Rispondi a: Berlusconi: "ci hai rotto xxxxx"

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paolodegregorio
Partecipante

– chi si somiglia si piglia –
di Paolo De Gregorio, 25 febbraio 2011

Un tempo a Roma circolava una battuta: “vedrai che ti danno l’articolo uno”, che si riferiva ad una norma di pubblica sicurezza che bollava coloro che frequentavano pregiudicati e di cui i giudici tenevano conto in caso di processo.
Certo è che la nostra “guida suprema”, cavaliere senza macchia e senza paura, non si è fatto mancare nulla quanto ad amicizie con mascalzoni e pregiudicati.

E’ storia, infatti, che il suo padrino politico e benefattore economico è quel tale nomato Bettino Craxi che, in nome dell’IDEA SOCIALISTA, regalò a Berlusconi quel monopolio mediatico che presto avrebbe consegnato alla destra il potere politico, realizzato la strategia piduista. Potere mediatico che continua a far passare Craxi per esule e non già latitante pregiudicato, e Berlusconi un povero perseguitato dai complotti delle “toghe rosse”.

La presenza ad Arcore del pregiudicato Mangano, quale garante mafioso della intoccabilità del cavaliere, ci pare una evidente rivelazione, quasi una confessione, dei principi di legalità a cui si ispira il nostro premier, che come avvocato di fiducia aveva quel signor Previti, condannato in via definitiva per vari reati al servizio del suo padrone.
C’è poi il fido Dell’Utri, condannato per mafia anche in appello, collaboratore strettissimo nel fondare Fininvest e Forza Italia, capo di Pubblitalia, che raccogliendo la pubblicità era il cuore economico della Fininvest, anello di congiunzione con la mafia che portò ad un eccezionale risultato elettorale in Sicilia per Forza Italia.
Persino Don Gelmini, suo grande elettore e rinviato a giudizio per molestie sessuali, è un pregiudicato per truffa e si è fatto due anni di galera.

E poi queste “amicizie” con dittatori come Putin, Gheddafi, Ben Ali, Mubarak, Lukescenko, banda di assassini e ladri, non tradiscono forse un desiderio di potere assoluto e di dittatura anche in Italia?
Le frequentazioni e le inclinazioni del nostro premier dovrebbero preoccuparci seriamente. Egli vuole l’impunità per le sue malefatte e ora anche l’improcessabilità, e vuole riformare tutto il sistema giudiziario a suo personale uso e consumo, come solo i dittatori pretendono.
La storia personale di B. parla chiaro: egli è andato al potere per tutelare i suoi interessi e garantirsi l’impunità, non ha mai governato e non ha risolto alcun problema, ha negato la crisi, mentre il deficit pubblico è al massimo storico, come l’evasione fiscale. Il declino dell’Italia è evidente, ed è morale, etico, economico.