcuni gruppi repubblicani ai danni di David Axelrod, il guru politico del Presidente, la cui società di pubbliche relazioni di Chicago avrebbe già ottenuto contratti per 24 milioni di dollari per realizzare spot tv e radio a favore della riforma, prefigurando così un evidente conflitto di interessi.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=1376&ID_sezione=58&sezione=

… non ce la fa … non ce la puo' fare … la salute e' una delle fonti (se non la Fonte) dei piu' grossi “Business” mondiali.