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#131607
Richard
Richard
Amministratore del forum

http://it.wikipedia.org/wiki/Empatia
L'empatia è la capacità di comprendere cosa un'altra persona sta provando.

Nelle scienze umane, l'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione intellettuale dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale. Fondamentali, in questo contesto, sia gli studi pionieristici di Darwin sulle emozioni e sulla comunicazione mimica delle emozioni, sia gli studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, che confermano che l'empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie. Si vedano al proposito anche gli studi di Daniel Stern.
Nell'uso comune, empatia è l'attitudine a offrire la propria attenzione per un'altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali. La qualità della relazione si basa sull'ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell'altro.

Grande interesse è stato posto nella ricerca di corrispondenze biologiche per l'empatia (Preston e de Waal, 2002). Sono stati valutati allo scopo i cosiddetti “neuroni-specchio”, attraverso diagnostica per immagini del tipo fRMN (Decety e Jackson, Decety e Lamm, de Vignemont e Singer; 2006). Queste cellule si attivano sia quando un'azione viene effettuata da un individuo sia quando questo stesso individuo osserva la stessa azione effettuata da un altro individuo; questo fenomeno è stato in particolare osservato in alcuni primati [6] Analogamente negli uomini si attiva la medesima area cerebrale nel corso di un'emozione e osservando altre persone nel medesimo stato emozionale (Wicker et al., 2003. Keysers et al., Morrison et al., 2004. Singer et al., 2004 e 2006. Jackson et al., 2005 e 2006. Lamm et al., 2007). Vi sono altre segnalazioni analoghe (Bower; Nakahara e Miyashita; 2005), anche in psicopatologia (Tunstall, Fahy e McGuire, 2003. Dapretto et al., 2006).
Molti si aspettano dalla biologia una spiegazione definitiva di questa materia. Creature differenti sembrano possedere lo stesso numero di geni. Il genere umano è tuttavia peculiare nel mondo vivente. Sappiamo che la funzione del RNA non consiste solo nella produzione di proteine sotto la guida del DNA. L'RNA ha proprietà di regolazione e programmazione su crescita e funzione cellulare. Il complicato meccanismo d'azione non è del tutto noto e potrebbe spiegare la differente complessità degli esseri viventi. Al riguardo l'impressione è che la biologia sia ancora priva di conoscenze complete. [7] L'empatia in questione coinvolge troppo ampiamente sviluppo e funzione psichica perché questo orientamento di ricerca trovi una conferma in esclusiva. Alternativamente si può fare conto su conoscenze disponibili in altre discipline.

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_empatia_innata_dei_bambini/1332674
I bambini fra i sette e i 12 anni sarebbero naturalmente inclini a provare empatia nei confronti della sofferenza degli altri, secondo i ricercatori dell'Università di Chicago, che hanno sfruttato la risonanza magnetica funzionale per studiare le risposte cerebrali all'osservazione del dolore nei bambini.
“Lo studio è il primo a esaminare la risposta neuronale al dolore degli altri in bambini di questa età”, ha osservato Jean Decety, che ha diretto la ricerca e firma con Kalina Michalska e Yuko Aktsuki un articolo sull'ultimo numero della rivista Neuropsychologia.

http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=901
Risulta vitale quindi che, prima di ogni sentimento, scatti tra noi la possibilità di legittimazione reciproca profonda: essa parte dalla immedesimazione nel modo di essere dell’altro e dalla accettazione globale di esso come esistente ed umano. La componente emotiva e partecipativa, al di là della logica e della ragione, rappresenta la matrice coesiva del sentire. L’empatia è lo strumento del nostro sentire: ciò che permette la partecipazione e l’emozione condivisa. Ciò risulta ovvio con i nostri cari; eppure il provare amore, affetto, attaccamento in un legame di sangue non ha come implicito l’incontro empatico. Infatti se l’empatia è , i rapporti affettivi familiari possono essere permeati di sentimenti, a volte positivi, a volte negativi senza una comprensione profonda dell’altro. A volte vi può essere l’interferenza di altre componenti del sentire: ad esempio i nostri bisogni di essere capiti sono maggiori verso le persone che ci sono più vicine e quindi le delusioni in questo senso generano più rabbia, scoraggiamento, ritiro, impedendoci così di avvicinarci con empatia proprio a coloro che amiamo.

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https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6235.7
Non è solo la violenza fisica a provocare il desiderio di vendetta, spiega Başoğlu. Anche le politiche sociali ingiuste per esempio lo fanno, o le invasioni nel nome della democrazia, le armi ipertecnologiche lanciate dal cielo, l’umiliazione, la prigionia e molto altro. La religione inoltre non avrebbe un ruolo scantenante, ma solo facilitatore.
Esiste anche un effetto “vicario” della violenza, continua lo scienziato. Basta vederla alla televisione per portare un normale cittadino a sostenere la causa delle persone offese, talvolta al punto estremo di sacrificare la propria vita.
http://oggiscienza.wordpress.com/2010/07/15/interrompere-il-ciclo-della-violenza/