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I Padroni dell'Euro

Questo articolo è un tentativo, seppur limitato, di spiegare una delle più grandi truffe, se non la più colossale, realizzata a nostro carico: il Signoraggio moneta­rio. Il compito non sarà facile per due motivi principali: primo, perché dovremo immergerci completamente dentro un sistema economico-finanziario di per sé poco chiaro, per non dire oscuro, e secondo, forse il più difficile, sgombrare la mente da tutti i condizionamenti che ci hanno mira­bilmente inculcato.

Detto questo, siete pronti per questo viaggio? Un viaggio lungo oltre tre secoli, che dalla misteriosa e occulta Londra del XVII secolo, ci porterà a Francoforte nel XXI secolo, per assimilare il segreto più nascosto: la truffa delle truffe.

Tutto inizia il 27 luglio 1694, quando il massone e banchiere londinese William Paterson fonda con alcuni fratelli la prima banca centrale al mondo: la Old Lady of Threadneedle Street, meglio conosciuta come Banca d'Inghilterra. Non si tratta del­la prima banca in assoluto, perché già nel 1163 a Venezia esisteva un Monte fruttifero privato creato per fa­vorire il commercio, per non parlare del Banco (o Casa) di San Giorgio del 1407 a Genova, vera e prima banca pubblica d'Europa. La Banca d'Inghilterra è invece la prima Banca Centrale al mondo; la prima che stampò 1.200.000 sterline («notes of bank»), corrispondenti al debito di 700.000 sterline-oro che il Re Gu­glielmo d'Orange aveva contratto proprio con essa. In pratica ha ini­ziato l'attività comprando il debito della Corona.

Perché è importante questa banca? Risponderei volentieri, ma lascio la parola a Karl Marx, il quale nella sua opera «II Capitale», denuncia senza mezzi termini che, fin dalla nascita, le grandi banche non sono state al­tro che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, gra­zie ai privilegi ottenuti, erano in gra­do di anticipare loro denaro.

In meri­to alla banca in oggetto, Marx rinca­ra la dose dicendo che “l'accumular­si del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra». Già nel 1867 (anno di pubblicazione delle 1000 copie del suo libro) era chiaro un collegamento tra debito pubblico e banche. Questo è il primo dato interessante. È per questo che il 27 luglio 1694 sarà per noi una da­ta simbolica molto importante, per­ché, a torto o a ragione, ha inizio il fantomatico Signoraggio monetario.

Prima però di spiegare cos'è questo Signoraggio, ricordo che il modello della Bank of England fu esportato e copiato in ogni paese (in Francia il 18 gennaio 1800 grazie al fratello Bonaparte e in Germania il 10 marzo 1870, nel 1913 in America con la Fe­deral Reserve Bank per opera dei massoni Warburg, Rockefeller e Rothschild). Come oggi un manipolo di persone esporta la democrazia per strategie geopolitiche, 311 anni fa un manipolo di banchieri massoni ha inventato ed esportato un siste­ma monetario basato sul debito, per strategie socio-politiche: tenere inca­tenate e soggiogate centinaia di mi­lioni di persone.

Cos'è il Signoraggio monetario?

Ufficialmente non esiste. Nessuno ne parla. Eppure è un qualcosa che sta facendo sprofondare l'intero pia­neta nel debito, giorno dopo giorno, inesorabilmente. Quante volte ab­biamo sentito parlare di debito pub­blico, commerciale, di debito dei paesi in via di sviluppo, ecc. Ma de­bito nei confronti di chi? Cosa lo provoca? E soprattutto: cos'è que­sto Signoraggio?

Il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta e il suo costo di produzione. La moneta, come ogni bene tangibile, ha un suo costo di produzione: per le bancono­te pensate a carta e inchiostri; per le monete di metallo pensate alle le­ghe. Ma nonostante ciò, la stampa e quindi l'emissione di moneta costa pochissimo, anche perché dal 15 agosto 1971, Nixon eliminò la con­vertibilità delle monete in oro, affos­sando per sempre gli accordi di Bretton Woods del 1944. Quindi l'e­missione di moneta da oltre trent'an-ni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro, ar­gento o rame).

Facciamo un esempio numerico: stampare un biglietto da 100 euro costa, più o meno, 5 centesimi di eu­ro (tra carta e inchiostri)! Una sciocchezza, vero? Ebbene questa ban­conota, che costa solamente 0,05 euro, viene «affittata» agli Stati al valore nominale, cioè a 100 euro! Questa differenza è il Signoraggio!

La società privata che stampa ed emette la moneta in pratica 'guada­gna' per ogni banconota emessa la bellezza di 99,95 euro (tolte le spese di stampa) mentre lo Stato, sempre per ogni banconota, s'indebita di 100 euro! Sapete qual è il nome di que­sta società privata che s'incamera il Signoraggio? Banca Centrale.

Per essere pignoli, allo Stato quella moneta costa ancora di più per via del «tasso di sconto» (il costo cioè del denaro tra Banca Centrale e banca locale) che oggi è del 2%. Per cui la banconota da 100 euro, allo Stato costa la bellezza di 100 euro + 2 euro (pari al tasso del 2%) e quindi 102 euro!!!

Siamo o non siamo alla follia pura? Lo Stato paga alla Banca Centrale l'affitto di questa moneta con Titoli di Stato, e pertanto s'indebita in manie­ra spropositata e continuativa nei suoi confronti. Noi paghiamo questo debito con le tasse.

Lo Stato in definitiva monetarizza il proprio debito, e questo debito conti­nuerà a crescere giorno dopo gior­no, anno dopo anno. Nessuno con un simile sistema potrà mai sempli­cemente pensare di uscire dal debi­to, figuratevi i Paesi in via di svilup­po.

E se fosse lo Stato a stamparsi la moneta e a tenersi il Signoraggio? Non esisterebbero più le tasse. Non sarebbe bella una società priva di tasse? Una società dove le persone lavorano il minimo indispensabile e non si ammazzano per sopravvivere come accade oggi? Utopia? Per qualcuno sì, per me si chiama So­vranità monetaria, quella che ci han­no tolto alcuni frammassoni da molto tempo, e cioè almeno da quel lonta­no 27 luglio 1694.

Qualcuno in passato ha tentato di rientrare in possesso della Sovra­nità, ma gli è costato parecchio.

Il 4 giugno 1963 il presidente statuniten­se John F. Kennedy ordinò l'emissio­ne da parte del Ministero del Tesoro – quindi dello Stato – di oltre 4 miliar­di di dollari dell'epoca con bancono­te che recavano la scritta «United States Note» (biglietti di Stato, in pratica dei cittadini) invece di «Fede­rai Reserve Note» (biglietti della Fed, in pratica della Banca Centrale privata). JFK giocò pericolosamente col fuoco, sfidando il potere dellaa Fed.

Il 22 novembre, e cioè dopo po­chi mesi, Kennedy fu eliminato a Dallas, città simbolo del «denaro» e «undicesima» sede delle dodici Ban­che Centrali statunitensi! Sapete qual è stata la prima cosa che fece il suo successore, Lyndon Johnson? Ritirò immediatamente dalla circola­zione quei dollari del «popolo» sosti­tuendoli con quelli «privati» della Fe­deral Reserve!

Nel nostro Paese la sovranità mone­taria (il potere di chi stampa ed emette moneta) era fino a ieri della Banca Centrale d'Italia. Oggi la so­vranità monetaria, e quindi il Signoraggio, è nelle mani della Banca Centrale Europea (BCE) con sede a Francoforte. Entrambe private. La BCE, nata con il Trattato di Maastricht, è una banca formata dalle 15 Banche centrali dei paesi membri fondatori tra cui la nostra Bankitalia (con sede alle Cayman).

Non tutti sanno però che le Banche centrali sono per la maggior parte banche private. Bankitalia per esempio è controllata da Gruppo Intesa (pro-prietaria del 27,2%), San Paolo IMI (17,23%), Capitalia (11,15%), Uni-credito (10,97%), Generali (6,33%), Monte dei Paschi (2,50%), RAS (1,33%), INPS (5%), Carige (3,96%), BNL (2,83%), La Fondiaria (2%), Premafin (2%), Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%), e un restante 5,65% di anonimi. Solamente i primi 3 gruppi controllano oltre il 55% del­la Banca Centrale italiana, e la cosa assurda è che la Banca Centrale do­vrebbe controllare le banche com­merciali, cioè i propri soci. Il controllore che controlla se stesso! Ora è chiaro perché non sono stati evitati, e non lo saranno neppure in futuro, scandali e crack finanziari.

Quindi la BCE è una banca privata, perché formata da banche private, ma a differenza delle altre è l'unica privata che può per legge emettere moneta in Europa. Come recita l'arti­colo 105A del capitolo 2 della «Politi­ca monetaria» del Trattato di Maastricht: «La BCE ha il diritto esclusi­vo di autorizzare l'emissione di ban­conote all'interno della Comunità». Il Signoraggio europeo è pertanto di competenza della BCE, la quale poi lo distribuisce ai soci privati in pro­porzione alla percentuale di compe­tenza.

Antonio Fazio & C. oggi pren­dono il 14,57% del Signoraggio eu­ropeo e il 92% del Signoraggio na­zionale (l'8% rimane alla BCE). Que­sto l'elenco dei soci con le relative percentuali:

Banca del Belgio (2,83%);

Banca Danimarca (1,72%);

Banca della Germania (23,40%);

Banca della Grecia (2,16%);

Banca della Spagna (8,78%);

Banca della Francia (16,52%);

Banca d'Irlanda (1,03%);

Banca d'Italia (14,57%);

Banca Lussemburgo (0,17%);

Banca d'Olanda (4,43%);

Banca d'Austria (2,30%);

Banca del Portogallo (2,01%);

Banca di Finlandia (1,43%);

Banca di Svezia (2,66%);

Banca d'Inghilterra (15,98%)

Non trovate qualcosa di strano nella lista delle banche-membri? Sbaglio o Inghilterra, Svezia e Danimarca fanno parte dell'Europa ma non han­no accettato la moneta unica, l'euro? Purtroppo, non sbaglio. Queste ban­che si intascano il 100% del Signo­raggio della loro moneta (sterlina, corona danese e svedese), e una percentuale pure del Signoraggio europeo. Detto in altri termini: noi italiani li stiamo aiutando a pagare le loro tasse!

Non vorrei complicare il quadro, ma è d'obbligo precisare che esistono tre tipi diversi di Signoraggio, uguali nel meccanismo ma diversi nel sog­getto che se lo intasca. Il Signorag­gio appena visto sulla moneta carta­cea per opera della BCE rappresen­ta il furto colossale per antonomasia, poi c'è un Signoraggio sulle monete metalliche, che è l'unico per così di­re statale che va al Ministero del Te­soro, e infine quello sulla moneta scritturale, quella virtuale creata dal­le banche, che rimane nelle banche commerciali.

A parte il Signoraggio sulla moneta metallica – che rappresenta in valore quello minore – la truffa sulla moneta virtuale delle banche commerciali è ancora più complessa. In questo ca­so il Signoraggio è costituito dal va­lore nominale (anche se in questo caso non è moneta reale) di tutta la moneta prestata dal sistema banca­rio, sotto forma di credito, (conto cor­rente, ecc.) al netto del costo di pro­duzione della stessa (assolutamente nullo: semplice digitazione su com­puter o scrittura su un registro).

Ovviamente non scherzo quando parlo di moneta creata dal nulla, e adesso ve lo spiego con un altro esempio. Quando una persona va in una banca locale e deposita 100 eu­ro in contanti, la banca con questi 100 euro «reali» è in grado di presta­re ben 5000 euro «virtuali».

Questa alchimia ha un nome preciso: «credi­to frazionale», ed è un'operazione di moltiplicazione permessa e autoriz­zata dalla cosiddetta «riserva banca­ria», il cui valore è deciso, guarda caso, dalla Banca Centrale. In prati­ca questa «riserva» è un tasso che indica la quantità minima di soldi che la banca deve trattenere fisicamente nelle casse, appunto come riserva. Oggi il «tasso di riserva» è del 2%. La banca allora mette subito in «ri­serva» quei 100 euro che sono rea­li, e automaticamente (avendo nei forzieri questi 100 euro) la legge le permette di «crearne» 5000! Il 2% di 5000 euro è proprio 100 euro. Se non ci credete, mettevi d'accordo con i correntisti di una banca e an­date a ritirare tutti lo stesso giorno il denaro…

Le banche possiedono fisicamente circa un cinquantesimo del denaro che movimentano. Sorge spontanea una domanda: ma se deposito 100 euro reali e la banca ne crea 5000, da dove saltano fuori i 4900 euro? Ahimè questo denaro, che non esi­ste e non può esistere nella realtà, sottrae ricchezza al paese in un cir­colo vizioso perverso e deleterio. La stragrande maggioranza dei soldi sono sotto forma di moneta scrittura­le, quindi di moneta virtuale, e quindi di moneta-debito.

Capito qual è la madre di tutti i mali? Quello che avete appena letto è il segreto più grande e nascosto, forse la più grande e colossale truffa per­petrata a nostro carico da tre secoli. Talmente grande che probabilmente almeno sette presidenti degli Stati Uniti, come scrive Marco Saba nel suo «Bankenstein: tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche», sono stati assassinati pro­prio per la questione monetaria: Harrison, avvelenato; Taylor avvelenato; Lincoln con arma da fuoco; Garfield avvelenato; McKinley con arma da fuoco; Roosevelt avvelenato; Kennedy con arma da fuoco.

Detto questo, noi comuni cittadini consumatori e base della Piramide del Potere, cosa possiamo fare? Intanto, prendere coscienza del fun­zionamento di un sistema monetario e di un Signoraggio grazie ai quali il potente cartello delle banche sta fa­cendo sprofondare volutamente il pianeta in un baratro economico spaventoso. Quale controllo è più ef­ficace dell'impoverire le masse? Si tratta di un establishment talmente potente che nessuno, e dico nessu­no, si mette contro denunciandolo pubblicamente al mondo intero.

A parte personaggi eccezionali, scono­sciuti ai più, come il professor Gia­cinto Auriti (promotore della moneta alternativa Simec) e il procuratore generale della Repubblica Bruno Tarquini (che denunciò la truffa di Bankitalia), dove sono i paladini del­la giustizia? Quelli che in tivù si fan­no promotori dei diritti dei cittadini?

È facilissimo criticare una società o una banca perché si comporta male, perché frega le persone, ecc., ben più difficile è denunciare un sistema monetario che sta mandando in rovi­na l'intero pianeta.

Non sto dicendo di togliere i soldi dalle banche (anche se il guadagno sarebbe maggiore!) per dare un se­gnale forte e mandare qualcuno che veramente lo merita in fallimento, sto semplicemente mettendo in luce il meccanismo. Tutto qua.

Poi ognuno di noi, in base al proprio livello di co­scienza, deciderà se partecipare o meno a tale 'gioco' perverso…

Esi­stono, comunque svariati modi per investire in maniera più etica i propri risparmi, evitando così la moltiplica­zione del denaro che crea debito, e che poi paghiamo sotto altre forme (tasse, prodotti più cari, ecc.). Basta cercare e informarsi.

Un passaggio successivo è quello di aprire la mente per entrare nell'ottica di accettare possibili monete com­plementari o regionali. Oggi nel mondo di queste valute se ne conta­no circa 5000 e sono quelle che, per intenderci, hanno aiutato l'Argentina a tirarsi su dal disastro economico. Anche se il tubo catodico non ce lo dice, a far riemergere l'economia ar­gentina non sono state le banche, ma le monete complementari. Una moneta locale può essere emessa da una Comunità: per esempio una Provincia, un Comune o anche una associazione onlus.

Importante è l'accettazione (essere chiari fin da subito nello statuto nel caso della associazione), e capire che il funzionamento è prettamente per i prodotti di consumo locali. Ap­profitto dell'occasione per dirvi in anteprima che nella nostra capitale sta per essere messo in circolazione l'Eco-Roma…

L'euro è valido solo perché noi lo ac­cettiamo e riconosciamo come tale: ma non è nostro, è di proprietà della Banca Centrale Europea (privata). Ricordiamolo questo, perché potrà capitare un giorno che presentando in banca un biglietto, magari da 100 euro, esso venga ritirato dal legittimo proprietario e non più restituito… E allora?

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