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[color=#0000ff]… chi ha guardato il video sa cosa voglio dire … il primo giro di manovella e' andato:[/color]

Attentato ai Pasdaran Tensione tra Iran e Usa
Ahmadinejad accusa: “Agenti degli stranieri” Washington replica: “Noi non c'entriamo”

18 ottobre, 23:45

di Alberto Zanconato

TEHERAN – Sei alti ufficiali dei Pasdaran, tra i quali il comandante vicario delle forze di terra, sono rimasti uccisi oggi in un attacco suicida nel sud-est dell'Iran nel quale hanno perso la vita in tutto 49 persone (ma ancora manca un bilancio ufficiale) e altre decine sono rimaste ferite. Molte delle vittime sono civili.

Teheran ha accusato potenze “nemiche”, e in particolare gli Stati Uniti, di essere dietro all'attentato, avvenuto quando non sono ancora sopite le tensioni seguite alle proteste post-elettorali dell'estate scorsa. Washington ha invece smentito, condannando l'atto terroristico. Inoltre il ministro degli Esteri ha convocato l'incaricato d'affari pachistano informando di “avere le prove” che gli autori dell'attentato venivano dal paese confinante e il presidente Mahmud Ahmadinejad ha chiesto alle autorità di Islamabad di “stringere i tempi per la cattura dei principali responsabili dell'attacco terroristico”.

I miliziani del gruppo ribelle sunnita Jundallah che ha rivendicato il sanguinoso attentato sono addestrati dai servizi segreti di Usa e Gb, ha detto il generale Mohammad Pakpur, comandante delle forze di terra dei Pasdaran. “Le basi dei ribelli sono nei paesi vicini ed è là che i miliziani vengono addestrati e equipaggiati – ha detto – in questi paesi operano i servizi segreti americano e britannico e il gruppo è addestrato da loro”. Alcuni dirigenti iraniani oggi avevano già chiamato in causa Stati Uniti e Gran Bretagna quali ispiratori della strage. I due paesi hanno tuttavia condannato l'attentato smentendo qualsiasi coinvolgimento.

Le accuse agli Usa sono state lanciate dall'Iran alla vigilia di un incontro, in programma domani a Vienna, in cui esperti iraniani, americani, russi, cinesi, britannici, francesi e tedeschi (nel cosiddetto “formato 5+1”) devono tornare ad incontrarsi per colloqui sul programma nucleare di Teheran. Un kamikaze, scrivono i mezzi d'informazione iraniani, si è fatto esplodere nella città di Sarbaz, nella provincia del Sistan-Baluchistan, mentre i Pasdaran e notabili di gruppi etnici locali si avviavano a tenere una riunione al fine di favorire una riconciliazione nella popolazione, divisa da tensioni interreligiose tra sciiti e sunniti. Tra i morti figurano il generale Nurali Shushtari, comandante vicario delle forze di terra dei Guardiani della rivoluzione, e il generale Rajab-Ali Mohammadzadeh, comandante dei Pasdaran per il Sistan-Baluchistan.

Secondo testimoni citati dalla televisione iraniana in lingua inglese PressTv, l'esplosione è avvenuta quando i Pasdaran e i notabili locali, appartenenti sia alla comunità sciita sia a quella sunnita, si sono avvicinati ad una esposizione di artigianato locale. Non si esclude che l'attentatore potesse trovarsi tra un gruppo di uomini intento a fabbricare canestri. Mohammad Marzieh, il procuratore di Zahedan, che è il capoluogo del Sistan-Baluchistan, ha detto che l'attentato è stato rivendicato da Jundullah (Soldati di Dio), un gruppo separatista sunnita che negli ultimi anni ha messo a segno altri attacchi e rapimenti di agenti dei servizi di sicurezza iraniani. Nel febbraio di due anni fa 11 Pasdaran furono uccisi e 30 feriti nell'attacco all'autobus su cui viaggiavano. Il 28 maggio scorso, invece, 25 persone morirono quando una bomba fu fatta esplodere in una moschea sciita a Zahedan.

Il procuratore Marzieh ha detto che nessun arresto è stato ancora effettuato per l'attentato odierno. Come sempre avvenuto in occasione di violenze nelle aree di confine iraniane, abitate da minoranze sunnite, l'Iran ha immediatamente accusato Paesi “nemici” di essere dietro all'attentato. Si è trattato di “un crimine perpetrato da agenti degli stranieri”, ha detto Ahmadinejad, affermando che gli autori della strage e chi sta dietro di loro riceveranno “una pronta risposta”. I Guardiani della rivoluzione, fedelissimi della Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, e dalle cui file proviene lo stesso presidente, hanno affermato in un comunicato che l'attentato è stato compiuto da “mercenari” al servizio dell' “arroganza globale”.

Un'espressione normalmente usata per indicare potenze occidentali, in particolare gli Usa. La televisione di Stato ha puntato il dito contro la Gran Bretagna. Ma il presidente del Parlamento, Ali Larijani, ha accusato gli Stati Uniti di essere gli ispiratori della strage. “Il presidente Barack Obama ha detto di volere tendere la mano verso l'Iran – ha detto – ma adesso vediamo che valore avevano quelle affermazioni”. Pronta la risposta di Washington. “Condanniamo questo atto di terrorismo e la perdita di vite innocentì, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ian Kelly, aggiungendo che le accuse di un coinvolgimento americano sono “completamente false”.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/10/18/visualizza_new.html_988543558.html

🙁

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Iran, nuove accuse agli Stati Uniti

Teheran, 19-10-2009

Con il termine “arroganti” il regime iraniano indica solitamente gli Stati Uniti, chiamati ancora una volta in causa per l'attentato ai “Pasdaran” della Rivoluzione, la guardia d'elite fedelissima ai vertici, vittima di un attentato costato la vita ad almeno 41 persone, tra i quali molti vertici.
L'attentato è stato tuttavia rivendicato dal gruppo sunnita Joundallah (i soldati di Dio), radicato nella provincia del Sistan-Balucistan e da tempo impegnato in una sanguinosa guerra con il regime.
L'attentato di Phisin ha voluto stroncare sul nascere il tentativo di conciliare i rapporti tra la maggioranza scita (oltre il 90% dei cittadini iraniani) e la minoranza sunnita che vive principalmente nelle regioni frontaliere del paese.
Le accuse agli Stati Uniti, sono l'evidente tentativo della maggioranza conservatrice che guida il regime, di sopire ogni possibile dialogo con l'occidente e, in particolare, con il presidente Obama, impegnato a tendere la mano all'Iran.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133096