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marì
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Il retroscena Le grandi manovre sotterranee sul futuro della rete e del Tg
non si fermano con la partenza di Anno Zero, Report e Che tempo che fa

Il Pdl pronto al blitz su RaiTre
Masi spinge per Minoli e Berlinguer

di CARMELO LOPAPA

ROMA – La tentazione del blitz. Del doppio blitz. Cambio al vertice di Raitre e Tg3 già nel consiglio di amministrazione di domani o, al più tardi, della prossima settimana, e di una riforma lampo della legge sulla par condicio, entro fine anno. Silvio Berlusconi prima di partire per gli Stati Uniti ha chiesto che il suo input non cada nel vuoto. Dai vertici filo governativi in Rai al Pdl in Parlamento, l'esercito è mobilitato.

Sotto osservazione le trasmissioni finite nella lista nera di Palazzo Chigi – “Annozero” e “Report”, “Che tempo che fa” e “Parla con me” – che a questro punto partiranno comunque anche se i bastoni piazzati tra le ruote in corsa, ultimo il contratto di Travaglio, ne hanno rallentato i tempi. Ma la partita per la normalizzazione della riserva indiana della terza rete e della rottura delle catene della par condicio per poter dilagare in tv, ecco, questa partita il presidente del consiglio non intende perderla.

Così, il Pdl blinda e porta avanti ormai apertamente la nomina di Giovanni Minoli per Raitre: se l'operazione andasse in porto, il conduttore di “La storia siamo noi” prenderebbe il posto di Paolo Ruffini. Le motivazioni con le quali il direttore generale Mauro Masi supporterebbe la proposta in cda si baserebbero anche sull'imminente pensionamento del giornalista, giusto sei mesi. Poi, assestati gli equilibri all'interno del Pd dopo il congresso di ottobre – questa la tesi – si procederebbe alla nomina definitiva.

Ma in sei mesi, ribattono consiglieri di amministrazioni e parlamentari di centrosinistra, ci sarebbe tutto il tempo di “normalizzare” la riserva indiana. Il binomio delle nomine porterebbe poi la giornalista Bianca Berlinguer al posto di Antonio Di Bella alla direzione del tg. Rainews 24 e Rai-international sono le altre pedine in movimento, ma la caccia grossa è su Raitre.
Il secondo fronte, nella strategia d'autunno del Cavaliere in vista delle Regionali di marzo, investe la par condicio in tv.

L'obiettivo, come spiega il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, è riformare la legge con criteri “proporzionali”. In soldoni, per assegnare il 38-40 per cento della tribuna al Pdl, il 25-30 al Pd, il resto agli altri. Il concetto è lo stesso esternato anche di recente dal presidente del Consiglio e ripetuto ieri dal suo viceministro: “Inaudito che un partito di ciambellani stanchi con lo 0,01 abbia lo stesso peso di altri partiti”. Da Casini a Di Pietro fino ai democratici sono già pronte le barricate.

Intanto, a Viale Mazzini il caso Travaglio assume sempre più i contorni del pasticcio. Il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò non ha gradito affatto il coinvolgimento in una vicenda sulla quale la responsabilità #se firmare o meno# ricadrebbe sul solo dg Rai Mauro Masi. Non fosse altro perché l'organismo di garanzia, come ribadirà oggi pomeriggio Calabrò al direttore nel faccia a faccia richiesto da quest'ultimo, non ha alcun potere di intervento preventivo su “Annozero”.

Masi non demorde, “non posso assumermi da solo quella responsabilità, non intendo rischiare di tasca mia e per quelle cifre”, va ripetendo ai suoi facendo leva sul tetto massimo delle sanzioni pecuniarie alle quali in teoria potrebbe incorrere la Rai in caso di violazione degli obblighi di servizio pubblico: il 3% del fatturato, circa 90 milioni di euro. Ecco perché del contratto di Travaglio il dg Rai, dopo il confronto di oggi con Calabrò e l'audizione in Vigilanza, tornerà a investire domani il cda.

“L'obiettivo è quello di responsabilizzare il giornalista – spiega Giorgio Lainati, Pdl, vicepresidente in Vigilanza – dato che poi a risponderne è l'editore, cioè la Rai. Qualcuno dovrebbe ricordare che a un certo punto Canale 5 decise di chiudere “Sgarbi quotidiani” quando le perdite economiche derivanti dalle querele hanno coperto gli introiti pubblicitari”. Quel che appare ormai improbabile è che Marco Travaglio firmi il suo contratto prima della puntata di domani sera. Parteciperà da ospite, come promette Michele Santoro: “E ha già preparato una bella botta su Tarantini”.

(23 settembre 2009)
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/santoro-pdl/santoro-pdl.html

:hehe: