Rispondi a: Santoro-Rai ai ferri corti

Home Forum L’AGORÀ Santoro-Rai ai ferri corti Rispondi a: Santoro-Rai ai ferri corti

#129620

marì
Bloccato

[quote1255591258=Marì]

Stato-mafia, si indaga dopo Annozero

Mancino, nessuno mi parlò di trattative


Claudio Martelli e Nicola Mancino

PALERMO -L'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli e l'ex capo degli Affari penali di via Arenula Liliana Ferraro saranno interrogati dai magistrati della Procura di Caltanisetta che indagano sulla strage di via D'Amelio in cui mori' il giudice Paolo Borsellino. Martelli e Ferraro dovranno riferire su quanto emerso nel corso della trasmissione Annozero. Il Guardasigilli ha raccontato che Borsellino era a conoscenza della trattativa tra Stato e mafia. E che ad informarlo era stato la Ferraro. Ne' l'ex ministro, ne' la Ferraro, in 17 anni, sono andati dai magistrati che indagano sulle stragi a riferire la vicenda. Martelli e l'ex capo degli Affari penali di via Arenula verranno sentiti anche dai pm della Dda di Palermo che indagano sulla trattativa che ebbe tra i protagonisti l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. In Procura sono stati sentiti il giornalista di Annozero Sandro Ruotolo e l'inviato di Repubblica Franco Viviano.

MANCINO, MAI INFORMATO

“Per quanto riguarda la mia responsabilità di Ministro dell'Interno confermo che nessuno mi parlò di possibili trattative”. Lo dice il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, a proposito della trasmissione “Annozero” di ieri e alla trattativa che lo Stato e la Mafia avrebbero intavolato nel 1992. “Desidero far presente – osserva Mancino – che intanto si può parlare di una trattativa intavolata con lo Stato in quanto ad autorizzarla abbia dato il suo consenso chi del Governo all'epoca aveva la legittima rappresentanza: il Capo del Governo, il Ministro dell'Interno o il Ministro della Difesa”. L' incontro – di cui ha parlato ad “Annozero” Claudio Martelli – fra il capitano Giuseppe De Donno e la dottoressa Liliana Ferraro, all'epoca responsabile dell'ufficio del Ministero della Giustizia già ricoperto dal giudice Falcone – incontro durante il quale il capitano De Donno rappresentava la disponibilità di Vito Ciancimino a collaborare a fronte di garanzie politiche – “si concluse con l'invito rivolto dalla dott.ssa Ferraro al capitano De Donno di parlarne al giudice Borsellino, incaricato delle indagini. E' questa una trattativa?”. “Quale responsabile, all'epoca, della sicurezza – sottolinea Mancino – posso confermare che detti immediato e decisivo impulso sia alla messa a punto e alla approvazione parlamentare di provvedimenti legislativi adeguati a rafforzare l'azione di contrasto alla mafia e delle conseguenti misure di sicurezza per i detenuti più pericolosi, sia alle indagini allora in corso, indicando priorità degli obiettivi da assicurare alla giustizia e fornendo agli investigatori gli adeguati strumenti di uomini e mezzi. Tale azione dette in pochi mesi frutti mai raccolti nel passato”.

MARTELLI, LO STATO NON E' SOLO IL GOVERNO

“Quando si parla di Stato, si intende non solo il governo pro tempore, ma anche funzionari, prefetti, magistrati, forze dell'ordine. Non ho mai parlato di trattativa tra mafia e governo. Chi intende in questo modo deforma la realtà “. L'ex guardasigilli Claudio Martelli, interpellato dall'ANSA, ripropone così l'episodio del 1992 – di cui ha parlato ieri ad 'Annozero' – fra il capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno e la dottoressa Liliana Ferraro, all'epoca direttore dell' ufficio Affari Penali del Ministero della Giustizia e collaboratrice del giudice Giovanni Falcone. Secondo quanto riferito da Martelli, Ferraro ricevette una visita dal capitano dei carabinieri De Donno che le parlò della disponibilità di Vito Ciancimino a collaborare a fronte di garanzie politiche. L' incontro si concluse con l'invito rivolto da Liliana Ferraro a De Donno di parlarne con il giudice Borsellino, incaricato delle indagini. Successivamente – sempre secondo quanto emerso durante la trasmissione Annozero – Borsellino sarebbe stato avvertito direttamente da Ferraro delle disponibilità di Ciancimino. “Non è la prima volta che parlo di questo episodio – dice Martelli – In passato ne feci già cenno in due distinte interviste a quotidiani”.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/09/visualizza_new.html_985982335.html

… qualcosa si muove? 😕

[/quote1255591258]

Il procuratore Ingroia sugli attentati di mafia del '92-'93: presto il papello sulla trattativa con Cosa nostra. La Ferraro conferma la sua versione

“Stragi, verità a un passo
Ma non tutti la vogliono”

di ALESSANDRA ZINITI


Antonino Ingroia

PALERMO – Ad un passo dalla verità sulla stagione delle stragi negli anni Novanta e ad un passo dal “papello”, la prova di quella trattativa tra Stato e Cosa nostra della quale, un mese dopo la strage di Capaci, Paolo Borsellino sarebbe venuto a conoscenza, accelerando così probabilmente la sua morte.
Sono ore decisive per i magistrati di Palermo e Caltanissetta che hanno riaperto le indagini sugli attentati del '92 e sulla trattativa e che ieri pomeriggio hanno interrogato negli uffici romani della Dia l'ex capo degli Affari penali del ministero di Grazia e giustizia Liliana Ferraro. Sarebbe stata proprio lei ad informare Paolo Borsellino di quell'iniziativa di Don Vito Ciancimino, pronto – per il tramite dei vertici dei carabinieri del Ros – ad intavolare una trattativa per chiudere la stagione stragista in cambio di una serie di iniziative legislative a favore di Cosa nostra.

Circostanza che la Ferraro avrebbe ieri confermato al procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, al procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e al sostituto Domenico Gozzo arricchendo di particolari il ricordo consegnato ad “Anno zero” dall'allora Guardasigilli Claudio Martelli. E proprio Martelli stamattina sarà chiamato dagli stessi pm a riferire le circostanze ricordate a 17 anni di distanza e smentite nei giorni scorsi dall'ex capitano del Ros Giuseppe De Donno che ha negato di aver mai parlato con la Ferraro dell'iniziativa di Ciancimino.

Bocche cucite dei pm al termine dell'interrogatorio della Ferrario, ma poche ore prima a Firenze, al Forum nazionale contro la mafia, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia aveva affermato di essere “nell'anticamera della verità, vicini quindi a capire cosa avvenne prima e durante l'epoca stragista voluta da Cosa nostra, se ci furono – e soprattutto tra chi – contatti tra i boss e lo Stato. Come nella stagione 1996-1998. E come allora il clima politico cambia, diventa difficile. Non tutta l'Italia vuol sapere la verità”.

I magistrati sarebbero anche ad un passo dal famoso “papello”, l'elenco di richieste avanzate da Totò Riina ai rappresentanti dello Stato che il figlio di Don Vito, Massimo Ciancimino, ha promesso di consegnare. “Una serie di risultanze – ha detto Ingroia – ci fanno credere che il “papello” esiste. Sapremo presto se riusciremo a venirne in possesso. Se si dovesse trovare questo sarebbe la prova tangibile che la trattativa fra mafia e Stato non solo è esistita ma anche iniziata”.

I verbali delle audizioni rese nel '93 da coloro che nella stagione delle stragi erano ai vertici delle istituzioni, da Martelli all'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, verranno riletti dai pm alla luce delle nuove circostanze riferite solo ora. “Quello che è unico in questi mesi – ha detto Ingroia – è che per una serie di coincidenze un fascio di luce ha fatto sì che tra i protagonisti istituzionali di quella stagione ciascuno ha messo a fuoco ricordi evidentemente messi da parte. Ed è importante utilizzare i nuovi ricordi, togliere le ombre gettate sulla verità dai tanti “non ricordo” – dice Ingroia – . Il “papello” metterà un punto fermo: e sarà l'inizio, e non la fine, delle indagini”.

(15 ottobre 2009)
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/stragi-verita/stragi-verita.html

… e ci credo che non tutti la vogliono la verita' :hehe: